• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Sette come i peccati capitali…

di Alberto Pasolini Zanelli | 13 Luglio 2014

I brasiliani si sono sempre aspettati molto dallo sport, un po’ per il loro proverbiale fatalismo, un po’ perché vi hanno a lungo trovato consolazione per sconfitte quotidiane di altro genere. Adesso che sono saliti nella scala planetaria, gli è toccato di incassare un 7-1.
Sette come i peccati capitali, come le piaghe d’Egitto. Il Brasile calcistico ne è stato flagellato nella catastrofe dello stadio Belo Horizonte. Toccherà, adesso, anche al suo “allenatore” politico? Il Mondiale del pallone si è concluso ieri in una festa da cui i padroni di casa sono stati esclusi. Diamogli tre settimane per le recriminazioni e poi la partita ricomincia e questa volta è tutta una finalissima. In palio è il futuro di Dilma Rousseff e del team di ministri che hanno dato vita nell’ultimo decennio al “miracolo brasiliano”, soprattutto negli anni in cui in panchina sedeva “Lula il Metallurgico”, il Walesa carioca, il sindacalista di “base” che invece di scassare un’economia l’ha portata ad altezze senza precedenti. Opera completata da Dilma, un altro personaggio ancora e più improbabile, una nonna con un passato di guerrigliera nella giungla. Era per celebrare le imprese e la fortuna di questo tandem ineguale che il Brasile si è caricato di un doppio compito ambizioso e dorato: i mondiali di calcio e, appena due anni dopo, i giochi olimpici. Il futuro sembrava promettente, fino a non molto tempo fa, quando hanno cominciato a succedere cose imprevedibili quanto un disastro in campo come il 7-1 contro la Germania. Che non è stato un segnale d’allarme ma una conferma.

Che il vento della fortuna potesse girare e di tanto, lo aveva mostrato diversi mesi fa l’esplosione del malcontento nelle strade di una nazione che avrebbe dovuto, in quelle strade, ballare di gioia. Il 2013 era stato un anno denso di dolori e di malcontenti. Nessuno si era stupito, dunque, a vedere Madrid o Atene riempirsi di folle all’insegna dell’ira: in strada c’erano scese dopo anni di un purgatorio chiamato Austerity, ma quando lo stesso spettacolo invase Rio de Janeiro, Brasilia, Sao Paulo, esso giunse inatteso: una rivolta al colmo della prosperità. Il Brasile era stato una delle grandi storie di successo dell’ultimo decennio. L’economia era cresciuta in fretta e, cosa ancora più rara, i benefici erano stati distribuiti equamente fra tutti o quasi i suoi cittadini. Si rilanciava nel Sud del mondo la promessa di John Kennedy: “Quando l’acqua sale tutte le navi vanno più alto”. Non era mai accaduto nella storia del Brasile, terra di paragone delle massime disuguaglianze, rigorosamente spartito fra ricchi molto ricchi e poveri molto poveri. Eppure negli ultimi dieci anni quaranta milioni di brasiliani sono saliti nella classe media e di altrettanto è calato il numero dei davvero poveri.

Eppure le piazze si sono riempite di protesta e non si sono affollate di miserabili ma proprio di uomini e donne del ceto medio. Un paradosso, quasi contemporaneo all’ascesa della nazione fino a formare, in compagnia di poche altre, un blocco economico alternativo al G7, l’antico club dei ricchi: il Bric, Brasile, Russia, India e Cina. Quanto alla redistribuzione dei beni, in nessun’altra terra essa era stata più rapida e densa di quella carioca.

Perché, allora? Perché è stata proprio una rivolta dei beneficati, dei milioni che stavano meglio ma che si sentivano a disagio, volevano di più, se ne sentivano in diritto. Non ricevevano dagli aumentati guadagni un miglioramento adeguato delle condizioni di vita. Gente del ceto medio che in qualche modo continuava a sentirsi povera e da povera si comportava.

In termini, soprattutto, di scomodità. Rio de Janeiro è una della dozzina di città più care al mondo da viverci, molto più, per esempio, di New York. Il costo dei trasporti urbani a Sao Paulo è molto più elevato che a Parigi. E la qualità è inferiore. Il sindaco di Rio si è vantato anche di recente di non avere mai un centesimo in sussidi per i trasporti pubblici, in contrasto con i miliardi elargiti a futuristici progetti di architetti come Oscar Niemeeyer o, più modestamente ma non tanto, nel rinnovo dello stadio Maracanà, più i dodici miliardi già stanziati per le Olimpiadi del 2016.

I brasiliani si sono sempre aspettati molto dallo sport, un po’ per il loro proverbiale fatalismo, un po’ perché vi hanno a lungo trovato consolazione per sconfitte quotidiane di altro genere. Adesso che sono saliti nella scala planetaria, gli è toccato di incassare un 7-1 che qualcuno, con immaginazione davvero tropicale, ha paragonato a una Hiroshima o un Armageddon. E a tali malumori si offre adesso un’occasione di sfogo. Elettorale. Ad ottobre si vota, Dilma potrà essere trattata come Scolari, il trainer della disfatta sull’erba del Mineirao. I sondaggi non lo escludono: solo il 40 per cento è sicuro che voterà per rieleggere la presidente, oltre il 60 dichiara di avere soprattutto voglia di cambiare. Come si fa con gli allenatori.

 (letter from Washington)

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti