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SOCIALISTI: VERSO IL CONGRESSO DI UN PARTITO CHE NON ESISTE

E’ necessario azzerare tutto l’esistente, non gestirlo attraverso nuovi assetti e nuovi equilibri. Non capire questo, significa procrastinare una situazione paranoica, distante anni luce dalla realtà.

di Redazione Pensalibero.it | 29 Aprile 2008

Sono stati travolti da un treno in corsa ed è come se, di striscio, avessero urtato uno spigolo arrotondato. I rappresentanti attuali di quello che fu il partito socialista italiano non si smentiscono nemmeno questa volta, all’indomani della debacle del 13 e 14 aprile.
Non solo non è possibile rilevare alcuna traccia di riflessione, di autocritica, di dibattito per capire cosa sia successo e soprattutto perché.
C’è di più e di peggio: tutte le attenzioni sono rivolte ai nuovi assetti da dare al partito che nascerà (davvero?) dalla Costituente socialista, che non è mai andata oltre un semplice comitato di coordinamento delle varie sigle che si richiamano alla tradizione socialista.
Le domande che riempiono i siti di area sono: quando si svolgerà il congresso, con quali regole, chi ha le chiavi dei cassetti che contengono gli elenchi degli iscritti, chi sarà il nuovo segretario?
Enrico Boselli, come egli stesso ha reso noto, si è dimesso. Ma non è dato capire da cosa, visto che il PS non è mai nato, gli spezzoni che dovrebbero costituirlo non si sono mai sciolti, un organismo deputato ad accogliere le dimissioni non è individuabile. C’è chi parla di mozioni (i giovani della FGS, l’associazione per la Rosa nel Pugno, altri ancora); altri, come Mauro Del Bue, hanno prenotato in fretta il treno pannelliano che parte da Chianciano e non si sa dove porti.
Si discute dei 70 mila e passa iscritti che hanno aderito alla Costituente del PS: chi controlla la maggior parte dei pacchetti tessera? Possibile che settantamila iscritti abbiano procurato solo 350 mila voti?
Di politica nessuno ne parla. E, quando se ne parla, le posizioni che emergono sono contraddittorie. Emblematico il caso di Roma: in occasione del ballottaggio per l’elezione del sindaco, il gruppo dirigente della federazione si è letteralmente arreso “a discrezione” annunciando l’appoggio a Rutelli senza esserne richiesto (almeno pubblicamente). Ciò ha provocato reazioni indignate della base che ha accusato il gruppo dirigente di essere alla disperata ricerca di uno scampolo di potere e non pochi hanno apertamente manifestato la loro scelta per Alemanno, per farla pagare cara al PD veltroniano.
A tutti sembra sfuggire il problema più importante: in Italia un partito socialista non esiste più. Dunque non si tratta di celebrare un congresso, ma di fondare un veramente nuovo partito socialista, se proprio non si vuole accettare la tesi, propria di Pensalibero, che meglio sarebbe dare vita ad un soggetto politico più ampio, laico, liberale e socialista.
In ogni caso è necessario azzerare tutto l’esistente, non gestirlo attraverso nuovi assetti e nuovi equilibri. Se non si capisce questo e ci si comporta di conseguenza, significa voler procrastinare una situazione paranoica, distante anni luce dalla realtà.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    1 Maggio 2008 alle 21:47

    Caro Nicola,
    ci siamo lamentati nella passata edizione di Pensalibero che in casa socialista manca ironia, ma non facciamo torto a Enrico Boselli che con le sue dimissioni da una carica inesistente ha saputo giocarci sopra.

    Condivido che c’è da fondare un veramente nuovo partito socialista visto che la lista del PS ha catalizzato 4 mosche in un voto di retroguardia condito di sentimentalismo controproducente, visto che lo 0,9 non può definirsi un partito.
    Ti prego per l’amicizia che ci lega: dillo Tu a chi non è capace di guardare oltre il PS, a chi corre baldanzoso al congresso, come se lo 0,9 vale improvvisamente 10 volte di più, e non farlo dire solo a me che sono diventato fin troppo antipatico.
    Io fino al congresso del 22 giugno vorrei non dire più niente.

    L’iniziativa di Primavera Socialista se ne sbatte del congresso del PS e va proprio nella direzione di tentare di recuperare quella sinistra ormai allo sbando (e che ha votato pure Berlusconi o anche la Lega) da dirigenti che non hanno dimostrato di essere all’altezza. Ma è per un soggetto politico più ampio, laico, per una sinistra europea che in quanto tale deve essere liberale e socialista.
    Con queste prospettive la Tua adesione primaverile è possibile?

    Rispondi
  2. nicola cariglia

    29 Aprile 2008 alle 17:01

    ricevo da Roberto Romagnoli e pubblico.

    No al partito dei dirigenti regionali, si ad un congresso aperto e a più mozioni. Ricambio generazionale e di dirigenza alla segreteria uno tra Battilocchio, Mancini o Nigra con alle spalle i cervelli dei più esperti (formica, de michelis, angius, ecc) regole x le dirigenze locali con segretari regionali e provinciali under 40.

    Ritornare alle tematiche tradizionali con accanto il tema della laicità aprirsi a tutte le componenti laiche e del liberalismo di sinistra. Dobbiamo diventare un pungolo efficace per la sinistra italiana.

    Roberto romagnoli

    Rispondi
  3. Francesco Attolico

    29 Aprile 2008 alle 16:17

    Ognuno ha i suoi travagli e va rispettato; l’accanimento ossessivo verso il PS, verso la scheggia del “socialismo che fu” non ha senso. Anche un partito laico e liberalsocialista (sic et sempliciter) oggi avrebbe il fiato corto.
    Se i numeri hanno ancora un senso l’elemento più interessante è questo:
    70.000 iscritti= 350.000 voti.
    1 iscritto= 5 voti …la realtà è sempre più rivoluzionaria della fantasia.
    Tutto questo “ambaradan” per 30 euro a tessera? per movimentare i gruppi dirigenti nel congresso? Questo armamentario logoro del secolo scorso ha fatto il suo tempo.
    Nuove idee, nuove forme, basta con le nostalgie e il libro Cuore!
    Francesco Attolico D.S.E.Puglia attolico.dsepuglia@tele2.it

    Rispondi

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