Non fa scandalo l’ipotesi che la Lega di Bossi possa compiere l’ennesima piroetta per andare a soccorrere la traballante maggioranza su cui si regge il governo Prodi.
I giornali ne parlano diffondendosi sul significato che avrebbe l’appoggio dei “lumbard” in contrapposizione a quello che avrebbe invece l’ingresso in maggioranza da parte dell’UDC di Casini.
Ma non fa scandalo nemmeno l’ipotesi opposta. Cioè che un numero limitato di senatori passino dal centro-sinistra al centro destra facendo così la festa al presidente del consiglio. Si dice e si scrive tranquillamente che Berlusconi già li avrebbe acquisiti ma che stia aspettando il momento propizio.
Stando così le cose, ci pare opportuno, se non altro pro-memoria, elencare alcune logiche conclusioni che si possono, anzi debbono, trarre dal diffuso dibattito in corso sugli scenari che si aprirebbero con i “traslochi” di cui sopra:
Primo: il cinismo e l’opportunismo amorale dei politici della cosiddetta seconda repubblica ha raggiunto in dieci anni vette nemmeno sfiorate in cinquanta anni dalla “prima repubblica”.
Secondo: le coalizioni contrapposte tanto diverse non sono tra loro se ci sono tanti elementi “intercambiabili”. Inoltre sono raccogliticce, di puro potere e non tenute insieme da affinità programmatiche e politiche.
Terzo e più importante: è l’ennesima prova che al cosiddetto bipolarismo o addirittura bipartitismo non solo non ci credono gli Italiani; non ci credono per primi tutti coloro che ogni giorno ci si sciacquano la bocca. Costoro si presentano alle elezioni chiedendo il voto per un “governo di legislatura”; gonfiano il petto perché “o dura questo governo o si va alle elezioni”; firmano referendum perché “occorre passare dal bipolarismo al bipartitismo”. E poi, senza vergognarsi, tramano per modificare con manovre di corridoio quando non con vere e proprie campagne acquisti, gli assetti stabiliti dagli elettori.
Quarto ed eventuale: è mia personale convinzione che una legge elettorale proporzionale, con sbarramento al 4-5% e voto di preferenza, darebbe al nostro sistema stabilità ed efficienza maggiori di quante non se ne siano avute con tante leggi pastrocchio che si sono succedute. Certamente ne deriverebbe una maggiore trasparenza. E sarebbe l’ora, dopo tanti acritici elogi, di andare a vedere con la legge elettorale per i Comuni gli effetti disastrosi che si sono prodotti sulle assemblee, spogliate di ogni potere e frustrate oltre ogni limite. Nel migliore dei casi ridotte a costosi organi consultivi del Sindaco direttamente eletto dal popolo.
Nicola Cariglia

perfettamente d’accordo se non fanno una legge elettorale con sbarramento ALMENO al 5% (che in germania non serve a gran che’) o meglio anche al 7-8% in italia non arriveremo mai ad un governo stabile dovremmo imbavagliare gli eletti con il vincolo di maggioranza o di parte per cui sono stati eletti a costo di fare un governo alla svizzera , dove gli partito sopra una certa percentuale ha diritto ad un posto di governo …. e poi che si arrangino ad andfare d’accordo e non CI scannino (povero popolo) come fanno
Non intervengo per discutere la consueta capacità di analisi con cui Nicola Cariglia si propone a commento con i suoi corsivi, nè per tracciare le mie personali ipotesi e convinzioni su una (futuribile, ben so) possibile tecnica di democrazia a piramide territoriale, bensì perchè ritengo utile rammentare le palesi degenerazioni del precedente sistema proporzionale: la scelta dei cadidati effettuata, comunque, dalle segreterie politiche, con il voto di preferenza condizionato –nelle sezioni o strutture- verso questo o quello, a seconda delle “esigenze” dei rapporti interni; con l’esclusione elettiva, preventivata, degli altri candidati “non nobili”. Poi, il “pagamento” della “non elezione”, con la collocazione gestoria negli enti pubblici.
Ciò rammentato e ritenendo, comunque, l’espressione del voto di preferenza quale indice odierno della più intensa qualificazione partecipativa della volontà popolare, ritengo che, perchè sia effettuale tale soluzione –transito verso le altre forme futuribili di tecniche della rappresentanza-, si dovrebbe, oggi, eliminare la obbligatorietà di presentazione delle liste attraverso la sottoscrizione. Liberando così, dalla costrizione burocratica (anche economica), tutte le pulsioni ideali e democratiche. Senza, altresì, porre alcuna quota-sbarramento.
Attraverso la frammentazione ed esplosione delle ideologie latenti, si perverrebbe alla scomparsa delle obsolete e imbriglianti nomenclature e, nel tempo, per quello che si apprende dalla storia, alla conseguente e necessaria coagulazione politica dei nuovi, o elaborandi, sentimenti sociali e istituzionali.
Ringrazio per l’attenzione.
franchini
Una democrazie evoluta è quella di stampo statunitense, dove il “Presidente”, si confronta con il “senato” e il “congresso”.
Egli può averlo amico o avversario, e sta quindi a Lui determinare i rapporti e le compatibilità.
In Italia leggi volutamente pasticciate, hanno dato ai sondaci una maggioranza certa ed un potere enorme, che di fatto rendono inutile il Consiglio Comunale, oltre che incompatibili tra di loro gli “assessori” dalla !42 chiamati “collaboratori del sindaco” e i dirigenti, per cui non si capisce che responsabilità e cosa dovrebbero fare gli uni e cosa gli altri. Il più il famoso “decreto 29″ aveva ripartito la potesta di indirizzo ai POLITICI” e la potestà esecutiva ai DIRIGENTI.
A COSA SERVONO GLI ASSESSORI?
“Quarto ed eventuale: è mia personale convinzione che una legge elettorale proporzionale, con sbarramento al 4-5% e voto di preferenza….”: a mio modesto parere , questa è la vera battaglia che merita di essere combattuta ,e che è in grado di dare la visibilità che manca. Ipotizzo manifestazioni anche clamorose ,tipo l’incatenamento ai Palazzi romani , chiedendo di por rimedio allo scippo subito dall’elettorato italiano ,restituendo il voto di preferenza !!! E’ questa la cosa da denunciare con forza….tutti lo sanno ,ma pochi lo dicono ,magari sottovoce. Abbiamo il coraggio di gridare : “ridateci il voto di preferenza !”
Perchè la foto di Dini e non quella di Bossi? Volete insinuare che il “mercato” l’ha aperto il solito cattivo Berlusconi? E le lusinghe di Vannino Chiti alla Lega, di nuovo costola della sinistra, non meritano niente di più che una citazione fugace?