Laghi e fiumi semiprosciugati, l’agricoltura in difficoltà, l’uso domestico a rischio razionamenti e persino i timori dei parchi acquatici. La siccità quando arriva colpisce tutti, creando disagi e criticità importanti per alcuni settori economici e per i cittadini. Eppure è sempre il ‘rubinetto di casa’ e lo spreco casalingo ad essere chiamato in causa. Con il consueto ventaglio di consigli sulla durata della doccia e sull’innaffiamento del giardino. Ma è al supermercato che il singolo ha la maggior possibilità di influenzare il consumo d’acqua e combattere contestualmente varie voci d’inquinamento.
“Sollecitare il singolo alla massima attenzione sugli sprechi personali è sacrosanto. Giusto e doveroso, utile. Ma ancora una volta sembra essere ignorato il fatto che il consumo d’acqua da parte degli allevamenti intensivi superi di più volte l’intero consumo d’acqua di tutti gli abitanti del pianeta. Vuoi aiutare la gestione dell’acqua (e non solo)? Riduci drasticamente il consumo di carne”, sottolinea Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS.
“Nel 2014 il documentario Cowspiracy portò alla ribalta questo ed altri elementi di fortissima criticità diventando una pietra miliare nell’affrontare lo spreco di risorse come acqua e cibo, l’inquinamento ed il benessere animale completamente ignorato. Ma pare che non se ne siano accorti in molti. La maggior parte delle più grandi istituzioni continuano a spiegare come lavare i denti e dare acqua alle piante in modo consapevole….. L’Italia è costellata di una miriade di piccole aziende di allevamento brado o semibrado che oltre ad avere un approccio consapevole con il mondo animale (senza scadere nell’ipocrisia ovviamente poichè l’animale infine dovrà essere ucciso), hanno un rapporto positivo con le tematiche delle emissioni di CO2. Difatti un allevamento allo stato brado non lascia mai il terreno incolto e contribuisce alla concimazione producendo sequestro di CO2 e non il contrario”, conclude Nesi.
‘Più in generale, la battaglia in favore dell’ambiente si concentrerà sempre più all’interno dei supermercati e dei negozi di alimentari. Non consumare carne da allevamenti intensivi, non consumare pesce da allevamenti intensivi, non acquistare frutta e verdura con packaging, scegliere biologico, scegliere prodotti che abbiano percorso pochi chilometri per raggiungere gli scaffali, insomma con un minimo di attenzione ma senza mutare/complicare la nostra routine per gli acquisti, potremo aiutare l’Acqua ma più in generale l’ambiente. Devi solo decidere di essere protagonista del cambiamento, hai un grande potere, esercitalo!’ conclude Nesi

Lascia un commento