• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Specchi del reame

Tra gli specchi più importanti (fondamentali) includo quelli degli ascensori. 

di Florenza Carsi | 29 Maggio 2016

Mia madre (ad esempio) è uno specchio. Se nella versione favolistica vale: “Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. La domanda da farle a lei è un’altra: “Specchio specchio delle mie brame, chi è la più mignotta del reame?” E lei ti risponderà molto sinceramente (e non sentirti al riparo perché potrebbe indicare anche te – a me è capitato). Tra gli specchi annovero anche un paio di amiche: dicono se sono (o meno) in forma, in palla. Oppure il mio capo (“specchio specchio chi è la più brava del reame?”). Oppure quella santa single del piano di sotto che un tempo rifletteva (con i suoi sorrisi) il compiacimento per gli uomini che portavo a casa (quando li portavo, prima d’accasarmi): “Specchio specchio chi è il più bono del reame?”.
Di specchi veri ne abbiamo tutte: i soliti in camera; in bagno (compreso quello piccolo e tondo per accanirsi sui dettagli); e di portatili. Tra gli specchi più importanti (fondamentali) includo quelli degli ascensori.
Quando lavori, il transito finale (prima della riunione) avviene in quella stanzetta che viaggia verso l’alto. Ultimo momento utile per guardarsi capelli e rossetto, verificare se la camicetta sia o meno macchiata, se hai il viso stanco, insomma, che razza di donna sei in quel momento.
Ieri, era il primo giorno in Europa dopo una settimana (più che abbondante) trascorsa in un luogo complicato, in cui passavo da un albergo a cinque stelle ad ambientazioni esterne piuttosto impervie, faticose, poco amichevoli. Al rientro, dopo periodi così faticosi, tendo a moltiplicare le verifiche sullo stato esteriore. Insicurezze da modella prima di zompare sulla passerella, da giornalista prima di andare in onda, da rimorchiona prima di lasciare il bagno dopo essersi spogliata (mentre lui aspetta e ti osserverà dirigerti verso il letto): in questi casi, è tutto un continuo guardarsi e riguardarsi allo specchio. Ieri, invece, al momento opportuno, è mancato quel momento.
Le conosco bene quelle cattivelle di aziende che non mettono gli specchi nei loro ascensori. Sono poche, però insistono con questa inurbana (maleducata) politica avversa al genere femminile. Non sono mai (naturalmente) quelle del settore moda. Raramente le banche. Sono sovente quelle che si occupano di meccanica o di tecnologia. Le prime perché tanto quelli lavorano nei capannoni tra oli, fumi, polveri e chissenefrega. Le seconde perché (tanto) essere sciamannate fa fico. Sono poche e le ho segnate nel libriccino nero.
Ieri mattina, mi è capitata una di queste.
Come prima uscita professionale nel mondo occidentale, avevo optato per una camicia bianca e leggera. In trasparenza si notava il reggiseno nero. A giacca abbottonata, la mattina, non ci avevo fatto caso. Mal di nulla, s’intende. Però se proprio avessi voluto mantenermi sul formale-formale devo ammettere che ero una mezza riga fuori posto. Me ne sono accorta in bagno. A metà riunione. Troppo tardi per rimediare dato che erano due ore abbondanti che tenevo la giacca sbottonata.
Il loro CFO (Chief Financial Officer – si dice in inglese) era anche uno spiritosone ridanciano. Cosa rara. Generalmente i CFO (un tempo il ragioniere) sono rompiscatole e io mi metto (subito) al loro livello così facendone una discreta canizza. Ieri (stranamente) tutto liscio, se non fosse che mi ero sentita buggerata dallo specchio mancante. Come (talvolta) faccio quando sono nervosa e voglio vendicarmi sparacchiando a vanvera nel mucchio, ho detto al CFO (un tempo il ragioniere) che aveva qualcosa tra i denti. Ovviamente non era vero. Ha smesso di ridere, ha cominciato a parlare a buco stretto ed ha (anche lui) maledetto la sua azienda senza sti specchi negli ascensori.
Qui per dovere d’ufficio ma annoiatissima (piazza Affari, Milano)

Pubblicato in : Editoriale, Florenza CarsiTag: azienda, banche, europa, milano, mondo

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti