
Nel ringraziare il direttore che ospita i miei articoli vorrei, dopo questo periodo di rodaggio, fare un primo bilancio. Molto probabilmente, non riesco ad esprimermi correttamente e questo mi tocca profondamente in quanto cerco di comunicare sempre e comunque “fatti, dati e documenti”. Non impongo ai pochi lettori che mi seguono mie idee preconfezionate e né tantomeno agito bandiere senza documenti come è d’uso comune oggi, purtroppo. Non urlo verità assolute, perché esercito il “dubbio” che porta, attraverso documenti dati e fatti alla libera interpretazione del lettore che da sé costruirà le proprie convinzioni. Prevalentemente scrivo di Storia Contemporanea che, per forza d’inerzia, si deve occupare di geopolitica laddove essa esista. Cercherò, empiricamente, di spiegarmi meglio. In alcuni articoli avevo sfoggiato il mio essere appartenente alla cultura artistica, teatro e cinema in modo prevalente, napoletana attraverso il Principe della Risata, Totò, in cui ricordavo la totale diversità dell’uomo dalla maschera che si vedeva nei suoi film ed in quel caso fui rimproverato da un lettore per aver ricordato il suicidio della bellissima star degli anni ’30 per lui, Liliana Castagnola. Poi ho presentato alcuni articoli sulla vera “napoletanità” con articoli sulla famiglia Scarpetta di cui fanno parte i De Filippo, Piedigrotta nel suo ancoraggio storico e popolare risalente al 13° secolo. Poi sono passato al romanziere napoletano Maurizio De Giovanni con 3 interviste agli attori della fiction TV: Antonio Milo, la bella Serena Iansiti ed il magistrale interprete di “Bambinella” Adriano Falivene. Poi molto sul piano storico e spionistico come il controbattere a Domenico Cacopardo che Sigonella fu fatto decisivo ed importante per Craxi, l’Italia e la stabilizzazione del Mediterraneo. A Sigonella ho affiancato un altro episodio addirittura più importante ovvero l’operazione di Ronald Reagan: Eldorado Canyon con la quale Craxi salvò la vita a Gheddafi e famiglia. Senza dimenticare l’UKUSA STRATEGY AGREEMENT che regola il controllo telematico ed informatico del mondo intero dal lontano 1947 da parte dei Paesi anglofoni: Stati Uniti, Canada, New Zeland, Australia e Gran Bretagna di cui, probabilmente, i lettori del nostro giornale non avevano mai sentito parlare. Ho aperto uno squarcio sul portare a conoscenza dei nostri lettori dell’esistenza di ben 17 agenzie di intelligence USA che, spesso, adottano politiche discordanti fra loro per cui vale il detto andreottiano contro le molte teste di potere negli USA: “La CIA è una cosa, il dipartimento di Stato un’altra, la DIA un’altra ancora e la Casa Bianca sta per proprio conto”. Ho addirittura svelato a quale nome corrispondeva la vera spia passata alla storia col nome di James Bond. Ho elencate con dati alla mano le follie dei 5 stelle dove 1 italiano su 3 li aveva votati e portando a conoscenza che 3 Fondi Blackrock, Vanguard e State Street posseggono in fondo le chiavi dell’intero mondo economico. Pure su quest’argomento sono stato criticato da qualche lettore, critica senza senso in quanto avevo citato e messo in riga le cifre mostruose di questi soggetti terzi e privati che controllano anche le agenzie di rating. Costoro prediligono lo scontro sui social dove smanettano da mattina a notte dove il ragionamento non esiste. Mi sono permesso di evidenziare che i Benetton avevano, alla fine, tratto lauto profitto miliardario dalla vendita allo Stato delle autostrade dopo il disastro di Genova evitando il “giornalismo sensazionalista” e l’enorme abisso che separa la geopolitica di Enrico Mattei da chi usa impropriamente oggi quella grandezza italica. Per non parlare della denuncia che ho fatto di portare a conoscenza i “trucchi” che vengono usati a livello internazionale senza che la sedicente classe dirigente attuale se ne avveda e lo contesti nelle sedi opportune nell’inserire solo il debito pubblico in rapporto al famigerato Pil escludendo, invece, il debito delle famiglie col quale l’Italia passerebbe da una posizione totalmente negativa ad una posizione di vertice. Certo di poter continuare col mio modus operandi saluto tutti i lettori soprattutto quelli che criticano i documenti, i fatti ed i numeri.
Raffaele Romano

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