
A poco più di un anno dalla scadenza elettorale il clima politico inizia a scaldarsi. A imprimere un’accelerazione al dibattito è stato il recente referendum sulla giustizia che ha visto il Centro Sinistra uscire nettamente vincitore dalle urne. Un risultato che ha rafforzato la fiducia della coalizione e rilanciato la competizione con la maggioranza di governo. In questa fase iniziale la battaglia si gioca soprattutto sul piano della comunicazione. La capacità di imporre i propri temi e di orientare l’opinione pubblica sarà decisiva per arrivare sul filo di lana davanti agli avversari. L’attuale maggioranza punta a presentarsi agli elettori rivendicando i risultati ottenuti nel corso della legislatura, attribuendo invece le mancate realizzazioni ai vincoli ereditati dal passato. Tra questi il bonus 110% viene indicato come uno dei principali fattori che avrebbero condizionato le scelte economiche, spesso additato come esempio di misura onerosa per i conti pubblici, pur essendo stata sostenuta a suo tempo anche da forze oggi al governo. A complicare ulteriormente il quadro si sono aggiunti eventi straordinari come le conseguenze della pandemia e i conflitti internazionali, che hanno inevitabilmente inciso sull’azione dell’esecutivo rendendone più difficile il percorso. Sul fronte opposto le opposizioni, forti del successo referendario, incalzano la maggioranza senza allentare la pressione. Gli ultimi sondaggi segnalano per la prima volta un possibile sorpasso del Centro Sinistra unito, aprendo scenari nuovi in vista della campagna elettorale. Resta però fluido il quadro politico. I consensi attribuiti a figure e forze di area variabile, così come il ruolo dei partiti centristi, potrebbero rivelarsi decisivi. In particolare chi si colloca al centro dello schieramento continua a osservare gli sviluppi, pronto a orientarsi in base agli equilibri che si definiranno più a ridosso del voto. Lo “sparo” della campagna elettorale è ancora lontano, e persino la macchina organizzativa è in fase di rodaggio. Ma il tempo scorre veloce e per ora la sfida si consuma a colpi di sondaggi capaci di infiammare il confronto politico.
E mentre i numeri cambiano, tra entusiasmi e polemiche, da entrambe le parti si leva la stessa rivendicazione: “C’eravamo prima noi”.
Angelo Santoro

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