Questo agosto sono stata
vittima di una truffa online, per un valore di circa 50,00 euro. Mi sono
involontariamente imbattuta, con un click, in un gioco a premi che mi ha, con
la scusa del costo di partecipazione, coattivamente affibbiato un servizio di non
so bene cosa da parte di una certa Tecnholaloft.com. Non tanto per la somma,
che comunque non è esigua, ma per l’articolato artificio e raggiro posto in
essere che vede coinvolte schermate Google e fatture (false?) di Vodafone
Italia spa, nonché il sistema delle fatturazioni elettroniche della PA,
racconto pubblicamente nella speranza che i lettori coinvolti nella stessa
vicenda, possano denunciare, come me, il caso alla polizia postale.
In sintesi i fatti
In data 10 agosto 2019, nel primo primo
pomeriggio, durante la navigazione web sul mio smartphone, si apriva
all’improvviso una schermata di sedicente “Google” con cui venivo avvertita di
esser una delle fortunate selezionate per il concorso ove si vinceva uno
smartphone X ad un euro. La schermata, portava ad altra schermata che conteneva
il disegno di sei pacchi regalo e sopra la dicitura: “hai 3 tentativi”. Ho
cliccato su due pacchi con esito negativo e al terzo pacco mi è stato
comunicato di aver vinto il telefono ad un solo euro, di procedere con i dettagli
per la spedizione. Proseguivo e, tramite la mia carta prepagata, effettuavo la
transazione che, da un euro è arrivata a 1,59 più iva, ossia 1,95.
La schermata successiva all’acquisto chiariva
che non avevo ovviamente vinto un bel niente, ma che avrei partecipato al
concorso per vincere.
Seguivano due mail da certa azienda (non
reperita da una ricerca nel Registro delle Imprese) Tecnholaloft dove si
avvisava della possibilità di acquistare prodotti o servizi non specificati. E
mail non contenenti alcun allegato.
Nel giorni successivi ricevevo a mezzo pec (la
mia pec professionale che mai ho fornito nell’operazione) una fattura dal
sistema fatture della PA con intestazione Vodafone Italia Spa (non firmata
digitalmente) e riportante l’importo di euro 1,95 su indicato più altri esigui
importi da corrispondere tramite bollettino postale. I dati di fatturazione
(mia partita iva! e residenza) indicati sul predetto documento, sono risalenti
ad oltre 15 anni fa e non può che averli divulgati Vodafone (l’allora mio
gestore telefonico).
Undici giorni dopo la prima transazione di 1,95
euro, sulla mia carta prepagata veniva addebitata la somma di 49,80 mai
autorizzata per canoni di non si sa cosa.
Intimavo Tecnholaloft.com all’indirizzo di posta
contenuto sul sito l’immediato ed integrale storno dell’illegittimo addebito ed
ottenevo le seguenti risposte via mail da certo EnzoBazile del Support: si
poteva stornare il 30, o al massimo il 50% dell’importo. Asseritamente avrei, a
detta di questo signore, letto ed accettato condizioni generali di contratto
contenenti clausole – vessatorie – quali la mancata risoluzione nei 5 giorni.
Ovviamente nulla di tutto ciò, contratto, firme o doppie firme, è mai stato
documentato.
Ieri ho scritto a Vodafone chiedendo lumi sulla
fattura PA emessa a loro nome, sui miei dati personali peraltro inattuali
forniti a terzi, ed oggi ho effettuato denuncia querela nei confronti di tutti
i responsabili.
Claudia Moretti, legale Aduc

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