• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Sono nato perchè gli Usa impedirono che i miei finissero ad Auschwitz”

Sono ebreo e sono nato nel 1956, undici anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Non ho vissuto quella guerra, non ho conosciuto direttamente l’odore della paura che riempiva le strade d’Europa, né il silenzio carico di presagi che accompagnava ogni bussata alla porta nel cuore della notte. Eppure quella guerra non mi è mai stata estranea. È entrata nella mia vita attraverso i racconti di chi l’ha attraversata, attraverso gli sguardi di chi è tornato, attraverso le pause improvvise di chi, mentre parlava, si fermava perché la memoria faceva troppo male. Ho avuto la fortuna di non vivere l’orrore. Ma ho avuto anche la responsabilità di ascoltare chi quell’orrore lo ha attraversato. Persone che portavano dentro di sé le persecuzioni razziali iniziate nel 1938, quando in Italia si decise che alcuni cittadini non erano più cittadini, che alcuni bambini non potevano più andare a scuola, che alcune famiglie dovevano sparire dalla vita del paese come se non fossero mai esistite.

di Piero Terracina | 6 Marzo 2026

Sono ebreo e sono nato nel 1956, undici anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Non ho vissuto quella guerra, non ho conosciuto direttamente l’odore della paura che riempiva le strade d’Europa, né il silenzio carico di presagi che accompagnava ogni bussata alla porta nel cuore della notte. Eppure quella guerra non mi è mai stata estranea. È entrata nella mia vita attraverso i racconti di chi l’ha attraversata, attraverso gli sguardi di chi è tornato, attraverso le pause improvvise di chi, mentre parlava, si fermava perché la memoria faceva troppo male.

Ho avuto la fortuna di non vivere l’orrore. Ma ho avuto anche la responsabilità di ascoltare chi quell’orrore lo ha attraversato. Persone che portavano dentro di sé le persecuzioni razziali iniziate nel 1938, quando in Italia si decise che alcuni cittadini non erano più cittadini, che alcuni bambini non potevano più andare a scuola, che alcune famiglie dovevano sparire dalla vita del paese come se non fossero mai esistite.

Come potrei dimenticare le parole di mia nonna Giuditta. Me le raccontò anni dopo, con una calma che non era serenità ma stanchezza. Mi raccontò di quando, dopo sei mesi di attesa e di angoscia, fu costretta a riconoscere suo figlio e suo marito tra i corpi sepolti nella cava di tufo delle Fosse Ardeatine. Un luogo che non è soltanto una pagina di storia, ma una ferita aperta nella coscienza di questo paese. Raccontava senza alzare la voce, ma negli occhi le passava ancora l’ombra di quei giorni. E quella stessa ombra la vedevo negli occhi di mia madre, di mio zio, di mia nonna. Uno sguardo che non ti lascia più.

Io sono nato undici anni dopo, ma quelle storie sono entrate dentro di me come se le avessi vissute. Non come un racconto lontano, ma come una memoria ereditata, una memoria che ti accompagna e che ti chiede di non voltarti dall’altra parte.

Se sono nato è perché qualcuno, dall’altra parte dell’oceano, ha deciso di non restare a guardare. È perché gli americani sono arrivati, perché hanno aperto i cancelli dei campi, perché hanno fermato una macchina di morte che stava divorando l’Europa e il suo stesso spirito. Se la storia avesse impiegato ancora due mesi a cambiare direzione, anche mio padre e mia madre sarebbero finiti nei convogli verso Auschwitz Birkenau. Anche loro sarebbero stati inghiottiti da quei camini che hanno trasformato milioni di vite in cenere.

Io non dimentico. Non posso dimenticare. Non è una scelta, è un dovere che nasce dalla memoria di chi mi ha preceduto. La mia esistenza stessa è legata a quella storia. Ogni giorno che vivo è anche il risultato di chi non è tornato.

Ricordare non è un esercizio retorico. È un atto di responsabilità. Significa dare voce a chi non può più parlare, custodire ciò che è accaduto perché non venga cancellato o deformato. E questa memoria mi accompagnerà fino alla fine dei miei giorni. Non come un peso, ma come una promessa. Perché alcune cose non devono mai essere dimenticate. Mai.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti