
Ovidio Guzmàn Lopez arrestato il 5 gennaio dalle autorità Messicane è stato trasferito negli Stati Uniti. El Reaton “, il topo “, a soli 33 anni definito il re della droga, membro di alto rango del cartello di Sinaloa, un gruppo criminale con sede nello stato di Sinaloa.
Ricercato dalle autorità Usa dal 2019 e catturato dalle forze armate messicane in una piccola cittadina fuori da Culiàcan mediane un operazione di sorveglianza durata circa sei mesi, grazie al sostegno di funzionari americani, per la quale gli Stati Uniti proposero una ricompensa di 5 milioni di dollari a chi forniva informazioni utili per la cattura.
Figlio del narcotrafficante El Chapo Guzman estradato nel 2017 e condannato all’ergastolo negli Stati Unti, avrebbe ereditato dal padre la guida del cartello della droga locale.
In seguito all’arresto di Ovidio nella città ci sono state rappresaglie e violente proteste infatti le milizie dei narcos furiosi per l’arresto crearono blocchi stradali, incendiando decine di veicoli fino ad attaccare aerei militari e civili dell’aeroporto locale. Un’operazione che scatenò un intenso scontro a fuoco fra polizia e uomini armati a Culican causando morti e feriti.
Trasferito nel Centro federale di riadattamento sociale, noto come carcere di Almoloya, in Messico dove il padre riuscì ad evadere dalla medesima struttura.
La Drug Enforcement Agency degli Stati Uniti è in guerra con il cartello di Sinaloa, poiché su Guzmàn cadono numerose accuse in quanto considerato il principale attore a capo di un enorme organizzazione criminale che gestiva il traffico illegale di cocaina, metanfetamine e marijuana insieme ai fratelli Ivan e Jesus, tra Stati Uniti e Messico.
Secondo Washington El reaton, presunto narcotrafficante avrebbe gestito la più ampia e remunerativa operazione di traffico di fentanyl nel mondo, ovvero uno dei più forti oppioidi in circolazione, estremamente più potente dell’eroina, nonché la principale causa di morte.
Guzmàn coordinava con la famiglia circa 11 laboratori di metanfetamine nello stato di Sinaloa dove mensilmente venivano prodotte tra 1.300 e i 2.200 chili di questa sostanza. Il cartello muoveva la droga mediante una gigantesca rete di intermediari per il traffico internazionale. Su di lui pende l’accusa di svariati omicidi, tra cui alcuni informatori, trafficanti di droga e perfino un famoso cantante messicano che si rifiutò di esibirsi al suo matrimonio.
Fonti di Abc News riferiscono che Ovidio il 15 settembre sia salito a bordo di un jet è trasferito negli Stati Uniti, a Teterboro nel New Jersey dove dovrà affrontare un processo per traffico di droga. La medesima estradizione rappresenta l’importanza di una cooperazione giudiziaria tra Stati Uniti e Messico per frenare a tutti i costi il traffico di droga.
Dolores Di Mambro

Lascia un commento