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SE BERLINGUER AVESSE COSTRUITO L’ALTERNATIVA DI GOVERNO…

di Ettore Combattente

di Ettore Combattente | 24 Marzo 2011

I protagonisti- eredi e i superstiti della vicenda quarantennale della politica del PCI, con l’augurio di lunga vita, dovrebbero limitarsi a offrire documenti e la memoria e aprire una discussione che coinvolga innanzitutto i giovani e chi ha vissuto come cittadino e come militante della sinistra il dramma del blocco della democrazia per 40 anni nel nostro Paese. Emanuele Macaluso, alla fine del suo articolo ” Il PCI motore della modernità” sull’ultimo numero de “Le nuove Ragioni del socialismo”, nel ribadire che la storia del PCI contiene anche errori, li scarica tutti sul dopo il crollo del muro, in particolare, assegnando agli eredi della classe dirigente storica, frutto di una cooptazione dopo la selezione interna nella FGCI, il grave errore della distruzione del PSI. Essi pensavano che con il giustizialismo, fosse possibile che la carovana venuta da lontano, attraversato il deserto ( di occasioni), approdasse ad un avvicendamento con un governo della sinistra , incontaminata da un esame autocritico della vicenda italiana. E’ un torto che si fa agli eredi, tutta la responsabilità a loro e niente a chi li ha preceduti. In fondo, sono stati fedeli al detto “che i panni sporchi si lavano in famiglia”, vigente nel PCI, e la famiglia si era assottigliata con morti importanti tanto da fare pensare alla generazione dei quarantenni, nell’89, che valesse la pena di tenere i panni sporchi e semmai nasconderli. Ma com’è possibile emendare da responsabilità l’ultimo grande leader del PCI, Enrico Berlinguer? Dopo Praga la Polonia ecc come si fa a giudicare soddisfacente lo strappino di Berlinguer nei confronti della ” la spinta propulsiva dell’Ottobre” quando Berlinguer sapeva che l’ottobre aveva instaurato un regime di oppressione in Russia e nei paesi satelliti? Né lo giustifica la convinzione che il comunismo emendato dai difetti del dispotismo orientale poteva essere la prospettiva, lui aveva un compito “temporale” di dare risposta alla rappresentanza, i voti degli italiani li aveva per andare al governo in democrazia, alternativo alla DC, come avveniva in Europa, altrimenti dopo vent’anni di governo DC la democrazia sarebbe stata in pericolo, come lo è oggi, non per un nuovo fascismo, ma per la degenerazione del potere monopolista, iniziata dalla DC e continuata dal berlusconismo. Del resto dopo l’assassionio di Aldo Moro, Berlinguer dichiarò forse che non sarebbe finita la solidarietà nazionale? che sarebbe stato perseguito una politica di riforme democratiche per lo snidamento delle forze reazionarie e del radicalismo ideologico che annida a sinistra ? forse chiese garanzie di un governo di riforme secondo il messaggio di Moro che avrebbe sostenuto ? No! Con la sua svolta di Salerno dichiarò che il Partito ritornava all’opposizione, come se non bastassero trent’anni già di opposizione: i giovani delle belle speranze della Resistenza e della ricostruzione del Paese, si avviavano già verso la terza età, e i giovani del ’68 erano lontani, non avevano trovato durante il loro movimento una proposta di governo riformista della società italiana del PCI che modernizzasse e adeguasse i diritti civili ai paesi europei e per una mobilità sociale contro i privilegi.
Non avrebbe dovuto per il grande valore della prospettiva della collaborazione in tempi lunghi tra il solidarismo cattolico e socialismo laico togliere l’unico impedimento del Partito maggiore della sinistra italiana all’accesso a un governo dell’Occidente: cambiare il nome del partito e dichiarare che il Comunismo era fallito, aprendo una revisione di Livorno e chiamando i socialisti ad unirsi al progetto?
L’anomalia italiana rispetto ai paesi europei, dovuta al blocco della democrazia per quarant’anni, all’incapacità di affrontare una situazione impensabile trent’anni fa -la globalizzazione e una ridistribuzione mondiale della ricchezza e del lavoro a favore dei popoli che erano considerati in via di sviluppo o arretrati- risale a molto lontano e noi ci siamo dentro alla pari di altre forze politiche e culturali.

Ettore Combattente (le ragioni.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: aldo moro, anni, berlusconismo, classe dirigente, comunismo, democrazia, enrico berlinguer, europa, fascismo, giovani, globalizzazione, governo, lavoro, livorno, macaluso, movimento, opposizione, paesi europei, psi, regime, riforme, selezione, sinistra italiana, socialismo, socialisti

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