
Il bullismo è diventato un fenomeno sociale dilagante e pervasivo che coinvolge bambini e adolescenti, ma non circoscritto a nessuna categoria. Particolarmente allarmante non solo per i gravi fatti di cronaca che periodicamente attirano l’attenzione degli organi di stampa, ma per la sua notevole diffusione all’interno della medesima realtà.
Lo psicologo Dan Olweus , nel 1993 fu tra i primi studiosi a livello internazionale ad occuparsi di tale fenomeno e dare una definizione: “uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.
Considerato una sottocategoria del comportamento aggressivo, il bullismo ha determinate caratteristiche distintive come l’intenzionalità, la persistenza nel tempo nel ferire, offendere o arrecare danno e disagio all’altro/a. Azioni aggressive, vessatorie fisiche o verbali reiterate nel tempo, da parte di un individuo o un gruppo, verso individui o gruppi più deboli.
I ruoli del bullismo sono ben definiti da un lato c’è il bullo, colui che attua comportamenti lesivi, violenti sia fisicamente che psicologicamente e dall’altro vi è la vittima, colui che subisce tali atteggiamenti. Le ricerche individuano nella genesi di tale ruolo componenti multifattoriali con elementi di personalità deviante, antisociali o problematica.
Spesso la vittima di bullismo subisce le molestie senza aver messo in atto comportamenti che le provocassero, e senza essere nelle condizioni di difendersi.
L’intenzionalità di fare violenza può verificarsi ovunque a scuola nei centri di aggregazione, a casa, sul web e si presenta sotto forme diverse più o meno identificabili, attacchi fisici e verbali o vessazioni indirette. Nella maggior parte dei casi l’autore di determinati comportamenti agisce nell’ombra, al di fuori del controllo genitoriale o degli adulti, anche se spesso cerca a spettatori che ammirano la sua condotta.
Conseguenze delle condotte bullizzanti è spesso un danno nella vittima, che permane nel tempo con disagi, sofferenze fisiche e psicologiche, tali da determinare un progressivo abbandono degli ambienti scolastici, sportivi e sociali.
Tra le principali conseguenze psicologiche a breve termie vi sono disturbi psicosomatici, problematiche riguardanti l’autostima, disturbi di ansia, sintomi depressivi fino ad arrivare a condotte suicidarie.
La strategia migliore per combattere il bullismo è la prevenzione. Urge promuovere una cultura che impedisca e scoraggi dal principio la messa in atto di comportamenti violenti basati sulla prevaricazione.
In famiglia è indispensabile prestare attenzione a eventuali cambiamenti di umore o comportamentali dei propri figli, instaurando la comunicazione all’ascolto per un sano dialogo. Educare sin dall’infanzia i propri figli alla non violenza, sviluppando la capacità di costruire relazioni basate sul principio di parità, rispetto e inclusività.
Riconoscere e gestire il fenomeno sia nel caso in cui i propri figli ne siano vittime o addirittura carnefici.
Di fronte al dilagare di episodi di bullismo, la scuola rappresenta una risorsa altresì importante in quanto luogo di crescita non solo cognitiva ma soprattutto personale, culturale ed emotiva. Nonché in tal senso riveste il ruolo educativo di responsabilità di determinati valori chiave per prevenire il bullismo.
Gli insegnanti hanno un ruolo centrale per riuscire ad arginare queste problematiche, supportando gli alunni favorendo la sensibilizzazione ad un linguaggio emotivo, al rispetto delle regole comuni, alla cooperazione, pianificando lavori di gruppo con momenti di confronto. Sostanziale creare un clima positivo di convivenza all’interno della classe, attraverso attività educative finalizzate a promuovere stili relazionali positivi e competenze emotive che rafforzino l’empatia.
Occorre insegnare l’apertura verso la diversità, il rispetto degli altri e la capacità di gestire e risolvere conflitti in modo sano e costruttivo.
Mettere in atto una intervento condiviso e di corresponsabilità tra insegnanti e docenti per combattere il bullismo è imprescindibile instaurare una valida collaborazione tra scuola e famiglia.
Dolores Di Mambro

Lascia un commento