La propaganda politica del PD e soci non convince ed è fallimentare sulla scelta del restauro dello stadio di Firenze. Scomodo da raggiungere, vetusto nelle esigenze e necessità, senza la visione dinamica e moderna adatta ai tempi, non solo dello sport professionistico, la scelta del restauro del Franchi è una iattura che si riflette anche su altre grandi opere per la città. Il restauro del Franchi sarà costoso per i cittadini, graverà sulle sue tasche, inconsapevoli dell’uso improprio delle risorse come il Recovery found, o Next Generation Fund. Il vecchio Comunale, un tempo Stadio Berta, è una sorta di pomo litigioso, emblema di scelte molto discutibili in merito urbanistico e di viabilità. La scelta determinata da posizioni più che ideologiche, sono legate al controllo economico e gestionale di appalti e lottizzazioni che altrimenti metterebbe forti limiti alla gestione del partito unico. La Fiorentina, destinataria prima dell’impianto sportivo sarà la prima vittima della propaganda che un coro di burocrati in veste di angeli, arcangeli e cherubini, innalzano il gloria al vetusto stadio. L’occasione di rinnovare e sostenere la Fiorentina attraverso un nuovo stadio che avrebbe portato un notevole peso e sostegno economico, sfuma i sogni di vittoria dei suoi sostenitori. E in più Firenze perde l’ennesima occasione di diventare e crescere come nuova città. Le scelte volute da una cocciuta e ottusa volontà politica sono sempre le stesse portate avanti da decenni. La guerra tra Fiorentina, cioè libera impresa, e Comune nella versione sovietica, è stata ed è combattuta da sempre a fil di fioretto, o con la sciabola, col dire e il non dire, ma sempre con una volontà: quella di non perdere la forza politica e burocratica per gestire appalti, controllare e lucrare su terreni, costruzioni, in funzione non certo di principi e valori libertari. Per questo motivo, come per tutte le scelte di grandi opere necessarie per Firenze, queste continuano ad essere ferme. Sono ferme perché più grandi di questa sorta di politburo amministrativo, che non ha le capacità, le risorse, per gestirle. Lo stadio di Firenze è l’esempio statico, glorificato dal canto politico che giorno dopo giorno si alza da ogni grigio funzionario in carriera. La peggior gestione della città si ripercuote appena fuori di essa in ragione dei tempi? Non solo: è sempre stato così. L’esigenza del potere non da scampo alla logica e si rifugia nella propaganda evitando accuratamente, al fine di porre in oblio ogni possibilità dinamica di evoluzione d’impresa che abbia dimensioni maggiori delle sue stesse forze, per paura che esca dal controllo gestionale del territorio. I mezzi sono i soliti: surrettizi, prepotenti e affini a logiche che hanno poco a che fare con la volontà di costruire opportunità di sviluppo e crescita, salvo spacciare e propagandare quello che è inutile. Che iddio l’abbia in gloria: cherubini, arcangeli, affini, che si alternano sulle pagine di internet, sui giornali e tv.
Enrico Martelloni

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