Il Bullismo
Il bullismo è un fenomeno comportamentale, che, secondo Olweus, autorità nello studio di tale fenomeno, si manifesta in azioni individuali o collettive, così definite:
1) di carattere fisico, come l’agire con violenza, maltrattare o prendere gli oggetti della vittima,
2) di carattere verbale, come l’offendere, insultare, deridere,
3) indirette, come sparlare, isolare dal gruppo.
Il luogo ideale per le vessazioni individuali o di gruppo del bullismo è l’ambiente della scuola,durante la ricreazione o all’uscita.
Purtroppo tali persecuzioni durano nel tempo, mettendo la vittima di turno in condizioni di non potersi difendere.
Spesso gli adolescenti vittime di bullismo presentano sintomi da stress, mal di stomaco o mal di testa, incubi o attacchi d’ansia e manifestano disagio nell’andare a scuola o, peggio ancora, hanno timore di lasciare la sicurezza della propria casa. Le conseguenze di tali situazioni si notano anche sul profitto scolastico, in quanto decade la concentrazione.
La Vittima Passiva
La vittima preferita è un soggetto sensibile, apparentemente calmo, insicuro e, se aggredito, si chiude in se stesso, piangendo.
A volte in tale soggetto l’autostima scarseggia, rendendolo ancora più vulnerabile, ansioso e sottomesso, e portandolo a vivere in un totale isolamento scolastico durante l’orario di lezione.
Spesso il soggetto può manifestare eccessiva preoccupazione riguardo al proprio corpo, evitando qualsiasi occasione per ferirsi o farsi male, è incapace nelle attività ludiche ed ha difficoltà ad affermarsi nel gruppo dei coetanei.
Queste sono caratteristiche tipiche della vittima passiva, prudente e sensibile, che, col tempo, può essere esposta a rischi di depressione.
Il Bullo
Il bullo è un soggetto, la cui caratteristica è chiaramente l’aggressività.
Il bullo ha un forte bisogno di dominare gli altri e rivolge verso tutti tale aggressività, anche verso i genitori, per dimostrare la propria superiorità, vera o finta, si arrabbia facilmente ed ha una scarsa tolleranza della frustrazione.
Egli manifesta difficoltà nel rispettare le regole, trae sempre vantaggio dall’inganno, abile nell’attività sportiva, sa come affrontare difficoltà.
Al contrario di ciò che si pensa, il bullo non ha ansia, ne insicurezze ed è caratterizzato da un modello reattivo-aggressivo associato; se maschio conta sulla propria forza fisica e la sua popolarità negativa aumenta la sua autostima. L’atteggiamento aggressivo, tipico di tale soggetto, lo porterà in futuro a coinvolgimenti criminali, abuso di alcool, o di sostanze stupefacenti. Spesso il suo ambiente famigliare è inadeguato a fornire basi educative, il che provoca ostilità verso l’ambiente esterno, spiegandone la soddisfazione nel vedere soffrire i propri coetanei, il suo rendimento scolastico è instabile e tende a regredire con l’età.
La Vittima Provocatrice
Questa seconda figura di vittima si ha quando tra questa ed il bullo si verifica una specie di incrocio, caratterizzato da reazioni aggressive e ansiose. Tale soggetto è iperattivo, inquieto, offensivo e tende a controbattere, risultando sgradito anche agli adulti.
La vittima provocatrice è meno condizionabile di quella passiva.
Condizioni che favoriscono il fenomeno
Un bambino che non ha calore famigliare e coinvolgimento da parte di chi lo alleva, è facilmente soggetto a sviluppare aggressività nelle relazioni future. Il modello genitoriale rappresenta per lui la gestione del potere e le eccessive punizioni possono essere viste come vere e proprie regole di vita.
E’ importante che tali regole vengano fatte rispettare senza ricorrere a punizioni fisiche, che non sono cause, ma fattori scatenanti. E’ importante che i genitori siano a conoscenza del temperamento dei propri figli, in modo da indicare i limiti oltre i quali i comportamenti inadeguati non sono consentiti. Errati stili educativi rappresentano un fattore determinante per lo sviluppo delle condotte inadeguate. E’ importante sottolineare che il ceto sociale e l’istruzione dei genitori non è correlata all’aggressività e che questa si sviluppa e scatena all’interno di un gruppo per via di una riduzione delle responsabilità individuali.
La Prevenzione del Bullismo
Ottenere un maggiore controllo del fenomeno del bullismo e prevenirlo, è possibile, agendo sugli spettatori.
Come si è visto, intervenire direttamente sul bullo è inefficace, poiché le sue azioni non sono nocive alla sua persona, bensì alla vittima, ai docenti e, più in generale, a chi lo circonda. L’intervento non deve essere mirato alla singola vittima, ma anche, agli insegnanti, ai genitori e soprattutto agli alunni, rispettando le loro normali e fisiologiche crisi evolutive.
Il programma di prevenzione si basa sul rispetto e sulla solidarietà tra alunni e tra alunni e docenti, contro le prepotenze e gli abusi. Tale intervento rappresenterà un’occasione di crescita per il gruppo classe e, grazie al dialogo, si realizzerà una maggiore consapevolezza di pensieri, emozioni ed azione, diventando risorsa e sostegno per gli alunni.
Il compito degli insegnanti è quello di prevenire gli atteggiamenti inadeguati.
Per migliorare la collaborazione tra scuola e famiglia, è necessario che si spieghi ai genitori che i loro figli, possono avere atteggiamenti diversi a seconda degli ambienti in cui si trovano, che è fondamentale che i genitori siano da modello per i figli, affinché il modello acquisito diventi uno stile di vita.
Bullismo Femminile
Il bullismo femminile è un fenomeno abbastanza recente meno noto di quello maschile, ma che ultimamente ha preso piede, facendo parlare di sé.
Esso conserva le caratteristiche maschili, un tempo si manifestava verbalmente, ma recentemente si è arrivati ad assistere a scene di violenza fisica anche da parte delle ragazze. La bulla si atteggia ad ape regina, circondata dalle altre api ed esclude totalmente e senza pietà la coetanea che non le è gradita.
Dr.ssa Matilde d’Alessandro
Dott.ssa Matilde d’Alessandro
Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
© Matilde d’Alessandro
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