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Si riferisce allo sbarco dei verdiniani nel Pd? Il tempo delle bufale. Come se fosse Antani. Eventuali e varie.

di Carla Ceretelli | 3 Agosto 2015

Il tempo delle bufale. Come se fosse Antani. Eventuali e varie. 

“E’ al centro delle polemiche in queste ore. I miei amici della sinistra Pd gridano allo scandalo. Ma li invito a riflettere sul fatto che siano scelte dettate dalla mancanza di alternative politiche piuttosto che da mero opportunismo”.  Il casinipensiero ci dà contezza di quanto sta accadendo. Un similnazareno? No, perchè non è mica tanto chiaro.

In questi giorni si parla molto di Denis. Nel bene e nel male. E allora mi è sovvenuto un flascino, ripensando a un trafiletto letto da qualche parte. Era il 2005, dunque dieci anni fa.
“Valentino ha deciso di lasciare l’opposizione per entrare a far parte della maggioranza di centrosinistra che governa Palazzo Vecchio. Nella primavera scorsa aveva accettato di candidarsi sotto l’insegna del centrodestra per sfidare il ricandidato sindaco diessino Leonardo Domenici.” Il quale a ridosso delle amministrative comunali  incitava a unirsi  per battere le destre.  Dato che non sapeva fare  altro, se non  dire qualche supercazzola in più. Naturalmente con scappellamento a sinistra. Il già sindaco di Firenze, dopo la prima tornata,  attendeva  dunque  il ballottaggio con Valentino candidato della Casa delle Libertà .  La strada era tracciata.  il sussiego  e la supponenza della sinistra di allora non aveva nulla da invidiare a quella di oggi.  Toccato con mano come San Tommaso.  Domenico  usci  dalle urne con circa il 30 percento. Da Sindaco ma non  da  Consigliere  in Comune,   dove entrò  ovviamente nel gruppo F I.
Come se fosse Antani…
Un paio di mesi prima delle amministrative di Firenze eravamo in pizzeria, perfettamente  ricordo anche dove  ma non lo dico. Non all’ostrica blu.   A capotavola Denis. All’epoca lo stimavo nonostante  già si vociferasse sull’uomo di Campi.  Insomma più sul   fratello. E io.. se il fratello è un delinquente, mica possiamo accoccolarci sulla nemesi.
Insomma per farla breve Verdini,  allora coordinatore toscano di F.I. ancora non PDL, non si peritava dal  ripetere , con le occhiate se non con la bocca,   e qui comando io e questa è casa , ops banca,  mia. Quella sera ci disse chiaramente, a noi del coordinamento cittadino di Firenze  che i papabili erano Sgarbi di sguincio, la   Fiamma Nirestein e Domenico Valentino allora  Sovrintendente  ai beni ambientali e architettonici.  Davanti a un giudice non lo giurerei ma so per certo che  la giornalista non accettò, non alle regole imposte  da Verdini.  Così almeno raccontò,  aggiungendo chi glielo faceva fare. Sgarbi avrebbe, ovviamente,  voluto farsi i cavoletti suoi, dunque da evitare. Sarebbe piaciuto  a parecchi elettori, se non altro per una botta di cambiamentoe per uscire in grande  da questa cittadina piccola e provinciale…  E forse l’opposizione di sempre  avrebbe avuto anche  una qualche chance.  Rimase dunque il prode Domenico che dopo un anno per altro  fece il salto della quaglia. Giustificò la cosa con il fatto che voleva fare qualcosa per Firenze. E dall’opposizione non glielo lasciavano fare. Tenero.  Bravissima persona e pure simpatico. Lo ripeteva spesso, forse si sentiva a disagio..
Durante quel primo anno, il 2004,  lo avevo conosciuto al quartiere 1 in quel di Santa Croce dove assistette a una litigata furibonda fra me e  l’allora Dirigente , certo Trevisan che, essendo novizio  e non conoscendo a fondo il regolamento del quartiere,  non voleva ammettermi  a un  colloquio con Valentino.   Il tema del giorno  è rimasto nei  miei cassettini della memoria ma non ha importanza. Ero  solo un  modesto consigliere  di  circoscrizione e per giunta di opposizione, con valenza zero e al culmine del masochismo.   E come tale non ne avevo diritto. Ma  il mio ruolo  di  Presidente della Commissione Trasparenza,  unica presidenza concessa all’opposizione mi consentiva   di partecipare a pieno titolo.
 Il Valentino, basito,  ci guardava con occhi spalancati    e ,  come raccontava poi   ogni volta che ci siamo incontrati,  piuttosto divertiti tanto che  non avrebbe mai  dimenticato la mia aria  minacciosa di chi sa di essere dalla parte della ragione. Naturalmente feci valere il mio diritto e il Dirigente rinculò zitto zitto con la coda fra le gambe. Ricordo questo episodio come unica fonte di gratificazione in dieci anni.
Chiedo scusa per la digressione.
Dunque Sgarbi non fece il Sindaco di Firenze, dato che non era stato  neppure  candidato. Credo che nonostante il carattere sarebbe stato un ottimo sindaco e forse, avrebbe anche potuto vincere su Domenici,  Leonardo detto, dato che  nella passata  consigliatura aveva compicciato da 0+. Ma Forza Italia non doveva vincere mai. E su questo si è romanzato da destra e da manca per anni.
Ora,  Vittorio  sostiene che  Silvio ha mollato a Matteo il peggio del peggio. Angelino e Denis.
Chissà che  non se la  sia legata al dito… in verità   a   In onda ha insultato,  con bonarietà    e senza un filino di maschilismo, aggredendo,  con i consueti tratti di signorilità quando perde le staffe,  la conduttrice che , bellina ehh, freddina e saputella  ma simpatica  proprio  no. E poi anche lei via.. I conduttori dovrebbero essere più diplomatici e super partes. Tanto che siamo stati costretti a riabilitare Paragone, come super partes.
D’altra parte le certezze le abbiamo soltanto con  le  videoregistrazioni. O avendo vissuto gli eventi. Nessuno lo può negar. Tutto il resto viene tacciato dai tutori delle varie  opposte fazioni  come bufala. Reciprocamente.
Nota a margine
Dopo che ci siamo sgolati per decenni  insieme  a Sgarbi, ormai  abbiamo  consapevolezza  che la nostra  vera ricchezza è  la  cultura. E l’arte. E  il magnifico ambiente che ci è stato donato.  Ricchezze costuite dall’uomo e naturali. Cioè tutto. Ma  queste vanno mantenute alla grande. Questa è la priorità e  non ripettarla  è un peccato mortale,  è il peccato  originale.
Pena il tracollo generale. L’indotto che ci offrono su un piatto d’argento  si trasformerebbe  in ricchezza senza fine . Se soltanto si sapesse gestire organizzare  e sfruttare.  Ma  chi ne ha facoltà pare non rendersene conto  e si occupa di altro.
 Ma, sogno o son desto,  si sta  svegliando  dal letargo?
Ultim’ora.
Una speaker in TV.In 45 minuti sono piovuti almeno 35 mm  di pioggia. Ah  ecco e di che altrimenti.
La vice sindaco ci dà contezza del fatto che sono perfettamente consapevoli che il clima è cambiato e che temporali normali non ci sono più.
Dunque anche gli alberi, in natura,  e i tombini, di costruzione umana, vanno controllati in maniera diversa dal tempo che fu. O no?
Ah,  raccomanda anche di non prendere l’auto fino a domani. Avrà ricevuto un cablogramma da Dario che probabilmente è in pausa WE. No,  non gliene facciamo alcuna colpa. Di questo no. E fortunatamente pare non ci siano stati danni  gravi alle persone. Ma alle cose e alle case si, tanti.
Pubblicato in : EditorialeTag: anni, centrosinistra, commissione, danni, firenze, importanza, italia, natura, opposizione, palazzo vecchio, pd, pdl, persone

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    5 Agosto 2015 alle 16:24

    Se la fisiognomica fosse rigorosamente applicata alla politica s’aprirebbero per miracolo infinite scorciatoie.

    Rispondi

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