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Siamo oltre il baratro. Con l’attentato di brindisi si ipoteca il futuro del paese. Monti faccia fino in fondo il suo mestiere di “dittatore romano”

di Giancarlo Magni | 20 Maggio 2012

Francamente, non ne possiamo più. Con l’attentato di Brindisi questo Paese ha toccato il fondo. Mettere una bomba ad una scuola per uccidere degli studenti che aspettano di entrare in classe non è solo un attentato per l’Italia di oggi ma soprattutto per quella di domani. La scuola è un simbolo. Rappresenta il futuro, la speranza, la crescita civile e culturale dei giovani, di coloro cioè che saranno domani classe dirigente. Chiunque sia stato ha mandato un messaggio chiaro: non vi illudete, non riuscirete a cambiare le cose. Le forze oscure che da tante parti girano in questo Paese e fanno, troppo spesso, il bello e cattivo tempo, non intendono lasciare il passo. Per questo, non ci sono subordinate: vanno presi, a qualunque costo. E per favore basta con i messaggi di solidarietà e vicinanza alle famiglie della classe politica e delle istituzioni. Parlate meno e rimboccatevi le maniche.  Siamo oltre il baratro.

A seguito della situazione economica, il nostro Paese, con la nomina del governo tecnico, ha di fatto riesumato un’antica magistratura romana: quella del dittatore. Un magistrato, non eletto ma nominato, che era chiamato a risolvere per un periodo di tempo limitato una situazione straordinaria. Nella sostanza il governo Monti è questo. Inutile far finta, anche se formalmente è vero, che poi deve essere il Parlamento a decidere. Se il Parlamento ha l’ultima parola, il governo “dittatore” non serve. L’abbiamo già visto con gli stop e go per il mercato del lavoro, per il settore statale, per le liberalizzazioni.  L’Esecutivo deve svolgere il compito che gli è stato assegnato. Oggi più di ieri. Non solo sul fronte dell’economia, ma anche su quello delle riforme e dell’ordine pubblico. Prenda le sue decisioni, adotti le misure che la situazione richiede e poi vediamo chi, in Parlamento, avrà il coraggio di farlo cadere. Perché tutto si tiene. Una politica più snella e più veloce nel decidere prosciuga l’acqua di coltura dove crescono anche i fenomeni eversivi, istituzioni meno elefantiache e più trasparenti combattono meglio la criminalità organizzata e aiutano l’economia, riforme davvero, e non solo a parole, liberali, favoriscono la crescita, così come la favoriscono i tagli, profondi e consistenti, alla spesa pubblica. Monti faccia il suo mestiere di “dittatore romano” e dia subito un giro di vite alla criminalità organizzata. Intere regioni del nostro Paese sono fuori del controllo dello Stato, zone importanti del Mezzogiorno sono ostaggio di una burocrazia   assurda e borbonica, la parte migliore del Paese arranca, la criminalità lancia sfide sempre più alte.  Manca un anno alle elezioni politiche. Un tempo brevissimo per i riti della nostra democrazia malata, un tempo sufficiente per Monti “dittatore romano”.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. alessandro de rossi

    22 Maggio 2012 alle 12:07

    Il “Dictator” romano era anche l’espressione di quell’etica a cui tutto il popolo si ispirava e ad essa era legato. Era anche quell’etica che vedeva nei fasci littori la presenza contemporanea dell’insieme delle leggi e della scure che avrebbe punito chi non le avesse rispettate..Di qui la grande difficoltà di riesumare parti che non possono rappresentare il tutto.
    Chi brucerebbe oggi la propria mano sulla brace perchè nella propria missione ha fallito? Ce li vedete voi i Prodi, i Berlusconi, i Casini, i Dalema, i vari sindacalisti da sfascio, l’elefantiaco sistema dei partiti e delle lobby, i magistrati alla Di Pietro? E non ci dimentichiamo che dopo il periodo aureo del sistema romano sono intervenuti i barbari che l’hanno depredato. Apriamo gli ombrelli perchè piove. E molto pioverà…

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