Camicia verde contro camicia rossa
Straordinario, un pezzo di teatro dell’assurdo da far invidia a Ionesco, quanto è accaduto in Parlamento in occasione della celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi che, se si fosse fatto i fatti suoi e se ne fosse rimasto in Sudamerica, ci avrebbe solo guadagnato. Come se non avessimo un pensiero al mondo ed il nostro paese fosse la succursale del Paradiso terrestre, percorso da canti ed inni dei cittadini festanti per la gioia di vivere nel migliore dei mondi possibili, la nostra intera classe politica non ha trovato di meglio, per impegnare le proprie altrimenti vuote giornate – visto il benessere e l’armonia sociale che ci benedicono quotidianamente – che accapigliarsi furiosamente sulla figura di Garibaldi, che ha subito un processo in contumacia – non per colpa sua, è evidente – degno dei carbonari amici suoi. E già queste frequentazioni, diciamolo, lo squalificavano in vita, figuriamoci in stato di morte avanzata. Che la storia sia scritta dai vincitori, è un dato di fatto, che la si possa rivedere è, o dovrebbe essere in un paese civile, una concreta possibilità, ma che Calderoli possa dichiarare “Garibaldi non va celebrato perché era un massone ed un nemico della Chiesa” va al di là della nostra comprensione. Uno che ha fatto un matrimonio celtico e va tutti gli anni in camicia verde a celebrare il grande padre Po, al massimo può permettersi di censurare il Carnevale di Viareggio… A proposito, ma come mai Calderoli sta ancora in Parlamento?!
Tu quoque, Brute
L’Associazione Reduci della campagna di Gallia si oppone fermamente al bieco e reazionario tentativo di riabilitare la figura del traditore Bruto, vile accoltellatore di Giulio Cesare, intitolandogli la sala del Parlamento riservata ai rifugiati del gruppo misto. Simili iniziative prese a sangue ancora caldo, con la povera vittima appena sepolta ed i familiari in lutto stretto, offendono il più comune senso del rispetto delle istituzioni e dello stato, e pertanto non saranno tollerate. Chi volesse associarsi alla protesta, può partecipare al corteo delle bighe sabato prossimo in Piazza San Giovanni a Roma. Tanto ormai ci vanno tutti.
Guelfi e Ghibellini
In occasione dell’annuale raduno dei Guelfi e dei Ghibellini toscani, si è insediata per la prima volta la costituente che porterà alla storica riunione delle due fazioni divise da sempre. Le elezioni primarie hanno dato i seguenti risultati: i Guelfi hanno eletto a loro rappresentante la senatrice teodem Binetti, che ha promesso un fermo richiamo alle radici cristiane nella costituzione del nuovo organismo. I Ghibellini hanno invece scelto il fuggiasco Capezzone, che per ora è sotto scomunica pannellesca ma conta di riprendersi con questa nuove esperienza politica. Il nuovo soggetto così costituito si chiamerà Insieme per la Vittoria. A verbale è andata la protesta del marito di Vittoria, che ha dichiarato: “O ragazzi, però abbozziamola di correr sempre dietro alla mì moglie, tanto ‘un ve la dà”.
La meglio gioventù
Alla presentazione della nuova Fiat Cinquecento, la senatrice a vita Rita Levi Montalcini – 97 anni e non sentirli, visto che regge da sola la tenuta in vita di un governo – è stata vivacemente contestata da un gruppo di facinorosi, successivamente identificati come iscritti all’associazione Giovine Italia, fondata dal noto rivoluzionario Giuseppe Mazzini. La contestazione si è scatenata quando la senatrice, nel presentare la nuova macchina, ha detto: “Proprio come la 500, sono qui a rappresentare il nuovo che avanza”.
Padre Dante
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta…”
Qualcosa da aggiungere…?!
Chi.Bo.

Lascia un commento