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Ma cosa vuole questa Germania ?

E’ la Germania la ragione prioritaria dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE.

di Rosario Amico Roxas | 3 Luglio 2016

Non abbiamo dimenticato, anche se la Germania finge di non ricordare, che nel secolo scorso la Germania ha scatenato due guerre mondiali disastrose, con milioni di morti e distruzione di intere città.

Le guerre, le prime due guerre mondiali, la Germania le ha perse, ma si è rifiutata di pagare i danni di guerra, o ne ha pagati solo un miserabile parte. Hanno chiarito all’Europa e al mondi intero di essere dei veri specialisti nel non pagare i loro debiti.

Dopo la prima guerra mandiale, nel 1923, la Germania fu sopraffatta da una iper-inflazione, che stava portando la nazione al default e, conseguentemente all’interruzione del pagamento del debito che il governo tedesco stava pagando per le riparazioni di guerra. Fu un piano statunitense  (Daves) che impose una nuova moneta e la concessione di un prestito obbligazionario da collocare sul mercato della finanza mondiale, per un importo di 800 milioni di marchi in oro.

Ma questo non bastò ai crucchi, infatti nel 1928 pretese la ricontrattazione del debito e l’allungamento dei tempi di restituzione a 60 anni! (Piano Young).

Ma il meglio la Germania doveva ancora regalarlo all’Europa e al mondo.

Nel 1933. Dopo aver vinto le elezioni, i nazisti smisero di pagare i debiti e le riparazioni dovute. Negli anni successivi cominciarono ad invadere i loro vicini, non dimenticando mai, appena arrivati, di svuotare le casseforti degli altri.

Nel 1953, dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania ha nuovamente battuto cassa per non pagare il suo debito.

Il 27 febbraio 1953, la conferenza di Londra, ha infatti deciso l’annullamento di circa i due terzi del debito tedesco (62,6%). Il debito di prima della guerra è stato ridotto da 22,6 a 7,5 miliardi di marchi e il debito del dopoguerra è stato ridotto da 16,2 a 7 miliardi di marchi.

Nel 1990 il Cancelliere di allora,Helmut Kohl, si è rifiutato di applicare l’accordo di Londra del 1953 sui debiti esterni della Germania là dove veniva previsto che le  riparazioni destinate a rimborsare i disastri causati durante la seconda guerra mondiale dovevano essere versati alla riunificazione; pertanto la riunificazione della Germania è stata pagata  dalle stesse nazioni danneggiate dalla follia bellica della Germania di Hitler; un solo esempio chiarisce l’arcano tedesco: tenuto conto dell’inflazione dopo il 1945, la Germania ha un enorme debito con la Grecia che è stato calcolato in 162 miliardi di euro.

Ora è il momento dei reich Merkel che ha dichiarato sotto falso nome, la terza guerra mondiale all’Europa, ma senza schierare panzer o V/1 e V/2, bensì le banche tedesche  fornite dall’arma di distruzione di massa che è diventato lo spread.

E’ la Germania la ragione prioritaria dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE; non che la cosa mi dispiaccia, perché anche  la “perfida Albione” ha sempre preteso dall’UE un trattamento pieno di eccezioni.

L’UE si potrà salvare solo se tutte le nazioni che la compongono saranno poste sul medesimo piano, senza pretese pan germaniche per quanto riguarda la Germania o esigenze di primato da parte inglese.

Ma, al di fuori della Francia, non c’è altra nazione in Europa con un premier in grado di fare la voce grossa, per far valere diritti e doveri in modo paritario.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, banche, danni, dichiarato, elezioni, euro, europa, francia, germania, governo, guerra mondiale, helmut kohl, la germania, la nazione, massa, mercato, merkel, mondo, nazione, nazisti, prima guerra, riunificazione della germania, secolo scorso, seconda guerra mondiale

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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