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Senza se e senza ma, l‘obiettivo è lo sviluppo delle imprese

Il Decreto Crescita è il primo passo e attendiamo gli esiti. Però chiediamo che il Governo non si fermi qui, che ci ascolti, che ci guardi, che lasci da parte le divisioni e si concentri sulle misure per le PMI.

di Paolo Galassi | 5 Maggio 2019

Per l’Italia, il 2019 è iniziato sotto la lente di ingrandimento e i rischi sono davvero elevati.

La portata e l’intensità dei provvedimenti governativi necessari sono alte e devono essere adeguate agli obiettivi da raggiungere: crescita e sviluppo delle imprese, che sono fatte da donne e uomini.

Senza se e senza ma questo porta ai risultati: crescita dell’occupazione, soprattutto giovanile – che è una priorità -, rilancio dei consumi e fiducia nelle persone. Imprenditori e lavoratori.

Occorre dare una scossa forte all’economia, siamo la seconda industria manifatturiera d’Europa e dobbiamo mantenere questa posizione. Un paese moderno non vive solo di servizi.

Tanti i problemi: la produttività stagnante, la mancanza di grandi imprese che investono nel nostro Paese, i tempi della giustizia, i costi dell’organo di controllo o del revisore legale a seguito del nuovo codice della crisi di impresa, lo stallo delle opere, .….. A cui si aggiungono: rallentamento di grandi potenze economiche, indici mondiali negativi, paura negli investimenti, Brexit, sfiducia nell’UE.

Il Decreto Crescita è il primo passo e attendiamo gli esiti. Però chiediamo che il Governo non si fermi qui, che ci ascolti, che ci guardi, che lasci da parte le divisioni e si concentri sulle misure per le PMI. Servono: infrastrutture fisiche e digitali; avanzamento del piano della banda ultra-larga; riduzione della pressione fiscale e della burocrazia amministrativa, accesso al credito più semplice; agevolazioni per internazionalizzare; supporto alla formazione in ottica 4.0 e di riduzione dello skill gap.

Serve agire. Con determinazione per ribaltare una tendenza pesantemente negativa.

In occasione del Primo Maggio, dopo aver purtroppo letto i dati delle morti sul lavoro – che ancora ci affliggono, nonostante l’associazione e gli imprenditori siano impegnati ogni giorno nella diffusione della cultura della sicurezza in azienda – e i dati sulla situazione occupazionale non rosea tratteggiata dal recente rapporto Ocse, voglio dare un dato positivo ed evidenziare l’attenzione che gli imprenditori hanno per i loro dipendenti.

Il valore complessivo dei piani di welfare attivati, nel giro di pochi mesi, dalle PMI associate è di oltre 90 mila euro, quasi 300 lavoratori coinvolti, una ventina le aziende interessate. Riguardano: spese per la scuola materna pubblica, per il trasporto casa scuola, per il servizio di mensa scolastica, per i viaggi e i centri estivi ma anche per le cure odontoiatriche e per il fitness. E a breve il valore complessivo supererà la soglia di 100 mila euro. Un dato in costante crescita. Inoltre, sempre più PMI hanno attivato iniziative di conciliazione vita – lavoro.

Penso che proprio una visione strategica e un coinvolgimento dei lavoratori possano porre le basi per il benessere e la soddisfazione dei collaboratori e, nel contempo, portare un aumento della produttività.

Ma perché il Primo Maggio sia una vera festa del lavoro, ognuno deve fare la propria parte.

Paolo Galassi – Presidente A.P.I.

Pubblicato in : Cultura ed eventi, Primo pianoTag: azienda, costi, crisi, euro, governo, lavoro, misure, ocse, persone, provvedimenti, scuola, sviluppo

Info Paolo Galassi

Presidente di A.P.I.

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