Se ne parla per ora senza clamore perché tengono banco altri argomenti (Irak, Afghanistan, crisi israrelo-palestinese, pacchetto Bersani, indulto). Ma il problema di una nuova legge elettorale è di casa nelle segreterie dei partiti, soprattutto in quelli della maggioranza. “E’ desolante che l’attivita’ delle Camere e del Governo possa essere messa in discussione dai mal di pancia ora di questa ora di quella forza politica. Una situazione inaccettabile che ripropone con urgenza il tema della riforma della legge elettorale” ha dichiarato ad esempio il responsabile Riforme della Margherita, onorevole Riccardo
Villari [Roberto Villari].
“L’antidoto ad una situazione che rischia di diventare
insostenibile e’ una legge elettorale seria, sulla quale
trovare la piu’ ampia convergenza e che non sia frutto di
discutibili alchimie dell’ultimo momento. Per questo motivo e’ necessario avviare subito nelle aule parlamentari una riflessione e un confronto chiaro su questo tema e ridiscutere anche le modalita’ di partecipazione degli elettori e dei partiti alla competizione elettorale, profondamente alterate dalla riforma della Cdl”.
Dunque, sul tappeto anche l’abolizione del voto di preferenza, vero e proprio esproprio di un diritto dei cittadini a scegliersi i rappresentanti. Che è- come sostiene l’on. Villari- un frutto avvelenato della legge elettorale della CdL. Ma che si era ispirata da un precedente: la legge elettorale della Regione Toscana, voluta dalla maggioranza di sinistra e appoggiata da Forza Italia e AN. Una legge per la quale è in allestimento un referendum abrogativo che Pensalibero ed il Gruppo dei Centouno appoggiano.
Si fa strada l’idea di una nuova legge elettorale
Sul tappeto anche il ripristino del voto di preferenza, che la CdL ha abolito a livello nazionale ispirandosi alla legge voluta in Toscana dalla sinistra.

Ritengo che la riforma dell’attuale legge elettorale debba essere uno degli argomenti principali da mettere in agenda dei partiti politici.
sarebbe auspicabile che si ritornasse ad esprimere la preferenza per i candidati al parlamento italiano per ridare dignità e partecipazione ai cittadini italiani.
Oggi, con l’attuale legge elettorale di fatto è stato espropriato il diritto fondamentale di una sua partecipazione diretta alla composizione degli organi elettivi, attraverso anche i propri candidati.