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Stati Uniti d’Europa: cronache per implementare la nascita

Ieri il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov ha fatto sapere che gli Usa avrebbero violato il diritto internazionale con il blitz con cui hanno prelevato l’ex-presidente Maduro dal Venezuela (chissà cosa sta facendo il suo Paese in Ucraina…). Questo mentre risuona come un mantra mediatico Trump che ricorda che, in qualche modo, si impossesserà della Groenlandia, che altrimenti finirebbe nelle mani di Russia e Cina.
Il presidente della Groenlandia intanto ha ribadito che loro preferiscono avere rapporti privilegiati con la Danimarca piuttosto che con gli Usa. E il presidente francese Macron, con il premier Starmer che lasciano intendere che in qualche modo, oltre che in Ucraina, le proprie truppe potrebbero essere schierate in Groenlandia per difenderla da una qualche invasione.

di Vincenzo Donvito | 15 Gennaio 2026

Ieri il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov ha fatto sapere che gli Usa avrebbero violato il diritto internazionale con il blitz con cui hanno prelevato l’ex-presidente Maduro dal Venezuela (chissà cosa sta facendo il suo Paese in Ucraina…). 
Questo mentre risuona come un mantra mediatico Trump che ricorda che, in qualche modo, si impossesserà della Groenlandia, che altrimenti finirebbe nelle mani di Russia e Cina.
Il presidente della Groenlandia intanto ha ribadito che loro preferiscono avere rapporti privilegiati con la Danimarca piuttosto che con gli Usa.
E il presidente francese Macron, con il premier Starmer che lasciano intendere che in qualche modo, oltre che in Ucraina, le proprie truppe potrebbero essere schierate in Groenlandia per difenderla da una qualche invasione. 
Intanto la Georgia che manifesta, anche nel sangue, le proprie intenzioni di entrare in Ue. 
E l’Ucraina… non si sa più che scrivere per dire che ci hanno fatto capire in tutti i modi che il loro fronte con la Russia è il nostro dell’Ue, e che il loro ingresso nell’Unione è fondamentale per porre le basi per respingere l’invasione russa e bloccare le loro mire, per esempio, sulle repubbliche baltiche e non solo. 
Poi c’è la Moldavia che, in attesa delle truppe russe, visto che anch’essa è in lista d’attesa da tempo  per entrare in Ue, si dicono disposti a far parte della Romania (con cui già condividono la lingua)… e quindi rinunciare a quella sovranità che – moda del momento – si evoca da ogni parte. 
E che dire del Regno Unito dove, a parte i fanatici di Farage in disgrazia, da ogni parte non si fa altro che parlare e fare conti per dimostrare che la Brexit è stato un disastro e quanto sarebbe conveniente, anche politicamente, tornare nell’Unione.

… insomma, questa Ue, in cui i parassiti (tipo Ungheria) che la usano per cibarsene, e a parte i denigratori seriali come alcuni partiti del governo italiano (che manco più l’opposizione francese del Rassemblement national fa altrettanto)… questa Ue è desiderata…. ma sta lì. 
A subire i dazi del suo principale alleato, ad essere nulla nelle crisi internazionali (tipo Medio Oriente, Iran e Venezuela). 
Sembra che esista quando per esempio, trasforma i ridicoli dazi che aveva imposto alle auto elettriche cinesi in accordi reciproci che, anche al di là dello specifico, le danno una levatura da statista economico e politico internazionale.

Ed è la Groenlandia, in questi giorni, uno dei maggiori segnali. 
Il Paese Artico che dice senza mezzi termini che preferisce l’Ue agli Usa… forse anche perché le libertà In Ue (alla faccia del vicepresidente Usa Vance) valgono molto di più di quelle americane, che oggi, ammazzano una donna perché fa un sorriso ad un militare di una squadraccia del regime di Trump.
Il segnale è quello di “darsi una mossa”. Ché una parte del mondo ha bisogno dell’Ue e del nostro modo di essere… da rivedere dalle radici, per carità, ma un modo di essere che ha bloccato quel Continente che nel secolo scorso era tra i più bellicosi al proprio interno e rappresentava una minaccia per tutto il Pianeta. E’ il momento delle scelte drastiche. Se non ora, quando? 
E voi eletti che state a Strasburgo, fatevi un esame di coscienza e di politica, perché le vostre funzioni non continuino ad essere solo di razionalizzare Commissione e Consiglio europeo. Certo, non è nei vostri compiti il governo dell’Ue, ma c’è sempre la disobbedienza, quella che ci ricorda che l’obbedienza non è necessariamente una virtù. Se non ora, quando?

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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