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Sindaci d New York: Jimmy Walker, il bellimbusto che sconfisse Fiorello La Guardia

di Mauro Della Porta Raffo | 10 Novembre 2013

billdeblasioTre, prima dell’appena eletto Bill De Blasio, i sindaci di New York di chiare e rivendicate origini italiane: Fiorello La Guardia, figura politica di livello quantomeno nazionale eletto nel 1933 e in sella fino al 1945, Vincent Impellitteri, 1951/1953, Rudolph Giuliani, 1994/2001, il primo tra i ‘nostri’ che abbia davvero avuto qualche chance di arrivare a White House, chance gettata alle ortiche con una condotta suicida nelle primarie repubblicane del 2008.

La Guardia, per il vero, non ebbe quella che si dice vita facile nella ricerca della sindacatura della ‘Grande Mela’ e, per quanto alla fine amatissimo, dovette sudarsela.

Ecco, riguardo agli anni precedenti la sua ascesa, il quadro da me fatto nel saggio ‘Americana’ della situazione:

“…la politica americana, già in precedenza, aveva visto emergere a livello nazionale un altro personaggio proveniente dal mondo dello spettacolo: l’autore di canzoni di successo James J. ‘Jimmy’ Walker.

Forte della popolarità conquistata soprattutto con il boom della sua ‘Will You Love Me in December as You Do in May?’ – che tutti, per strada, fischiettavano – Jimmy, con una laurea in legge in tasca e l’aiuto della potente macchina politica dei democratici, riuscì ad entrare dapprima alla Camera e poi al Senato dello Stato di New York.

Successivamente, nel 1926 – con l’appoggio del governatore Al Smith e l’aiuto di una vera e propria carovana di personalità dello schermo e del palcoscenico – conquistò l’ambitissima poltrona di sindaco della Grande Mela battendo il candidato di William Randolph Hearst (il primo vero magnate della comunicazione), Michael ‘Red’ Hyland.

Accompagnato dalle note e dal ritmo di ‘We’ll Walk In with Walker’ – scritta per lui da Cole Porter – il Nostro prese allegramente possesso del suo nuovo ufficio, primo leader nazionale ad unire, con ottimi risultati, politica e spettacolo.

Come ricorda Michael E. Parrish nel suo imperdibile ‘L’età dell’ansia, gli Stati Uniti dal 1920 al 1941’, il nuovo sindaco divenne da subito la personificazione del consumismo individualistico e, mentre il presidente dell’epoca Coolidge si batteva per il mantenimento dei valori e delle virtù tradizionali, Walker allegramente organizzava feste, faceva scoppiare palloncini e ballava fino all’alba.

Molti a New York ne sapevano politicamente più di lui ma nessuno aveva più vestiti o stava meglio in smoking.

Jimmy governò la città con mano leggera: raramente si alzava prima di mezzogiorno ed arrivava sempre in ritardo alle cerimonie pubbliche.

Ma quando arrivava, nessuno sapeva superare il suo charme, la sua prontezza di spirito e la sua capacità di eloquio.

Accusato di tollerare la corruzione, divorziato dopo uno scandalo e risposato con una delle tante amanti, nel 1929 Walker venne trionfalmente rieletto.

I cittadini di New York, chiamati a scegliere tra un sincero riformista quale era lo ‘sfidante’ Fiorello La Guardia e il loro playboy, non esitarono un attimo a riconfermarlo.

Alla fine, però, qualche anno dopo, Walker (che portava – ricordiamolo – il cognome di una nota marca di whisky) per evitare di essere destituito da Franklin Delano Roosevelt per i troppi scandali della sua amministrazione, fu costretto a lasciare City Hall.

Un vero peccato!”

Pubblicato in : Primo piano

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