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Squilli a destra: una grande chance

di Giancarlo Magni | 16 Febbraio 2014

Il PD licenzia Letta. Renzi, un giovane-vecchio, verso palazzo Chigi. Una grande occasione per i moderati non populisti.

matteo-renziTutto come nelle previsioni, almeno secondo gli sviluppi degli ultimi giorni. La Direzione del PD ha dato il benservito a Letta e aperto la strada per un incarico a Renzi. Il segretario ha messo alcuni paletti. Restiamo alla sostanza politica, tralasciando la retorica della nuova fase, nuovo slancio e via dicendo.  Tre gli aspetti salienti della proposta: stessa maggioranza, governo di legislatura e legislatura costituente. Tutte cose condivisibili. Partiamo dall’ultima, legislatura costituente. Nei giorni scorsi da queste colonne avevamo sottolineato l’assurdità delle due maggioranze che si erano venute a creare, una per le riforme e una per il governo. Con la legislatura costituente Renzi le riporta ad unità, la maggioranza di governo è anche quella che fa le riforme. Se Forza Italia si aggiunge tanto meglio. Secondo e terzo aspetto, stessa maggioranza e governo di legislatura. Cose molto positive perché all’azione dell’esecutivo viene dato un orizzonte temporale ampio che garantisce il tempo necessario a concretizzare i provvedimenti di cui il Paese ha bisogno. La maggioranza per Renzi non è una scelta di campo, è obbligata dai numeri e dalla decisione di  Forza Italia di chiamarsi fuori. E questo offre all’area moderata che ne fa parte, pensiamo soprattutto al Nuovo Centro Destra, una chance estremamente importante per il futuro. NCD ha due possibilità: cercare di essere in tutti i modi della partita oppure starci a determinate condizioni politiche e programmatiche. Se l’accordo sarà al ribasso, NCD sarà spazzato via, dagli elettori e da Forza Italia. Se l’accordo invece sarà fatto non rinunciando alle posizioni politiche dei moderati, l’elettorato premierà la scelta e a sciogliersi come neve al sole sarà Forza Italia, costretta per alcuni anni a stare lontano dal governo e con un Berlusconi che, al termine del mandato, avrà abbondantemente superato l’ottantina. I primi passi di Alfano sono confortanti: mai con una governo di centrosinistra. Ora le parole vanno tradotte in fatti. C’è anche da registrare un altro aspetto. Renzi, con questo suo voler bruciare i tempi contraddicendo tutto quello che aveva detto fino ad ieri, ha dimostrato di essere un giovane-vecchio in tutto e per tutto simile ai leader della Prima Repubblica. Il suo appeal, soprattutto verso il centro, è svanito di colpo. E questo facilita il compito di una forza moderata, fortemente motivata. Tutto ora sta nel giocarsi bene le carte che la sorte ha riservato. Nella messa a punto del programma nessun cedimento. Non va dimenticato che questo è il terzo Presidente del Consiglio che non viene eletto. La gente è stanca. Chiede, oltre ai risultati concreti, chiarezza e coerenza. Il buon senso va finalmente messo in campo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

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