• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Si punisce il nocchiero che forse ha saputo proteggere la nostra vita, ma non i nostri sogni

di Alberto Pasolini Zanelli | 9 Novembre 2014

È stato, in sostanza, un voto di sfiducia: nelle istituzioni in genere, nella classe politica e soprattutto in quella democratica, nel presidente Obama e forse anche nella presidenza in genere.

È stato tutto fuori che una sorpresa. Si può dire anzi che i veri vincitori delle “elezioni di medio termine” negli Stati Uniti sono stati gli istituti di sondaggio; come se gli elettori li avessero ubbiditi. La realtà naturalmente è un’altra: i sondaggisti hanno fatto bene il loro mestiere, ma soprattutto perché i cittadini americani interpellati sulle loro intenzioni alle urne hanno parlato in modo chiaro, univoco e perfino con un certo candore. Si erano dichiarati genericamente ma recisamente scontenti. Un po’ di tutto: dell’economia buona ma non eccellente, della posizione internazionale dell’America, della “paralisi delle istituzioni”, del tono astratto e professorale dei discorsi di Barack Obama e del ritmo impacciato delle sue realizzazioni. E infine erano preda di un certo disgusto per il funzionamento delle istituzioni in genere. E arrivati alle urne si sono espressi di conseguenza, riducendo al minimo quel “riflesso patriottico” che in altre occasioni aveva indotto i cittadini ad accorrere a sostegno dei governanti che si trovassero in difficoltà o impaniati nelle loro contraddizioni. Hanno preferito farle proprie, mostrarsi per quelle che sono nel mese di novembre 2014, al compimento del sesto anno dopo avere eletto in Barack Obama il primo presidente di “colore” nella storia nazionale.

Non è la prima volta che una consultazione elettorale di questo livello, inferiore solo alla scelta dell’inquilino della Casa Bianca e dunque carica di poteri ma non di visibili responsabilità, viene usata come occasione per una serie di “no” senza l’obbligo di accoppiarli a una serie di programmi. Ora sappiamo “ufficialmente” quello che agli americani non piace. Fra due anni, quando essi saranno chiamati a eleggere il nuovo presidente, dovranno anche far sapere quale novità vogliono inserire nel governo e nella vita nazionali.

Per questo il risultato del 4 novembre 2014 è così univoco: è stato l’occasione di sfogare i malumori, esprimere impazienze, diffidenze, nostalgie, paure. Un vecchio detto distingue le reazioni di fronte a un bicchiere con del liquido dentro: c’è chi lo chiama mezzo vuoto e chi mezzo pieno. Quest’anno l’America è giudicata mezza vuota dai suoi cittadini e dall’“americano medio” che li incarna.

È stato, in sostanza, un voto di sfiducia: nelle istituzioni in genere, nella classe politica e soprattutto in quella democratica, nel presidente Obama e forse anche nella presidenza in genere. Un “salto di malumore” previsto, pianificato e probabilmente fuor di proporzione con i pur importanti problemi che il Paese è chiamato ad affrontare. Il paragone meno inaccurato può essere quello con la metà degli anni Trenta: la Grande Depressione aveva compiuto sei anni, quattro dei quali spesi nel tentativo di risollevarsi seguendo le nuove, “rivoluzionarie” dottrine del New Deal, con risultati globalmente negativi. Quest’anno si era percorsa una strada egualmente lunga dall’inizio della Grande Recessione e la situazione era ed è, per quanto riguarda l’economia, incomparabilmente meno grave. Non si è tornati a un boom, ma almeno a un modesto tran tran invece che a una catastrofe. L’America di Obama non potrebbe essere descritta nei tragici racconti di Furore o degli altri romanzi di Steinbeck. L’opinione pubblica registra un malessere, non un morbo e rimprovera al “medico” lentezze, non esiziali errori. Le poche riforme proposte da Obama, che si possono anche restringere a quella della sanità, hanno ormai cominciato a funzionare anche se senza gloria né entusiasmo. La disoccupazione, che ottant’anni fa era un flagello, è stata riportata a livelli medi, sotto il 6 per cento, meno della metà dell’Europa. Sono state avviate riforme di costume che a quasi metà degli americani non piacciono ma a più della metà sì.

Perché allora tanto confermato malumore? Perché le masse amano dare giudizi semplici, univoci: trionfo o disastro. Dopo sei anni il bilancio di Obama non è trionfale, è medio o mediocre. Nutre malumori striscianti, alimenta nostalgie. Soprattutto, forse, nel campo della politica internazionale: una buona metà degli americani vive della sensazione che la Superpotenza non sia più tanto Super: con il travaso del potere economico dall’Occidente all’Asia, con l’allontanamento di regimi e Paesi dall’ortodossia dai Washington e di Wall Street, con il terrorismo che riprende vigore, con il divampare dei sogni torbidi dei vari Califfati. C’è una sensazione di lento commiato da una Età dell’Oro. E allora si punisce il nocchiero che forse ha saputo proteggere la nostra vita, ma non i nostri sogni.

 

 (letter from Washington)

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti