
A seguito della situazione economica, il nostro Paese, con la nomina del governo tecnico, ha di fatto riesumato un’antica magistratura romana: quella del dittatore. Un magistrato, non eletto ma nominato, che era chiamato a risolvere per un periodo di tempo limitato una situazione straordinaria. Nella sostanza il governo Monti è questo. Inutile far finta, anche se formalmente è vero, che poi deve essere il Parlamento a decidere. Se il Parlamento ha l’ultima parola, il governo “dittatore” non serve. L’abbiamo già visto con gli stop e go per il mercato del lavoro, per il settore statale, per le liberalizzazioni. L’Esecutivo deve svolgere il compito che gli è stato assegnato. Oggi più di ieri. Non solo sul fronte dell’economia, ma anche su quello delle riforme e dell’ordine pubblico. Prenda le sue decisioni, adotti le misure che la situazione richiede e poi vediamo chi, in Parlamento, avrà il coraggio di farlo cadere. Perché tutto si tiene. Una politica più snella e più veloce nel decidere prosciuga l’acqua di coltura dove crescono anche i fenomeni eversivi, istituzioni meno elefantiache e più trasparenti combattono meglio la criminalità organizzata e aiutano l’economia, riforme davvero, e non solo a parole, liberali, favoriscono la crescita, così come la favoriscono i tagli, profondi e consistenti, alla spesa pubblica. Monti faccia il suo mestiere di “dittatore romano” e dia subito un giro di vite alla criminalità organizzata. Intere regioni del nostro Paese sono fuori del controllo dello Stato, zone importanti del Mezzogiorno sono ostaggio di una burocrazia assurda e borbonica, la parte migliore del Paese arranca, la criminalità lancia sfide sempre più alte. Manca un anno alle elezioni politiche. Un tempo brevissimo per i riti della nostra democrazia malata, un tempo sufficiente per Monti “dittatore romano”.

Il “Dictator” romano era anche l’espressione di quell’etica a cui tutto il popolo si ispirava e ad essa era legato. Era anche quell’etica che vedeva nei fasci littori la presenza contemporanea dell’insieme delle leggi e della scure che avrebbe punito chi non le avesse rispettate..Di qui la grande difficoltà di riesumare parti che non possono rappresentare il tutto.
Chi brucerebbe oggi la propria mano sulla brace perchè nella propria missione ha fallito? Ce li vedete voi i Prodi, i Berlusconi, i Casini, i Dalema, i vari sindacalisti da sfascio, l’elefantiaco sistema dei partiti e delle lobby, i magistrati alla Di Pietro? E non ci dimentichiamo che dopo il periodo aureo del sistema romano sono intervenuti i barbari che l’hanno depredato. Apriamo gli ombrelli perchè piove. E molto pioverà…