
Ci sta a pennello questo detto popolare, visto che lo sciopero era già cominciato e, a parte qualche turista straniero, i viaggiatori si erano già organizzati in altro modo.
Questo il risultato della precettazione del ministro dei Trasporti che dovrebbe aver ripristinato il servizio dalle 15 di oggi , (ieri per chi legge, ndr) dimezzando le ore di sciopero. Il nostro ministro ne va fiero perché avrebbe consentito a milioni di italiani (come lui chiama i viaggiatori) di non essere vittime dello sciopero.
Uno sciopero che comunque sabato sarà consumato per gli aerei… tranne anche qui inteventi all’ultimo momento?
Le vittime continuano ad essere sempre e solo i viaggiatori.
In primis perché i sindacati continuano con queste forme di sciopero che, oltre a penalizzare le loro controparti confliggono con gli interessi dei consumatori e non gli passa per l’anticamera del pensiero che nel 2023 sarebbe meglio farsi amici i consumatori, magari facendoli viaggiare gratis nel giorno dello sciopero che, quindi, si trasformerebbe solo in un atto di disobbedienza economica con la propria controparte (2), dando loro anche maggiore forza contrattuale.
A seguire il ministro che, invece di intervenire a tempo debito (lo sciopero era programmato da tempo) ha deciso di farlo solo all’ultimo minuto… tanto l’effetto pubblicitario e “consumer friendly” che voleva ottenere, è convinto che ci sia.
Su tutto una conferma: lavoratori e consumatori in conflitto, governo non in grado di programmare politiche per risolvere i problemi, ma solo alla ricerca di pubblicità, vivendo alla giornata.
Vincenzo Donvito

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