
Non polemizzo mai volentieri con compagni od ex compagni, con cui preferisco esercitarmi nella più nobile arte dialettica della maieutica socratica. Ovvero quella che fa scaturire una “verità” attraverso il dialogo.
Leggo, tuttavia, di una sgradevole polemica animata nei miei confronti e del compagno Maraio, in generale verso il PSI, condotta da Cicchitto su “Il Riformista”.
Le posizioni di quest’ultimo sono note: nessun partito od organizzazione socialista dovrebbe esistere sul globo terraqueo, immagino, dopo il 1993.
Perché, dunque, occuparsene?
Io ed Enzo ci saremmo “venduti per un piatto di lenticchie” e la mia presenza all’interno del centrosinistra sarebbe una “bestemmia”.
Ora, naturalmente, questa “vendita” non sarebbe avvenuta, anche perché la sopravvivenza del Partito Socialista nelle istituzioni continua a dipendere esclusivamente da se stesso. Certamente stiamo perseguendo le strade più idonee per consentire ai nostri compagni elettori di avere il nostro simbolo sulle schede elettorali e dei rappresentanti politici nelle aule parlamentari.
Il centrosinistra, alias campo largo, annovera fra le sue file personalità politiche degnissime, fra gli altri i governatori Giani e Decaro (tra l’altro nostri ex compagni), De Pascale; i sindaci Gualtieri, Sala, Manfredi, Salis, Lepore, Castelletti ed altri ancora.
Ex ministri di spessore, ex commissari europei che non hanno sfigurato, come Paolo Gentiloni. Non capisco dove stia la blasfemia, se non nella testa di Fabrizio.
Noi siamo forza autonoma e chi scrive ha la testa sulle spalle, una discreta esperienza su ciò che è accaduto nel passato ed una sufficiente capacità di analisi dell’attuale situazione internazionale. La nostra bussola è quella del PSE, il Partito che mio padre ha fondato con altri leader del Socialismo Europeo.
Sul conflitto ucraino, in particolare, continuerà a prevalere l’orientamento continentale. La posizione di Conte appare difficilmente destinata a prevalere e presenta contraddizioni che ne limitano la capacità di incidere sulla linea complessiva del centrosinistra. Se continuerà a perseguirla in questi termini, rischierà soprattutto di indebolire la propria posizione.
Come tutti quelli che parlano e scrivono a vanvera, senza cognizione di causa, come in questo caso, cercando di contestare ciò che non può essere contestato: che rappresentiamo un’autentica posizione del socialismo autonomista, democratico, di natura riformista, anche nel 2026.
Bobo Craxi

Socialisti? Quali?
Centrosinistra? Quale?
Io ricordo il PSI DI Bettino Craxi e il centro sinistra dal 1946 al 1993. Dopo…per carità!
Finché non entrerete nel merito di programmi, proponendo giustizia sociale, nazionalizzazioni dei settori chiave dell’economia, stop al riarmo, ritorno a un dialogo con la Russia, sovranità nazionale e indipendenza economica, non ci potrà essere alcun socialismo.
E la destra, solo relativamente diversa da voi, vi ringrazierà.