In questo momento, nei giorni dei giochi olimpici di Rio, la Russia sta ammassando armi sui confini ucraini per rifornire le proprie avanguardie militari. Ininterrottamente, le zone occupate sono rifornite dai tir russi e gli scontri sono sempre più sanguinosi. Minsk due, l’accordo firmato a fine gennaio 2015 è in sostanza carta straccia, è l’esempio inconfondibile del fallimento della politica estera dell’Ue. Cioè, di un agglomerato di Stati che hanno in comune solo la moneta, ma non la politica estera. L’approvvigionamento di armi, ha lo scopo di sostenere e ampliare il conflitto oltre le zone occupate degli oblast di Donets’k e Luhans’k, per costringere il governo di Kiev ad accettare il controllo russo sulla Rada Suprema, il parlamento ucraino, attraverso elezioni regionali imposte a suo di kalashnikov. In quelle zone, da una parte, combattono l’esercito ucraino, i patrioti in formazione di battaglioni e quei pochi ceceni laici sopravvissuti a due guerre contro Putin e il suo alleato ceceno Kadirov, che da diversi anni ha istaurato la Sharia. In Cecenia si formano gli Jihadisti, i gruppi di Al Qaeda e Isis, fuggiti dall’Afghanistan. Sul fronte opposto, l’esercito di Mosca, occupa posizioni strategiche con gruppi ucraini di origine russa che non hanno accettato l’uscita di Yanukovich, l’uomo forte di Putin in Ucraina prima della rivoluzione, la più grande di questo secolo, in Maidan. La parte degli occupanti, è sostenuta dai foreing fighters, o mercenari. Sono per lo più delinquenti usciti dai carceri di Donets’k, ceceni fondamentalisti, russi che combattono per un pugno di dollari al giorno. Molti altri, invece, sono di varie nazionalità. L’esistenza di quest’offensiva militare è l’occupazione della Crimea. In particolare, del porto di Sebastopoli che già nel 2008 era stato fonte della crisi in Georgia, quando Putin occupò l’Abcasia e l’Ossezia del sud quasi fino a Tbilisi, durante le Olimpiadi di Pechino. Guarda caso, come ora, l’anno delle elezioni in USA. Proprio le Olimpiadi sono oggi protagoniste di una guerra a tutto campo. La federazione russa è stata riconosciuta responsabile per doping dei suoi atleti, molti dei quali esclusi dai giochi di Rio. Le pressioni russe hanno evitato la loro esclusione totale, ma non c’è dubbio che la loro presenza in ambito sportivo è molto ridotta. Il caso del marciatore Alex Schwazer e del suo allenatore, richiama la responsabilità delle federazioni russe e cinesi che si volevano sbarazzare dell’atleta italiano coinvolto in un “trappolone” coperto da responsabili italiani della federazione internazionale di atletica come racconta molto chiaramente un video di Repubblica.it, che chiama anche in causa anche il Calcio super coperto delle su nefandezze. Lo sport, dunque, usato come fenomeno di persuasione e di propaganda, di falso successo. Come ai tempi dell’Unione Sovietica, della Germania dell’Est, della Repubblica Popolare cinese. Schwarzer da fastidio perché tornato alle gare pulito è il più forte di tutti. Alla propaganda politica dell’Est, non va bene. Sono anni difficili questi, e gli europei di Calcio in Francia, hanno visto di nuovo i falsi fan russi in scorribande organizzate da esperti combattenti di guerriglia. Un’auto provocazione per essere espulsi dai prossimi mondiali di Calcio perché incapaci di organizzarli in una nazione distrutta dall’alcool e dalla povertà diffusa grazie ad un sistema oligarchico con al vertice l’FSB? O il tentativo di farla pagare alla Francia per le navi da guerra commissionate e mai consegnate per via delle sanzioni imposte alla Russia? Si giocheranno mai questi prossimi mondiali di calcio, dove non sono indifferenti gli scandali della Fifa di Blatter e Platinì? Soprattutto finirà mai la partita dolorosissima che si gioca ad Aleppo dove i russi bombardano le posizioni anti Assad, e dei Curdi? Una strana guerra si combatte e ci logora, che passa per attentati agli oppositori del regime neo zarista con ambizioni di riconquista, legato a varie mafie e al terrorismo islamico, da dopo l’esclusione dal G20, sorretto di nascosto dall’Italia, che pavida non ha coraggio né capacità di politica estera. Strana guerra, ma è guerra, quella che si combatte.
Si giocherà mai il Campionato del Mondo di Calcio 2018 in Russia?
Sono anni difficili questi, e gli europei di Calcio in Francia, hanno visto di nuovo i falsi fan russi in scorribande organizzate da esperti combattenti di guerriglia.

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