Una sola osservazione sulle primarie del PD, sulle quali condivido pienamente i commenti di Gino Di Maro e di Giancarlo Magni. Piaccia o non piaccia il PD (e noi lo abbiamo criticato) l’operazione è pienamente riuscita. Sopratutto una operazione di marketing, certo: nessuno ha mai saputo quali fossero le diverse posizioni sui temi caldi della nostra agenda politica di Veltroni, Bindi e Letta e in cosa si differenziassero fra loro.
Inoltre non sono state vere e proprie primarie: si è trattato di elezione diretta dei segretari nazionale e regionali e dei componenti le assemblee costituenti. Per questo ci è sembrata legittima, ancorché politicamente criticabile, la decisione di respingere le candidature di Pannella e Di Pietro.
Ma, ripetiamo, il coinvolgimento dei cittadini nella scelta dei segretari è una operazione politicamente riuscita e positiva. I promotori del PD hanno accettato la sfida di accompagnare la nascita del nuovo partito con un bagno di partecipazione popolare e l’hanno vinta. Le “primarie non primarie” hanno comunque permesso di fare affluire alle urne milioni di persone e sollecitare la candidatura di uomini, donne e giovani che potranno arricchire ed in parte rinnovare la classe dirigente del PD.
Sono i motivi per i quali ci eravamo permessi di sostenere che anche la Costituente laica liberale e socialista avrebbe dovuto adottare lo stesso metodo. Ed invece si è preferito puntare sulla sola identità socialista, presentarsi al pubblico con il fermo immagine di un film proiettato tantissime volte, e si sono rifiutate le primarie. Due sbagli tra loro strettamente collegati. (n. c.)
Se anche laici e socialisti avessero fatto le primarie
Invece si è preferito il fermo immagine di un film proiettato tantissime volte, e si sono rifiutate le primarie. Due sbagli tra loro strettamente collegati. (n. c.)

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