• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Schengen conviene a tutti. Come l’Unione Europea. Fatti e ragionamenti

Uno studio della Cgia di Mestre ha valutato in oltre 10 miliardi di euro all’anno i costi che l’Italia dovrebbe sostenere se fossero ripristinati i controlli ai confini tra i Paesi.

di Vincenzo Donvito | 6 Marzo 2016

Uno studio della Cgia di Mestre ha valutato in oltre 10 miliardi di euro all’anno i costi che l’Italia dovrebbe sostenere se fossero ripristinati i controlli ai confini tra i Paesi (26 di cui 4 non Ue) che oggi partecipano a questo accordo di libera circolazione (1). Uno studio che ha preso spunto da altrettante valutazioni francese e tedesca. Studio che, per chi oggi non si accontenterebbe solo di abolire questo trattato, ma di praticamente eliminare l’Unione magari con qualcosa di ibrido per alcuni scambi commerciali, non prende in considerazione tutti gli altri aspetti economici.
L’aria antieuropeista non e’ una cosa secondaria, visto l’avanzare dei vari movimenti e partiti contrari in alcuni Paesi dell’Ue e, soprattutto, le politiche di alcuni Paesi membri che pretendono di trarre dall’Unione solo quel che da’ loro un vantaggio tangibile e immediato (2): la politica di chi non va oltre il proprio naso non e’ una peculiarita’ solo delle politiche amministrative ed economiche del nostro Paese (che, invece, su Schengen, a nostro avviso, non si sta comportando male).
Scrivo quindi per fare l’elogio del nostro governo in merito e parlar male degli altri? Non mi interessa. Non sono una persona che si inquadra in schieramenti, ma ragiono solo a fatti specifici, valutandoli caso per caso: quello che dovrebbe essere la Politica (notare la “p” maiuscola).
E i fatti specifici sarebbero un elenco di dati positivi che non basterebbe tutta la mia vita residua per scriverne. Uno solo valga per tutti: i diritti che oggi in Italia abbiamo per gli utenti e i consumatori, per quanto siano molto sgangherati, inapplicati, violati e travisati, se non ci fosse stata l’Unione, oggi non li avremmo neanche sulla carta. E forse e’ teoricamente piu’ semplice fare battaglie per il rispetto della legge che non per l’introduzione di una nuova, perche’- per il rispetto- ci si puo’ sempre rivolgere ad altri poteri cosiddetti separati del nostro ordinamento (per esempio, la magistratura), mentre per l’introduzione di nuovi c’e’ solo la politica (che -in questo caso- e’ con la “p” minuscola). Ho scritto “forse”, perche’, non avendo buttato definitivamente la spugna (pur se la tentazione e’ umana e forte) mi do’ ancora qualche chance. In Aduc opero con questa logica.
Ma ora faccio un salto indietro, culturale, per significare cio’ che mi ha portato a concepire e mettere in pratica l’unica forma di politica ed economia che credo possa servirci per farci e per fare meno male, a noi umani e al nostro Pianeta nel suo complesso: il federalismo, come politica di riduzione del danno. Ci sono arrivato da giovane (avevo 12-14 anni, gli anni ’60 del secolo corso) quanto tutti i giovani che non badavano solo al calcio o a “rubare” un bacio a qualche compagna di classe, si cimentavano, oltre alla letteratura e alla musica tipica di quell’epoca e di quell’eta’, in letture come “Risorgimento liberale” di Piero Gobetti, il “Che fare” di Lenin, i vari testi di Bakunin o Cafiero o Gramsci o Engels, in una scuola che in storia non ti faceva mai arrivare a studiare le due guerre mondiali e in cui il fascismo non era storia, ma solo realta’ toccante e circolante dei tanti -per vari motivi- nostalgici di qualcosa. Mi incrociai casualmente con la lingua internazionale esperanto e cominciai -affascinato- a studiarla, per arrivare poi a scoprire -ancor piu’ affascinato- l’esistenza del “Manifesto di Ventotene”, quello scritto in quell’isola da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, li’ esiliati dal regime fascista dell’epoca, quell’isola che il nostro attuale capo del governo ha di recente visitato per significare la scelta sua e del suo governo in materia di Europa.
Questa nota autobiografica mi serve per meglio inquadrare la valutazione economica e cultural/politica che intendo fare per commentare i dati della Cgia di Mestre. Commento che, nella necessaria brevita’ di questo scritto esprimo in due modi:
– cultural/politico: si vuole tornare ad un’Europa dove spesso ci voleva il visto per spostarsi da un Paese ad un altro, un Europa in cui gli Stati si massacravano fra di loro per l’ardita volonta’ di supremazia del loro modello rispetto ad altri (forma estrema: il nazismo)?
– economico: basterebbero da soli i 10 miliardi all’anno della Cgia di Mestre… ma si possono semplicemente aggiungere tutti gli altri aspetti economici e finanziari del nostra quotidianita’: dal burro negli scaffali dei supermercati ai negozi di arredamento (tipo Ikea) che rendono piu’ vivibili le nostre case, dai voli aerei che con qualche decina di euro ci portano a Londra o Madrid al massiccio apporto di lavoratori dagli altri Paesi membri che qui stanno meglio loro e fanno stare meglio anche noi.
Questa, molto in sintesi, e’ la mia Europa che, per stare meglio, dovrebbe trasformarsi in Stari Uniti d’Europa, su modello istituzionale Usa. C’e’ un dato che manca, ed e’ quello che oggi sta mettendo in crisi l’Unione: l’arrivo dei rifugiati e degli immigrati. Dovrei aprire un altro capitolo, ma faccio una sola valutazione perche’, magari in momenti successivi a questo, ci sia un punto di partenza per ragionarci: siamo sicuri che l’arrivo di alcuni milioni di rifugiati ed immigrati possa mettere in crisi un territorio, un’economia e una cultura che coinvolge centinaia di milioni di persone (forse, in merito, gli Usa, il piu’ potente Stato del mondo, non ci hanno insegnato nulla?). Un’ottica che, ovviamente, deve andare di pari passo con la spasmodica voglia dei nostri imprenditori di investire in alcuni Paesi extra-Ue che non fanno altro che chiedercelo tutti i giorni? Un’ottica che deve confrontarsi anche con la necessita’ -su cui ognuno deve farci mente locale- se e’ il caso di continuare ad avere in casa quattro apparecchi tv e tre automobili, piuttosto che un paio di pc/tv e diverse biciclette che dovrebbero poter circolare dando salute a chi pedala e a chi le incrocia?

(1) http://www.aduc.it/notizia/sospensione+schengen+costerebbe+all+italia+10_132207.php
(2) L’Ungheria al primo posto, oggi emulata a suo modo anche dall’Austria e dalla Gran Bretagna dove, tra l’altro, si terra’ a breve proprio un referendum in materia.

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, capo del governo, consumatori, costi, crisi, ernesto rossi, euro, europa, fascismo, federalismo, giovani, governo, gran bretagna, italia, madrid, magistratura, merito, mondo, notizia, persone, piero gobetti, referendum, regime, scuola

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Orazio Covolo

    13 Marzo 2016 alle 21:20

    Contento Lei…

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti