
Eppure qualche considerazione sulle severissime pene comminate dalla giustizia sportiva per i coinvolti nell’ultimo scandalo del calcio ci sentiamo di farla.
E’ stata una sentenza “esemplare”, ancora una volta influenzata dal clamore giornalistico e da lotte di potere che hanno determinato una situazione sfuggita al controllo di tutti.
Diciamo “esemplare” dando al termine una valenza negativa, perché è scontato che la giustizia, sportiva o penale che sia, ha un solo dovere: essere giusta e lungimirante.
Una cosa sono le pene severissime che colpiscono persone ritenute colpevoli di comportamenti gravissimi. Ci può stare. Ed è giusto e funzionale, in certa misura, anche il principio della responsabilità oggettiva che porta a punire le società per i comportamenti dei loro tesserati. E’ l’unico deterrente in grado di frenare lesioni al principio della lealtà sportiva.
Ma le pene non possono mai andare a colpire in misura devastante, come è accaduto con questa sentenza, gli interessi di chi non è in alcun modo responsabile degli illeciti.
Si sono create condizioni per il fallimento o la volatilizzazione del patrimonio di società che hanno azionisti, addirittura quotate in borsa. C’è il rischio di uno sconvolgimento totale nella quotazione di tutto il parco giocatori italiano: una serie di reazioni a catena che coinvolgeranno anche i tesserati delle società non coinvolte.
Sarebbe bastato arrestarsi, nel comminare le pene, un attimo prima per quanto riguarda le società, mantenendo la mano pesante per i singoli tesserati coinvolti.
Quando la giustizia esagera, non è giustizia e complica i problemi. Nemmeno l’esigenza di fare presto per consentire l’inizio regolare dei campionati e dei tornei internazionali viene aiutata dall’abnorme sentenza. Il risultato, infatti, è una situazione ancora più precaria. Non ci sarà solo l’appello alla medesima giustizia sportiva. Ci saranno poi anche i procedimenti in sede di giustizia amministrativa e, in caso di pronunce difformi la situazione diventerà caotica e ingestibile.
E tutto questo per assecondare “lo sdegno” della gente (che peraltro ora è rivolto contro gli stessi giudici sportivi) e per dare prova di tempestività ed efficienza.
Forse l’idea di mettere il calcio nelle mani di chi non lo conosce non è stata una buona idea.
Scandalo del calcio: punito anche chi non c’entra
Create le condizioni per il fallimento o la volatilizzazione del patrimonio di società. Presto sconvolte le quotazioni di tutto il parco giocatori italiano: una serie di reazioni a catena che coinvolgeranno anche i tesserati delle società non coinvolte.

I giocatori giocano; i dirigenti dirigono:
le colpe dei secondi non possono colpire i primi che una volta tanto c’ entrano come il cavolo a merenda. Inoltre nel calcio si devono tenere in considerazione i tifosi che pagano e che centrano ancor meno, ma sono i più colpiti.
Io non so che percentuale del PIL rappresenti il calcio in Italia, ma in tempi di parametri da rispettare non possiamo perdere neanche numeri da prefisso telefonico fisso. Il sottostante finanziario del calcio , se fatto anche di debiti, muove un organico difficilmente sostituibile. Solo i tifosi della Vecchia e Sputtanata Signora annontano a più di una decina di milioni.
Una proposta in aiuto dei giudici:
no retrocessioni, ma penalità da scontare nel campionato di competenza per più anni:
alla Juve una penalità di 20 punti all’anno da scontare nei prossimi 3 campionati e via di seguito agli altri, oltre che allo stop perenne per i dirigenti ed arbitri colpevoli.
Abbiate pazienza….:ci si scandalizza tanto per maghi e fattucchieri dell’ambiente del calcio,per sussurri e grida diventati prove di delitto efferato….e poi si mantiene il sistema della “giustizia” sportiva ,con regole proprie ,processi propri , sentenze particolari ed “ a tappeto” ??! Mandando oltretutto a dirigere l’orchestra un giudice di stampo staliniano ,che si lamenta pubblicamente -notizia di stampa,non me lo sono inventato- perché nessuno ha confessato ? Già dimenticata la sentenza Bosmann ,ottimo giocatore che ,avendo cercato difesa nella giustizia ordinaria ,vinse il processo ma fu escluso completamente da quel mondo di benpensanti , costretto a chiudere la carriera ? Giustizia sportiva ?…….Cosa Nostra ringrazia per la considerazione……