
L’Ucraina affronta l’ondata di freddo più dura dell’inverno, con temperature precipitate a -12°C, un grave guasto tecnico ha paralizzato la rete elettrica nazionale. Il cedimento simultaneo di due linee ad alta tensione ha innescato un blackout a cascata che ha bloccato trasporti, riscaldamento e servizi essenziali, fermando persino la metropolitana di Kiev. Il collasso della rete avviene in un momento paradossale: mentre sembra reggere la tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, la Russia non allenta la pressione militare. Nella notte, 85 droni hanno preso di mira il Paese; 65 sono stati abbattuti, ma si registrano danni in 13 località. Il fronte diplomatico: Miami e Abu Dhabi Sul versante politico, l’asse della mediazione si è spostato a Miami. Un incontro tra l’inviato del Cremlino, Kirill Dmitriev, e la delegazione USA guidata da Steve Witkoff è stato definito da entrambe le parti “produttivo e costruttivo”, senza che sia però trapelato altro. Lo scetticismo di Zelensky. L’attenzione si sposta ora sul round negoziale bilaterale previsto per oggi ad Abu Dhabi. Tuttavia, il presidente Volodymyr Zelensky ha frenato gli entusiasmi: pur riconoscendo i passi avanti diplomatici, il leader ucraino ha richiamato alla centralità della questione dei territori. Il ministro dell’Energia ucraino Denys Shmyhal ha annunciato che gli operatori del settore energetico hanno ripristinato la fornitura di energia elettrica in tutte le regioni dell’Ucraina dopo il guasto al sistema che si è verificato ieri mattina. Le regioni stanno attualmente tornando ai programmi di interruzione di corrente previsti. Lo ha fatto sapere in un messaggio su Telegram. Il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato nel discorso serale che l’Ucraina si aspetta dalla parte americana indicazioni specifiche in merito ai prossimi incontri e conta di incontrarsi la prossima settimana. “Siamo costantemente in contatto con la parte americana, aspettandoci da loro indicazioni specifiche in merito a futuri incontri. “Tra i problemi che affrontiamo oggi c’è quello di uno Stato che si è recentemente formato, da una ex repubblica sovietica: è uno Stato in cui il nazionalismo radicale e la conflittualità interna ambedue inculcate dall’esterno, purtroppo col sostegno maligno dell’intero Occidente, rappresentano fin dal 2014 la principale minaccia alla pace e alla sicurezza del continente europeo”. “Quello che sta accadendo in Ucraina è una risposta di quello che sta accadendo nel mondo. Vorrei dire a tutti gli italiani che vogliono conoscere ciò che sta succedendo nel mondo di venire in Russia, a Mosca. Oggi ho visto diversi uomini d’affari italiani venuti nel nostro Paese, che hanno visto un Paese grande che si sviluppa, che cresce e che ha come obiettivo la pace, anche con il popolo italiano”. Questi italiani “si sono detti sconvolti perché quello che vedono qui non è quello che hanno visto in televisione in Italia”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in collegamento video col congresso Dsp a Roma all’Ergife. Al termine del suo intervento la sala ha applaudito. (Tensione e rissa al congresso di Democrazia Sovrana Popolare a Roma. Matteo Hallissey, presidente di +Europa, ha fatto irruzione all’Hotel Ergife sventolando bandiere dell’Ucraina e dell’Unione europea. Il blitz, nato per contestare l’invito al ministro russo Lavrov e la presenza di bandiere russe in sala, è degenerato in una colluttazione, scontro). “Incontro costruttivo con la delegazione statunitense per la pace” in Ucraina. Lo ha scritto su X l’inviato del Cremlino, Kirill Dmitriev, dopo colloqui a Miami con, tra gli altri, l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff. “Discussione produttiva anche sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia”, ha reso noto Dmitriev. “Siamo incoraggiati da questo incontro” con l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev, “dal fatto che la Russia sta lavorando per garantire la pace in Ucraina ed è grata per la leadership del presidente degli Stati Uniti nel cercare una pace duratura e duratura”. Lo ha detto l’inviato speciale Steve Witkoff. Il presidente ucraino Zelensky ha affermato che è impossibile risolvere la questione territoriale senza un incontro con il leader del Cremlino, affidando la questione solo a gruppi tecnici. “Come minimo, dovremmo avere l’opportunità di mantenere i contatti con la Federazione russa, con il leader della Russia, in un formato o nell’altro. Senza un tale formato, a mio parere, da quello che vedo, le nostre squadre non saranno in grado di concordare sulle questioni territoriali” ha detto Zelensky intervistato dalla radio ceca.
Giuseppe Basilico

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