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Siamo tutti islandesi

di Claudio Bellavita | 3 Luglio 2016

Gli islandesi discendono tutti dai vichinghi, terrore dell’Inghilterra, di cui devastavano regolarmente le coste nella buona stagione. Ieri gli è riuscita la più gloriosa delle scorrerie, che verrà celebrata nelle loro saghe. Sotto la guida di un dentista, allenatore dilettante, e con il 10% della popolazione dell’isola che ha seguito la squadra in Francia, hanno inflitto una storica batosta al team inglese appena uscito dalla UE, che ha l’allenatore più pagato del mondo. Evidentemente la dieta di pesce cui sono stati costretti per anni dall’Inghilterra dopo il loro rifiuto di pagare i debiti delle banche islandesi truffate dalla City ha fatto molto bene agli atleti …E’ vero che l’Islanda è geograficamente molto più vicina al Canada che all’Europa, ma il loro consiglio sarebbe molto prezioso al calcio e… alle banche centrali dell’Unione Europea.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, banche, banche centrali, francia, islanda, mondo

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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Siamo tutti islandesi

di Claudio Bellavita | 6 Novembre 2011

La nuova costituzione consegue al movimento popolare, essenzialmente cittadino, che ha spazzato via i due partiti tradizionali che si alternavano al potere dal 1927.

L’assemblea costituente dell’Islanda ha approvato all’unanimità (25 voti su 25) la nuova costituzione, che verrà sottoposta a referendum per sostituire quella del 1944 quando l’Islanda si staccò dalla Danimarca occupata dai nazisti.

L’Islanda ha 300.000 abitanti e il più antico parlamento del mondo,l’Althing, che esiste da prima dell’anno mille, e da prima che Eric il Rosso partisse dall’Islanda alla scoperta dell’America.

La nuova costituzione consegue al movimento popolare, essenzialmente cittadino, che ha spazzato via i due partiti tradizionali che si alternavano al potere dal 1927, basati sul voto delle spopolate campagne che pesava molto di più di quello delle piccole città, per via degli antichi collegi uninominali. Ora la costituzione sancisce che il voto di ogni cittadino ha egual peso.

Il movimento popolare (detto “delle pentole e padelle”) è sorto come reazione alla pretesa del governo asservito alle banche islandesi, di far pagare a tutti i cittadini il crollo del loro sistema bancario, che ha provocato a creditori, azionisti e risparmiatori una perdita pari a sette volte il PIL dell’Islanda. La decisione è stata di non intervenire e attualmente il vecchio governo è sotto processo per la mancanza di controllo sulle banche, ai cui uffici studi era stato delegato persino il controllo dell’andamento economico, sciogliendo l’agenzia pubblica.

D’ora in poi per chiudere o modificare una agenzia pubblica ci vorrà la maggioranza di due terzi dell’Althing.

Il crollo delle banche, che operavano in Inghilterra in modo spericolato, retribuendo esageratamente la raccolta e lavorando su derivati e prodotti finanziari, ha danneggiato di più  gli inglesi, ma anche gli islandesi ci hanno rimesso molto. Meno comunque di quanto gli sarebbe toccato pagare per salvare le banche, che erano diventati un giocattolo sovrano e incontrollato nelle mani degli spregiudicati banchieri della City.

Ora l’Islanda è priva di credito, ma la sua ricchezza naturale e energetica è grande. Anche il suo ruolo strategico per il controllo dell’Atlantico del Nord.

La nuova costituzione dà un grande rilievo alla tutela della natura e alla proprietà pubblica dei beni comuni, che possono essere dati in concessione “per un periodo di tempo ragionevole” e con adeguati controlli e compensi.

Le agenzie di PR della finanza mondiale cercano di evitare che si parli troppo dell’Islanda, anche perché non è da escludere un suo futuro petrolifero. Con altre banche, però…

Pubblicato in : Primo pianoTag: assemblea costituente, costituzione, danimarca, islanda, movimento popolare, nazisti, referendum

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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Commenti

  1. oristella

    8 Novembre 2011 alle 10:38

    siamo tutti islandesi???? speriamo di no!!!

    “Punto di rilievo è che nella nuova costituzione al governo verrebbe legalmente impedito di concedere libero accesso in internet al pubblico;”

    http://www.islanda.it/new/index.php?option=com_content&view=article&id=402:la-bozza-della-nuova-costituzione-islandese&catid=59:dai-quotidiani-e-dal-web&Itemid=2

    Rispondi

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