Il Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (ADHC).
Tempo fa una mamma mi chiese quali fossero i campanelli d’allarme per il deficit dell’attenzione, era preoccupatissima perché l’insegnante di sua figlia aveva già diagnosticato il disturbo e aveva già allertato chi di competenza …
Adesso analizziamo i sintomi.
Le manifestazioni predominanti di questo tipo di patologia sono un elevato stato di Disattenzione, Iperattività e Impulsività, sintomi che esordiscono in età scolastica primaria e colpiscono maggiormente i bimbi di sesso maschile.
L’ADHC emerge sempre all’interno del contesto scolastico, che, da un lato, costituisce il luogo di maggiore espressione del temperamento infantile e dall’altro il luogo delle prime vere relazioni sociali con i pari età e con le altre figure adulte estranee, dotate di forte autorevolezza.
E’ proprio in questa fase che il bimbo con ADHC si distingue per la sua incapacità di controllo su emotività e comportamento, nonché per le sue difficoltà di attenzione, pianificazione e organizzazione.
Infatti il rendimento scolastico è il primo segnale della malattia.
In questi casi l’approccio dell’allievo con i coetanei tende a modificarsi, la sua condotta viene confusa con la mancanza di scolarizzazione ed il suo comportamento colpevolizzato, con gravi conseguenze sullo sviluppo cognitivo ed affettivo.
In ambiente scolastico, si tende a rimproverare il piccolo studente, ma quando poi la pazienza si esaurisce, subentrano indifferenza ed emarginazione. Questo spesso succede quando, da parte del docente, c’è disinformazione e poca disponibilità all’approfondimento della patologia, con notevoli ripercussioni anche sull’apprendimento.
Oggi, grazie ai BES (corsi per Bisogni Educativi Speciali), il problema è alquanto superato con la maggiore informazione del corpo docente.
Contesto Familiare.
Le problematiche, che emergono nell’ambiente scolastico, si ripercuotono anche nell’ambiente familiare, dove il bambino, avendo un atteggiamento oppositivo, induce nei genitori un senso di frustrazione, che poi sfocia in antagonismo e conflitti verso il figlio, il quale viene riconosciuto non come portatore di patologia, ma come colui che adotta atteggiamento ribelle e non conforme alle regole dettate dall’esterno e che, quindi, necessita di un’educazione più severa.
E’ grazie alle osservazioni della scuola e della famiglia, che lo psicologo avrà la possibilità di fornire una corretta diagnosi clinica
ed organizzare un adeguato piano di sostegno, sia per il bambino, che per le figure educative a lui vicine. Il piano prevederà un lavoro di equipe tra scuola, famiglia e psicologo, al fine di prevenire la comparsa di ulteriori sintomi di disadattamento (ad esempio la labilità dell’umore) legati alla scarsa autostima, piuttosto che agli eccessi d’ira dovuti al rifiuto sociale.
Terapie per l’ADHC.
L’attenzione della nuova scuola medica è concentrata su terapie farmacologiche per la riduzione dei sintomi, purtroppo contraddistinte da molteplici effetti collaterali quali cardiopatie ed epatopatie. Essendo i bambini entità in evoluzione, è compito dell’adulto preservare al massimo il loro stato di integrità fisica e psichica. Garantire il loro futuro benessere è dovere primario ed ogni nostro potere decisionale deve essere regolato da un’attenta valutazione dei costi e dei benefici che derivano dalle nostre scelte. Se l’intenzione è quella di curare, occorre essere consapevoli di come ogni psicopatologia sia radicata in un corpo, che necessita di essere nutrito e alimentato correttamente per garantirne un corretto funzionamento organico-mentale.
Nutrizione e stile alimentare.
Da un’analisi anatomo-fisiologica, della struttura cerebrale dei bambini affetti da ADHC , è stato notato che, nella corteccia prefrontale, i nuclei della base presentano una riduzione rispetto ai controlli e svariati deficit. Questi nuclei vengono regolati da acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 5), che vengono assimilati tramite l’alimentazione. I bambini affetti dal deficit dell’attenzione hanno maggiore bisogno di queste sostanze per un buono sviluppo cerebrale.
Importanza dell’alimentazione
I comportamenti legati all’impulsività e all’iperattività saranno meglio controllati con l’assunzione di magnesio, senza il quale le cellule cerebrali diventano eccitabili e reattive. Le importanti vitamine C e del gruppo B , insieme con lo zinco, concorrono alla trasformazione enzimatica ottimale per il funzionamento psico-fisico. Perciò è importantissimo rivisitare tutte le abitudini alimentari e curare l’alimentazione dei piccoli. Ciò consentirà in futuro di attenuare disturbi psicopatologici, dipendenze e comportamenti psicosociali, che provocherebbero una definitiva compromissione sul piano cognitivo, lavorativo ed affettivo.
Dr.ssa Matilde d’Alessandro
Dott.ssa Matilde d’Alessandro
Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
© Matilde d’Alessandro
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