
Poche piazze, molto rumore. Lo sciopero per Gaza indetto da Landini con molta enfasi, ennesimo rito del venerdì, si è spento nel suo stesso eco: totale nazionale stimato tra 30.000 e 45.000 persone, secondo i dati ufficiali. Numeri piccoli per un Paese intero, impatto reale quasi nullo. A pagare sono stati i soliti: chi lavora, chi deve spostarsi, chi ha una consegna o una visita medica. A cambiare, come sempre, niente.
Sul palco, ovviamente Landini e i suoi tirapiedi. Gran cerimoniere di una protesta che ormai sembra più un curriculum politico che una battaglia sindacale. Il copione è noto: proclami solenni, moralismo prêt-à-porter, e una lunga ombra che guarda al posto di Schlein. La base chiede contratti firmati, salari veri, produttività. Lui risponde con la solita minestra ideologica.
Questa è la sinistra italiana, cari signori, chi è piaga del proprio mal pianga se stesso.
Piero Terracina

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