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Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie: speriam che non sia subito sera

O forse sarebbe meglio, per inoltrarsi in una notte con poche stelle, nemmeno 5. E svegliarsi in un’ alba che sa di variopinta e luccicante aurora boreale.

di Carla Ceretelli | 10 Giugno 2019

Pare che il premier (Conte, e tutti i media si affrettano a   nominarne il nome come se qualcuno  potesse averlo dimenticato), in partenza per il Vietnam, abbia pronunciato queste parole. E, dato che siamo all’inizio di un’ estate che si preannuncia torrida a seguito di una primavera praticamente inesistente, la metafora è inquietante.

Bene, attendiamo e vediamo. L’autunno, dove ci aspetta, appunto,  il redde rationem.

Intanto come le foglie in incipiente caduta sono i dipendenti delle tante aziende che, pare senza ragione alcuna, stanno per delocalizzare. E la loro disperazione si palpa, dopo che avevano avuto rassicurazione dal ministro del lavoro. Ah, si, Luigi  Di maio, Giggino detto, nonché il bibitaro,  sembra di ricordare. E sono solo il simbolo di un ‘Italia in gran parte purtroppo costretta a chiedere la carità, nei suoi vari aspetti. Bonus di vario tipo, redditi senza lavoro,  assistenza sociale a macchia d’olio.  Aiutini. Tutto questo ben venga ma solo come valore aggiunto e temporaneo.  Ma poi bisogna smettere di giocare su tagli  a  pensioni d’oro, togliere a chi ha di più, minacce varie di aumenti d’iva che quotidianamente imperversano e ci rendono la vita ansiosa e infelice. Quasi fossero la panacea di tutti i mali.  E cominciare, altresì,  a  inoltrarsi verso la via di risoluzione dei problemi.

Da liberale dovrei  stare o  mettermi in una posizione aperta  al libero mercato. Della serie  l’imprenditore  fa quel che vuole e si alloca dove riesce ad avere più profitto. Ma la parte  socialista della mia anima, si ribella. Amici liberali duri e puri,  quasi ottocenteschi,  mi bacchettano  accusandomi di scarso sentiment liberale.  E che socialismo e liberalismo non si possono incontrare procedendo su due binari paralleli.  E io a sottolineare e a darmi da fare per far loro capire che quando il mondo cambia e gira in senso contrario o inverso o quantomeno diverso, bisogna adeguarsi. E, parallelamente,  andare avanti insieme. Da decenni, ormai, la narrazione dei politici e il consiglio di tanti economisti, non tutti in verità, ruota intorno a una revisione del fisco per raggiungere almeno l’inizio di una crescita. Il mondo globalizzato offre mano d’opera a basso costo e dunque che devono fare? Il costo del lavoro in Italia è altissimo nonostante si assista all’ossimoro di una paga oraria di 3/ 5 euro per alcuni lavoratori. Non posso e non voglio inoltrarmi in meandri di temi a me sconosciuti e piuttosto ostici, ma auspico che qualcuno prenda il toro per le corna e inizi un percorso virtuoso acciocchè questa situazione possa essere sconvolta  e incominci la giusta strada per uscire dal pantano in cui ormai da troppo tempo ci dibattiamo. L’abbassamento delle tasse è un mantra perverso. Non saprei se flat tax o meno,  perchè più si cerca di informarsi e meno si capisce. Io un nome ce lo avrei in testa,  una personcina che meno di coloro che stanno operando al momento, ops, governando,  non sa, anche perché non è difficile. Ma non lo dirò neppure sotto tortura. Mica per altro, per non vedere sorrisini sardonici di chi, pur sapendo di non sapere  come venirne fuori , continua in questo cammino diretto verso il baratro pur di non ammettere i propri errori e chiedere aiuto a chi ne sa di più.

Da semplice e tapina cittadina direi che le tasse vanno abbassate  immantinente  e le imprese devono impegnarsi, anzi,  essere obbligate  a non delocalizzare e a reinvestire i profitti che derivano dalla manovra.  Dunque Stato e Imprese insieme,  per far riprendere fiato al paese che giace in semicoma indotto e respirazione assistita,  prima di essere costretti a staccare la spina, o prima che deceda di morte naturale.

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: costo del lavoro, euro, fisco, italia, iva, lavoro, Liberali, manovra, mercato, mondo, socialismo, tagli, tasse

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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