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Solo il presidente Napolitano può dire che gli ha imposto di nominare Monti senatore a vita e capo del Governo e poi cedere parte della sovranità popolare alla Merkel.

di Domenico Civitano | 22 Ottobre 2012

La risposta che si vuole dal Capo dello Stato sarebbe stata anticipata da Marchionne, che in un’intervista ha detto di volere il Prof. Monti in eterno capo del Governo italiano

Marchionne è un potere forte, quindi, Monti è espressione e parte di tali poteri rappresentati dalle banche, dalle forze economiche e dall’America.

Oggi l’Italia è colonizzata da tali poteri forti ai quali va aggiunta la Germania che aiuterebbe l’Italia a uscire dalla crisi alla condizione di essere la stessa Germania a guidare le operazioni anti crisi italiane.

Non bastava l’umiliazione inferta dittatorialmente dall’Ue all’Italia con il caso Monti, quanto la struttura di governo già preparata con elementi presi dalle banche che navigavano in acque agitate e che bisognava salvare. Infatti, le banche sono state salvate dalla BCE e dalle tasse estorte agli Italiani creando povertà, chiusura per fallimento di Aziende, disoccupazione e suicidi.

Attila avrebbe fatto meno danni all’italiana invadendola con la sua orma di soldati.

Una simile umiliazione doveva essere evitato con forza. Il Popolo, strano a dirsi, è rimasto fermo e in silenzio. Nessun anziano ha ricordato i moti giovanili del 1968. Nessuno s’è attivato per conoscere la provenienza dei Ministri.  Solo attraverso i dibattiti televisivi s’è appreso che molti Ministri provengono dalle banche da salvare.

Risolto il problema Monti, la BCE ha subito erogato miliardi di euro che sono finiti alle banche all’interesse dell’uno per cento per fronteggiare la crisi del Paese e, invece, quei soldi sono serviti alle banche per ridurre i loro debiti con le banche straniere.

Al comportamento strano delle banche si è aggiunto quello di Marchionne e di Casini che vorrebbero un governo eterno presieduto da Monti.

L’On. Casini teme di non essere rieletto nel 2053 e per ciò, desidera un governo presieduto da Monti.

L’altro fenomeno strano italiano è il comportamento degli attuali parlamentari nel rapporto con il Popolo. Tutti difendono la “Sovranità Popolare” prevista dalla Costituzione. E poi lo sbarramento elettorale destina una parte in serie“A” e l’altra in “B”.

Ciò vale a dire che il 95% è di serie “A” e il 5% d quella “B”. Un piccolo esempio fatto con i numeri, fa capire l’egoismo, la cattiveria o l’assoluta ignoranza della Costituzione di chi formula le leggi e, in particolar modo, quelle elettorali.

Ecco un calcoletto dimostrativo: 50 milioni di votanti, sbarramento  5 per cento.  2.500.000 cittadini non sono rappresentati in Parlamento.

Se il Popolo è una sola unità come si può tollerare l’inosservanza costituzionale per proporre una simile legge elettorale con lo sbarramento. E’ la democrazia la più colpita da tali provvedimenti anticostituzionali. E’ strano che per un problema del genere non sia interpellata la Corte Costituzionale.

Difendere la democrazia, per il rispetto dei diritti dei cittadini deve essere il primo compito del Capo dello Stato, avvalendosi dei poteri conferitegli proprio dalla Costituzione.

Il Presidente della Repubblica Napolitano, per la stima che godeva tra i cittadini, non avrebbe dovuto neanche ipotizzare di delegare parte della sovranità italiana all’Ue e peggio ancora alla Merkel che acquista titolo a controllare gli sforzi italiani finalizzati a ridurre il debito pubblico.

Cedere sia pure una parte della sovranità popolare è come firmare, a guerra perduta, una resa incondizionata.

Nessun cenno, sulla perdita di una parte di sovranità italiana decisa dall’Ue, fatto dai partiti che sostengono il governo Monti. Il PD tace sulle decisioni dell’Ue perché troppo preso dai tumulti

interni sia per le elezioni riguardanti le primarie sia per le alleanze da costruire per le future elezioni politiche.

Veltroni, conscio delle difficoltà soggettive a superare i problemi posti anche da Matteo Renzi ha dichiarato di non candidarsi alle future elezioni.

Nella decisione di Veltroni c’è la cattiveria di costringere, in primo luogo, D’Alema a fare un passo indietro. Infatti, D’Alema ha riposto il suo destino nelle mani del Partito.

Se il PD piange, il PDL non ride. A soffrire seriamente, per il momento, è solo il Popolo Italiano.

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

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