Laici e liberali si impegnino a sostenere la battaglia contro la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina. E’ quanto chiede, in una sua dichiarazione,Adalberto Scarlino, leader dei liberali della Toscana e uno dei principali esponenti del Gruppo dei Centouno.
Scarlino prende spunto dalla manifestazione che si è svolta a Messina contro il ponte sullo stretto, organizzata dalla Rete No Ponte.
A un anno dall’alluvione di Giampilieri, i manifestanti hanno chiesto investimenti sulla messa in sicurezza del territorio.
Secondo Scarlino “ i promotori hanno ragioni da vendere; e, da liberali e da laici, dobbiamo dare loro tutto il sostegno e la
pubblicità possibile. Anzichè continuare a sperperare nel progetto del ponte sullo stretto i soldi che da anni si sprecano – in commissioni, consulenze, incarichi e così via – a beneficio, tra l’altro, delle due organizzazioni malavitose, mafia e ‘ndrangheta, il governo dovrebbe finalmente affrontare con un minimo di coerenza e decisione, il risanamento e la messa in sicurezza del territorio. Priorità alla quale dovrebbe sollecitarlo anche l’ opposizione se – rileva Scarlino- ce ne fosse una degna del nome!”
Proprio per l’assenza di interesse sui temi ambientali da parte di quasi tutte le forze presenti in Parlamento, Scarlino ha annunciato che promuoverà iniziative affinché la seria e rigorosa tutela dell’ambiente, diventi tema centrale per le associazioni, i circoli ed i partiti di cultura laica liberale e socialista “ perché occorre distinguere tra sviluppo e reale progresso, che si realizza solo nel rispetto dell’ambiente”.
SCARLINO: LAICI E LIBERALI SOSTENGANO LA BATTAGLIA CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO
Il leader dei liberali toscani ha annunciato che promuoverà iniziative affinché la seria e rigorosa tutela dell’ambiente diventi tema centrale per le associazioni, i circoli ed i partiti di cultura laica liberale e socialista “ perché occorre distinguere tra sviluppo e reale progresso, che si realizza solo nel rispetto dell’ambiente”.

Evidentemente Cartoni non fa nemmeno lo sforzo di leggere i commenti degli altri, dato che riesce a polemizzare anche sulle cose sulle quali siamo d’accordo.
Pazienza!
Caro Lopez ,mi sorprende solo che ,per sostenere la tesi ,un’ipotesi (probabilità) vada a finire…in una certezza !
Quanto poi alla rete idrica ,è illiberale notare che la situazione italiana è in generale deficitaria? Non mi pare argomento determinante ! Ed in merito alle priorità ,l’argomento è altamente opinabile;ma mi sembra accettabile da tutti che il rischio imminente della TAV ( e denso di pericoli certi ,visto che – a parte che la Tav funziona già in superfice – non risultano spiegazioni su aspetti qualificanti come il tracciato a curva ,contrario alla velocità,la non accettazione di un percorso SOTTO i binari di superfice ,la mega stazione lontana dalla stazione di superfice,la contrarietà di organizzazioni ambientali ,ecc.,ecc.,ecc.) meriti invece battaglia da attivare con urgenza ,ed apertamente , e sia meritevole di seria attenzione da parte della Magistratura( lasciando un attimo da parte le intercettazioni di maldicenze ).
Il traffico del canale della Manica non copre le spese. E’ improbabile che la qualità e la quantità di quello sul ponte dello Stretto possa dare risultati migliori. Al mondo esistono ponti più lunghi. Ma non nella modalità progettata per Messina. Non ha precedenti. E’ per questo che sull’ambiente avrà un impatto mai visto prima.
Condivido i timori che l’isolamento possa favorire l’attività criminale, ma a fronte di investimenti pubblici limitati, il ponte non è certo una priorità per far uscire il Mezzogiorno da un’arretratezza infrastrutturale che è costituita da carenze ben più gravi, come per esempio – ma è solo uno dei tanti- l’inefficienza della rete idrica che in certi casi perde addirittura il 70% dell’acqua trasportata. E dove la malavita organizzata lucra, avendo il controllo della distribuzione mediante mezzi alternativi.
Forse gli scandinavi sono tutti contenti perchè sono più liberi e liberali degli italiani!
Per il resto devo essere più conservatore di quel che penso visto che condivido anche la preoccupazione sul progetto Foster, al quale sono avverso, come credo lo sia lo stesso Scarlino.
Anch’ io mi rammarico per ” i soldi che da anni si sprecano – in commissioni, consulenze, incarichi e così via – a beneficio, tra l’altro, delle due organizzazioni malavitose, mafia e ‘ndrangheta ” ; ma non vorrei che l’ isolamento portato dalla mancanza di adeguate infrastrutture costituisse la salvaguardia degli interessi che le organizzazioni malavitose vorrebbero garantirsi per operare incontrastate. Della Manica so solo che le ferrovie a scartamento ridotto inglesi portano disagi , come la guida a destra automobilistica ,e sono queste le cose che non uniscono ,indipendentemente dal tunnel ; ma vi invito liberamente ad ammirare strutture e paesaggi (che resistono,niente affatto distrutti ) passando dalla Danimarca alla Svezia ( e ritorno). A quel che mi consta ,le popolazioni scandinave sono tutte contente….magari sono illiberali ,ma sono contente ! A me preoccupa invece ( che volete , da conservatore,resto a casa mia ) il mega appalto per il sottoattraversamento di Firenze e la stazione Foster :costa un’enormità e non serve a niente . Senza scomodare Mafia o ‘ndrangheta , l’affare interessa molto ,evidentemente, e di questo dovrebbero interessarsi tutti ,ma proprio tutti . Anche la Magistratura ,così attenta ai raffreddori di Berlusconi solo per poter denunciare poi che prende freddo la notte !
Di liberali come Scarlino, con le idee chiare e distinte capaci di orientare la rotta nella giusta direzione anche in periodi così nebulosi se ne sente quanto mai il bisogno. Perchè sempre più rari sono i liberali autentici che hanno interiorizzato i valori ed i principi del liberalismo con la prassi, la dedizione e la passione. Scarlino è uno di questi. Oggi, invece, imperversano sulla scena nazionale sedicenti liberali che snaturano l’essenza stessa del liberalismo, diffondendone un’immagine distorta se non addirittura falsa. Il Mezzogiorno, come del resto gran parte d’Italia, incluso l’efficiente Nord-Est – soffre indubbiamente di gravi carenze infrastrutturali, ma quella del ponte sullo Stretto è senz’altro la meno urgente. Oltretutto, del sano pragmatismo, che dovrebbe essere appunto bussola per orientare le scelte dei liberali, suggerirebbe di accantonare il progetto visti i risultati non proprio entusiasmanti conseguiti dal canale della Manica che pur unisce due delle più influenti nazioni europee. Non vuole essere questo un elogio fine a se stesso. Scarlino non ne ha certo bisogno. Tanto meno da me. Vorrebbe essere un invito a continuare a fornire suggerimenti, orientamenti ai più giovani – e non solo a loro- ora che questo turbolento periodo, a più riprese e da più parti, è stato definito enfaticamente come un tornante della storia. Perchè ai giovani della neo-ricostituita GLI non vengano passate lucciole per lanterne. Perchè l’eco di questo appello possa raggiungere i liberali riuniti il prossimo fine settimana a Fiuggi.