Slitta a luglio l’approvazione dei bilanci dei comuni. Già che ci siamo approviamoli una volta sola ogni 5 anni!
Eppure il Testo unico di legge dice che i bilanci devono essere approvati entro il 30 novembre dell’anno prima, pena lo scioglimento del consiglio comunale
I bilanci di previsione dei comuni…??? A che servono?…approviamoli una volta ogni cinque anni in occasione dei rinnovi dei consigli comunali e l’elezione dei sindaci….E’ ovviamente una forzatura e un paradosso ma la rabbia e lo stupore per chi nella giusta programmazione degli enti locali crede davvero è davvero tanta, dopo la notizia circolata in settimana che il Governo ha deciso un nuovo slittamento dei termini dell’approvazione della “legge finanziaria” dei comuni al 31 di luglio al posto del 30 aprile come precedentemente fissato. Insomma rispetto agli originari termini perentori fissati dal Testo unico di legge degli enti locali che stabiliva la data del 30 novembre dell’anno prima (pena lo scioglimento del consiglio comunale) si sia passati agli odierni 9 mesi. Una vera e propria gestazione e ora c’è da sperare che non ci siano complicazioni per il “parto finale” che faccia rinviare il lieto evento a dopo la pausa feriale. Ad annunciare i nuovi termini di approvazione è l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). “L’accoglimento da parte del governo della richiesta Anci di fissare al 30 luglio il termine per i bilanci preventivi 2015 e’ un atto positivo che facilita il negoziato in corso tra sindaci ed Esecutivo e consente ai Comuni di redigere i bilanci in un quadro di certezze anche tenendo conto delle misure finanziarie e ordinamentali che saranno contenute nel decreto enti locali in via di definizione”. E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Anci, Piero Fassino, al termine della riunione di Stato-città in cui governo e Anci hanno raggiunto l’intesa sullo slittamento al 30 luglio dei previsionali 2015.
“Una richiesta – ha sottolineato Fassino – formulata non a cuor leggero perché gestire i bilanci per dodicesimi è un problema prima di tutto per i Comuni che ad oggi non sono nelle condizioni di operare in quadro normativo e finanziario di regolarità”. Da qui la richiesta data anche “la fase di discussione e di negoziato che stiamo affrontando con il governo – ha ricordato il presidente Anci – che riguarda anche altri temi importanti per redigere i bilanci: dal ripristino del fondo 2014 Imu-Tasi di 625 milioni, alla partita sulla rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti e ministero dell’Economia. Non ultima la nostra richiesta – ha concluso Fassino – è stata dettata dal fatto che più di mille Comuni andranno al voto e questo complicherebbe ulteriormente la chiusura degli esercizi di previsione”.
Nel corso della riunione al Viminale è stata poi raggiunta l’intesa anche sulla rimodulazione dei tagli della legge di stabilità a carico delle Città metropolitane. “Anci – ha detto a tal proposito il Presidente – ha dato una dimostrazione di solidarietà significativa che, al fine di alleggerire il carico per Roma, Napoli e Firenze, ha portato le città di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Bari e Reggio Calabria ad aumentare il proprio contributo alla manovra”. Nel dettaglio la nuova riformulazione decisa in sede Anci porterà minori tagli pari a 10,8 milioni per Napoli, 9,1 per Roma e 4,1 per Firenze. Insomma come ben facilmente si comprenderà siamo decisamente alla frutta nonostante gli annunci trionfalistici del Governo centrale dell’ex sindaco di Firenze. I comuni sono nel caos per quanto riguarda la programmazione e la gestione della spesa corrente per la mancanza di entrate certe da parte dello Stato che non permettono di ragionare nell’arco dell’intero anno solare in merito all’erogazione dei servizi alla collettività e per la manutenzione ordinaria del proprio patrimonio. Ma ancora più nel caos sono le province. Vivendo chi scrive in Lombardia è venuto al corrente del caso della provincia brianzola di Monza. Le Province vivono grazie ai bilanci che ricevono più dell’ottanta per cento delle proprie entrate grazie ai trasferimenti dello Stato. Monza e l’opera e industrializzata Brianza a causa dei ritardi dell’approvazione del bilancio di previsione non riuscirà nei prossimi mesi a fare alcuna manutenzione sulle strade provinciali rese a veri propri selciati lunari con grossi crateri dalla rigidità invernale.

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