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Smartphone a Scuola. Scandalosa la proposta del ministro dell’Istruzione o da Paese con le pezze al sedere?

di Donatella Poretti | 18 Settembre 2017

Se in Italia la scuola Pubblica avesse aule attrezzate con Pc, proiettori, Lim e tablet per gli studenti e relative connessioni Internet a nessun ministro, sottoministro, parlamentare o consigliere comunale sarebbe mai venuta in mente la proposta di far utilizzare agli studenti lo smartphone. La proposta e’ da Paese con le pezze al sedere, che sapendo bene che la tecnologia e’ non solo utile, ma se ben utilizzata necessaria per la crescita e lo sviluppo dei cittadini di domani cerca di fare i conti con le proprie mancanze chiedendo di portare da casa uno strumento che doveva essere fornito dalla scuola.

E dire che il piano di “dematerializzazione”, piano digitale, banda larga in ogni classe e “laboratori mobili” avviato nel 2012 dal Ministro Profumo doveva attuarsi entro il 2013. La Corte dei Conti nel 2015 aveva denunciato il ritardo con una lunga e dura relazione. “Per quanto concerne la diffusione di strumenti informatici nelle scuole (secondaria di primo grado e di secondo grado), quali tablet e computer, i dati indicano che nell’anno scolastico 2013-2014 le aule in cui si usa almeno un tablet sono poco più del 2 per cento e quelle in cui si usa almeno un personal computer sono il 7%”.
Forse prima di pensare a come far usare il telefonino sarebbe stato utile dire a che punto e’ l’informatizzazione della scuola. Quante aule hanno almeno un pc, quanti tablet sono in dotazione, quanti sono connessi o sono solo soprammobili?

Donatella Poretti, consulente Aduc

 

 

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, conti, corte dei conti, italia, scuola, scuola pubblica, studenti, sviluppo, usa

Info Donatella Poretti

Donatella Poretti è un politica italiana. Esponente dei Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni, è stata eletta alla camera dei deputati. Cura la rubrica “Vita da cani” sul web di Aduc.

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