L’editoriale del nostro Direttore ci sfida – piacevolmente, come sempre – a tentare una analisi ed una risposta alla sua peraltro credibile ipotesi della nascita di una Terza Forza politica che saldi i pezzi oggi sparsi di Rutelli e Casini con le transfughe velleità di Fini e la ritrovata mano libera di Montezemolo, ora che non è più a capo della Fiat. Questa terza forza nascerebbe al momento opportuno, ovvero mentre il fasullo bipolarismo all’italiana sta ormai sgretolandosi, e potrebbe fungere da ago della bilancia evitando di cadere nelle posizioni delle estreme, Lega e Di Pietro, ed al tempo stesso frenando l’ennesima chiamata al collante antiberlusconiano appena effettuata da Bersani che effettivamente, e qui concordiamo in pieno con il nostro Direttore, ha un’idea sola nella troppo vasta fronte, e dunque sempre quella torna a galla, come la particella solitaria di sodio di una nota pubblicità.
Anche noi stiamo guardando con molto interesse alla campagna elettorale inglese, perché il fatto che il partito Liberaldemocratico stia conoscendo una nuova stagione di fioritura politica ci rallegra moltissimo, tanto quanto ci deprime il confronto con la situazione italiana. Nick Clegg è un uomo giovane, coerente con le proprie idee e convincente proprio per questo; non è un riciclato della politica, non ha navigato tutti i mari del compromesso e dell’inciucio, sicuramente ignora cosa sia la politica dei due forni, e si esprime con chiarezza di intenti e di contenuti. Qualche sera fa, nella trasmissione televisiva che precedeva il dibattito fra Clegg e gli altri due candidati, abbiamo sentito una ragazza londinese di vent’anni dichiarare: “Mi piace Clegg e lo voterò perché capisco cosa dice e lo approvo, propone un progetto che mi fa credere nel futuro” – era una normalissima ragazza in un pub, giovane e lavoratrice, e come lei si sono espressi altri suoi coetanei. Ora, se qualcuno è in grado di trovare in Italia giovani pronti a dire “Sì, voterò Casini, Rutelli e Montezemolo, con l’aggiunta di Fini, perché li capisco, li trovo credibili, e mi propongono un futuro” è pregato di segnalarlo prontamente a questo sito che siamo disposti, la sottoscritta per prima, a dedicargli un numero monotematico e celebrativo firmandolo con le nostre più sincere lacrime. Non saprei dire ora se di commozione o di incredulità.
Ironia a parte, il fatto puro e semplice è che noi non abbiamo saputo né crescere né valorizzare i Nick Clegg che magari pure nel nostro paese sarebbero stati individuabili, se ai partiti, invece di allevare una massa di peones da manipolare in Parlamento, fosse minimamente interessato fare il bene del paese partendo dalla valorizzazione di risorse umane giovani, nuove, preparate, ed in grado dunque di assicurare un futuro all’Italia. Ci troviamo dunque ad avere una legione di servi sciocchi comandata dai soliti quattro eterni monumenti a se stessi ed alla conservazione del potere, a fare i conti con un bipolarismo che ha ucciso il pluralismo, che ha negato ai cittadini ogni forma di partecipazione, ed ha aggravato il tutto cancellando – tranne la Lega – ogni possibile punto di riferimento identitario in nome di vaghe e vaste coalizioni buone solo ad acchiappare voti ed a distribuire i posti chiave del potere ai propri servitori. Non è facile decidere in questo momento se la soluzione a questo stato ormai comatoso di impasse politica sia la nascita di una Terza Forza, perché l’analisi obbiettiva ed impietosa della realtà attuale ci impone quantomeno di chiederci con quali strumenti democratici, con quali mezzi istituzionali, tale coalizione potrebbe inserirsi nel contesto, modificandolo positivamente, ribilanciandolo costruttivamente, riposizionandolo su linee autenticamente democratiche e partecipate, togliendolo dalla mera forma che stiamo ormai consumando da troppi anni. La risposta, va da sé, è purtroppo negativa, poiché il quadro d’insieme, supportato da leggi elettorali illiberali, consente solo ed esclusivamente di adeguarsi, non certo di rinnovarsi, con l’aggravante del passato tremendamente opportunistico ed ondivago che ognuno dei presunti componenti la Terza Forza si porta dietro; e già che ci siamo: come troverebbero un accordo tanti galletti nello stesso stretto pollaio?! Come si assegnerebbe una leadership?! Ce li immaginiamo Casini, Rutelli, Fini e Montezemolo, tutti personaggi in cerca di un ruolo, scannarsi per la presidenza e la segreteria del partito secondo collaudatissimo copione da Prima Repubblica aggravato dalla sindrome leaderistica bipolare….sarebbe una lite continua, vogliamo dirlo?!
Al punto in cui siamo, non vediamo altre alternative che una nuova Assemblea Costituente che però, lo diciamo per amore di verità, ci appare più lontana della luna, dati i personaggi che animano la nostra ribalta politica e la carenza assoluta di senso dello stato e delle istituzioni che purtroppo si evidenzia ogni giorno di più nelle azioni, nelle scelte, nelle sia pur minime dichiarazioni di costoro. Forse, e ribadiamo forse, sarebbe ipotizzabile una Terza Forza, ma ancor di più un’opera di rinnovamento profondo delle nostre strutture democratiche ed istituzionali, se decidessimo consapevolmente e coraggiosamente di voler svolgere fino in fondo un ruolo di cittadini a tutto tondo che in questo paese non ci è mai stato dato di interpretare, se smettessimo di pensare che la politica deve ripartire per forza all’ombra di vetusti, consumati ed affatto credibili esponenti della vecchia e nuova nomenklatura, e provassimo invece a dirci che la politica deve ripartire da noi. Caro Direttore, la mia è una provocazione, e non è affatto utopistica, quanto invece estremamente realista. Siamo rimasti soli, il potere è altro da noi e vive in un mondo parallelo: e se cominciassimo a costruircene uno nostro?!
ChiBo

Brava Chiara.
Il testo chiarisce la situazione in Italia quale è descritta.
Perchè non si cerca di capire lo scontento dei non votanti?
Chissà quante “ventenni lavoratrici” con le tasche rotte vi troverebbero!
Per i nomi dei politici che ipotizzi in una terza alleanza io non scommetteri un centesimo.
Nello Stivale Italiano, il Sud cerca di dimostrare la propria valenza politica con il desiderio di cambiamento.
Significa che i giovani sono interessati a partecipare e scendere in campo.
Mi dispiace per la Polverini per il 25 Aprile scorso ed è un chiaro avvertimento,.
Ormai assistiamo a queste cose come si trattasse di un derby e si colpisce basso e a tradimento.Quest’Italia non mi piace ne di destra, ne di sinistra e neppure al centro.Figurati il Dipietrismo, a proposito cosa s’aspetta a metterlo ai ferri?
Le regole servono solo per i disgraziati?
Quest’odio profondo e disumano che contamina i nostri figli, ne vogliamo parlare 1 secondo? Ha tempo per questo Montez..ect….Rutelli che s’è fatto Roma sua!Fini in preda a tempeste classiste tra nord e sud..
Ciao Cbhiara.