• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Sirio e l’Afghanistan

Cosa c’entra la stella più luminosa di Sirio con la sconfitta degli Americani in Afghanistan? Non fate l’errore di giudicare semiseria questa mia lettura dei fatti contemporanei e ricorrenti. Platone, perfino lui, pare abbia fatto lo stesso errore, di cui in vecchiaia intese però in qualche modo ravvedersi…di Angelo Giubileo

di Angelo Giubileo | 13 Settembre 2021

Il mito del Grande Pan che muore appartiene al tempo cronologico di Kronos (che originariamente è trascritto in greco con l’iniziale X al posto di K, cosa di cui ci occuperemo a breve), e quindi è una storia che può riproporsi ciclicamente ricorrendone le necessarie condizioni. Il Grande Pan è ciò che possiamo dire una “imago dei”: che cosa dunque rappresenterebbe?

Ritengo che essa sia servita – erroneamente – a rappresentare ciò che i filosofi della Modernità hanno chiamato “Uno-Tutto”, laddove invece nell’immagine in questione non vi è traccia di un Uno-asimmetrico quanto piuttosto di un Tutto-simmetrico, così che Il Grande Pan sarebbe (è sempre bene usare il condizionale, per chi “crede” all’epochè o vive nella pratica della sospensione del giudizio) quel Tutto, ovvero l’Essere “che è e non è possibile che non sia” (Parmenide).

Qui lo sforzo massimo sta nel semplificare un discorso che, viceversa, non può avere mai fine, perché il linguaggio del Mito è per sua stessa essenza uno strumento “ambiguo”; nel senso che ogni elemento di esso sfugge a ogni tipo di caratterizzazione (così come la X che diventa K), identificazione (gli enti cambiano continuamente nome e quelli che erano Titani o Giganti diventano Dei o viceversa, così come X/K/Chronos)[1], dimora (si tratta dei famosi “topoi” – che giungono fino a Heidegger, le sue dimore e i suoi sentieri interrotti -, configurati in astratto ma in concreto occupati sia dagli “uni” che dagli “altri”).

E allora valga, a titolo di esempio, il fatto che i miti siano stati e siano, sin dall’origine, dualistici e abbiano avuto diffusione e propagazione in e da: Europa orientale, Asia centrale e settentrionale, India, Sudest asiatico, America settentrionale (cfr. G. de Santillana-H. von Dechend, Il mulino di Amleto). La loro rappresentazione passata, presente e futura, che segue l’ordine prestabilito del tempo “eterno” di Aion, è tutta in-sita nella struttura arcaica cosmografica, il Cerchio Massimo che comprende, in estrema sintesi: un “sopra” e “sotto”, due assi (l’equatore della terra e l’eclittica del sole, che s’incrociano e rappresentano due coluri a forma di “X”; da cui probabilmente l’importanza semantica di un antichissimo simbolo), una terra quadrangolare (sede del regno degli uomini, che ha come confini i punti equinoziali e solstiziali sulle due linee di demarcazione dei due regni dell’aldilà, siti in alto e in basso, denominate tropici). Lo schema è semplice: non è possibile che l’Uno – ciò che Platone chiama Il Medesimo – è e sia senza l’Altro …

Ed è su questo punto esatto che nasce l’“errore” in qualche modo legato a ciò che resta comunque un modello, uno schema, un’ipotesi, una teoria, la Teoria della Precessione, e quindi un’ipotesi legata alla nostra condizione di uomini.

E cioè “il fatto che” – dice Plutarco (De Iside et Osiride, 370 F) – “Platone, nelle Leggi (896 d sgg.), allorché era già molto avanti negli anni, si espresse non più per enigmi e per simboli (n.d.r.: causa, evidentemente, dell’errore di cui qui si discute), ma concretamente, con termini veri e precisi, affermando che il mondo non è mosso in virtù di una sola anima, ma, probabilmente, a opera di più anime e, in tutti i casi, da non meno di due: delle quali una è quella che produce il bene, e l’altra, antagonista della prima, è artefice di tutto ciò che è contrario”.

Ma dove dimora questa anima – o meglio forza o potenza – che genera il bene e dove l’altra che genera “tutto ciò che (n.d.r.: necessariamente) è contrario”? Sul punto, il Grande Pan non saprebbe “chi” e “dove” scegliere, rappresentando che il Fuoco eterno, che anima il cosmo, può nascere e nasce sia da “sotto” che da “sopra”. E, come dicono gli stessi Autori (G. de Santillana-H. von Dechend): “La Galassia era ed è tuttora la fascia che collega il Nord e il Sud, il <sopra> e il <sotto>” (Ibidem).

Così come l’Est e l’Ovest. Salvo che l’Uno abbia intenzione di sottomettere l’Altro. O viceversa. Imponendo il proprio asse, albero, remo-timone, remo-bastone, scettro, verga, pietra di fondazione, etc. in contrasto con gli stessi elementi dell’Altro. Ma: ritorniamo per ora alla storia della morte di Pan, così come narrata da Plutarco nel De defectu oraculorum (17, 419 B-E). Oltre al fatto della morte del dio, sette sono gli elementi che più catturano la mia attenzione, ovvero la presenza di: a) una nave b) un pilota egizio di nome Tamo c) la direzione originaria del viaggio d) l’azione contraria del vento e) la voce che giunge dall’isola greca di Paxo f) la meta di Palode g) l’interesse di Tiberio per la vicenda.

La nave rappresenta l’intera struttura del cosmo. E’ la stessa “nave da carico”, il quinto elemento, che trasporta continuamente i quattro elementi di cui si compone l’intero Essere. Tamo è uno di quei tanti nomi, a cui accennavamo, di dei o sovrani che governano a turno il Tempo e sono quindi anche signori dello Spazio. In questo caso, un dio che proviene dall’Egitto. La nave è diretta in Italia, ma giunta in Grecia, è dirottata dal vento presso l’isola di Paxo. Qui, una voce, ignota, annuncia la nuova (vecchia) destinazione di Palode. Direi (?!) che siamo così ritornati in India … Quanto a Tiberio, mi colpisce il fatto che – a differenza di Ottaviano l’Augusto Imperatore (!) – egli non abbia gradito la propria consacrazione in vita, l’elezione a Santo, a Nuovo e Unico Dio di tutto il Celeste Impero, secondo quanto fissato dall’augusto Predecessore.

L’Augusto, come la più luminosa stella – Sirio -, aveva occupato la sede celeste dell’intero cosmo (divenuto volgarmente l’Impero). Il processo di catasterizzazione richiedeva pertanto un necessario e corrispondente sacrificio – e nessuno migliore di Pan avrebbe potuto essere sacrificato -; ma a dimostrazione, purtuttavia, che la Galassia non poteva fare a meno né dell’Uno (Sirio) né dell’Altro (Pan).

Una vicenda lontanissima, che ricorda molto da vicino anche ciò che è accaduto più di recente in Afghanistan.

Angelo Giubileo

[1] Non ci sfugge il fatto che le indistruttibili leggi della filologia non permettono l’identificazione di Kronos con Chronos (n.d.r.: figuriamoci di Kronos, ancor prima, con Xronos!), sebbene in Grecia questa fosse <consueta in ogni tempo> (Pohlenz, in RE, vol. XI, col. 1986) … (G. de Santillana-H. von Dechend, Il mulino di Amleto, cap. VIII, nota n. 2).

Pubblicato in : #Pensalibero24, MaidanTag: afghanistan, anni, autori, discorso, europa, filosofi, grecia, india, italia, mondo, processo, quattro elementi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti