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Spinelli quotidiani e proibizionismo. Gli effetti su giustizia, ordine pubblico ed economia

La legge e’ legge. Per carita’. E chi la viola e’ giusto che incappi nei rigori della stessa. Ma siamo sicuri che le forze dell’ordine debbano essere impegnate in questo modo?

di Vincenzo Donvito | 12 Marzo 2017

La notizia ha dell’incredibile, ma e’ vera: in Alto Adige 60 militari carabinieri sono impegnati tutti i giorni nella caccia agli sciatori che si fanno qualche spinello (attivita’ di rodine pubblico che e’ parte del piu’ ampio “servizio piste”). (1) Ci viene in mente una vecchia attivita’ (che in parte crediamo sia ancora attiva) che vedeva le forze dell’ordine impegnate anche nella caccia agli “spalloni” che portavano merci illegali dal confine con l’Austria; ci viene in mente perche’ oggi non avrebbe senso visto che i confini con il nostro vicino praticamente sono formali. I nostri carabinieri trovano turisti con uno spinello in tasca cosi’ come farebbero i loro colleghi se, sulle coste italiane (un turismo decisamente piu’ consistente di quello sciistico) fossero in servizio alla bisogna… ma non ci sembra lo facciano.
La legge e’ legge. Per carita’. E chi la viola (foss’anche per il possesso di uno spinello) e’ giusto che incappi nei rigori della stessa. Ma guardiamoci negli occhi: siamo sicuri che le forze dell’ordine debbano essere impegnate in questo modo? Ci viene in mente altrettanto impegno davanti e dentro le scuole, dove, oltre a qualche sparuto titolo di cronaca locale per cercare di tranquillizzare i fustigatori del caso, l’impegno delle forze dell’ordine e’ sprecato e inutile.
Nel nostro caso nella provincia di Bolzano, la questione viene piu’ all’attenzione anche perche’ trovare uno sciatore con lo spinello… crediamo che comporti un certo impegno con risultati decisamente modesti. Ce li vediamo, i nostri carabinieri, con la loro bella divisa da sciatori dell’arma che sugli scii o su un gatto delle nevi rincorrono un incerto turista (2), zigzagando tra alberi e siepi in una corsa tipo “guardie e ladri”, perche’ hanno intuito che quello sciatore ha uno spinello (forse lo spinello se l’era fatto e quindi zigzagava in modo non conforme e sospetto? E se era solo la droga legale per eccellenza, cioe’ l’alcool? E’ vietato sciare dopo essersi fatto un chicchetto, che da quelle parti alpine -poi- i cicchetti sono come il pane…).
Insomma, crediamo di esserci spiegati. Forse il problema -e non e’ una novita’ per nessuno tranne che per chi deve necessariamente fare rispettare le leggi, per quanto sbagliate siano-… il problema non e’ lo spinello che qualche cannaiolo si porta in vacanza o a scuola, ma la malavita organizzata che trasporta tonnellate di droga, i pubblici poteri collusi o inermi, le coltivazioni nei luoghi di origine delle sostanze e -ultima ma non secondaria- l’alta domanda di certe sostanze nei Paesi come il nostro, e non solo. Cioe’ un problema che -nell’ambito dei rapporti individuali tra cittadino e Stato- non e’ di ordine di pubblico, ma culturale e -nelle forme piu estreme e disperate- sanitario.
Le proposte di legge in Parlamento ci sono, dell’argomento se ne parla un po’ dovunque anche se i pregiudizi dei fustigatori ideologici continuano ad imperversare… ma noi si continua a mandare i carabinieri a sciare in Alto Adige alla caccia dei cannaioli, con costi altissimi per ordine pubblico, giustizia ed economia. C’e’ qualcosa che non ci torna….

1 – http://www.aduc.it/notizia/carabinieri+impegnati+nella+caccia+agli+spinellati_133519.php
2 – nella nostra notizia sembra ancora tutto piu’ fatto apposta per un film dell’assurdo, visto che alcuni sciatori spinellati che sono stati bloccati erano di Cagliari.. nota terra di sciatori….

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, costi, notizia, ordine pubblico, parlamento, scuola

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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