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Sanae Takaichi è la prima donna premier del Giappone

Sanae Takaichi è stata eletta nuova premier del Giappone, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo dopo la nomina a inizio mese alla guida del Partito Liberal-democratico (Ldp). L’elezione è avvenuta al primo turno di voto, grazie al controllo parlamentare assicurato dal partito e dalla sua alleanza con Nippon Ishin (Jip), prevalendo sul candidato dell’opposizione con 237 voti, contro i 149 dell’ex premier Yoshihiko Noda, su un totale di 465 seggi della Camera bassa in Parlamento.
Takaichi si è assicurata l’elezione grazie all’accordo di coalizione sottoscritto ieri con il Partito dell’Innovazione, che le ha garantito virtualmente la maggioranza necessaria in Parlamento.

di Salvatore Rondello | 23 Ottobre 2025

Sanae Takaichi è stata eletta nuova premier del Giappone, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo dopo la nomina a inizio mese alla guida del Partito Liberal-democratico (Ldp). L’elezione è avvenuta al primo turno di voto, grazie al controllo parlamentare assicurato dal partito e dalla sua alleanza con Nippon Ishin (Jip), prevalendo sul candidato dell’opposizione con 237 voti, contro i 149 dell’ex premier Yoshihiko Noda, su un totale di 465 seggi della Camera bassa in Parlamento.
Takaichi si è assicurata l’elezione grazie all’accordo di coalizione sottoscritto ieri con il Partito dell’Innovazione, che le ha garantito virtualmente la maggioranza necessaria in Parlamento. Il nuovo esecutivo dovrebbe affrontare non poche questioni, tra cui spiccano la scarsa crescita economica, i difficili rapporti con gli Stati Uniti ma soprattutto una crisi interna allo stesso Ldp, scosso da una serie di scandali di corruzione.
Di fatto, per il partito, che storicamente detiene quasi ininterrottamente il potere nel Giappone postbellico dal 1955, il problema è anche riconquistare la fiducia degli elettori: Takaichi è il quarto primo ministro in cinque anni.
Ammiratrice dichiarata della “Iron Lady” Margaret Thatcher, la 64enne è un’esponente dell’ala più conservatrice dell’Ldp e la sua vittoria non rappresenta certo un successo dal punto di vista del movimento femminista in Giappone. Sulla parità di genere, infatti, il nuovo primo ministro nipponico ha posizioni non proprio progressiste: in passato, si è espressa a favore della sola successione maschile nella famiglia imperiale e contro la possibilità per le donne sposate di conservare il nome da nubile. Takaichi è anche contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, si è così espressa: “Le mie più sentite congratulazioni a Takaichi Sanae per la sua storica elezione a primo ministro donna del Giappone. Non vedo l’ora di promuovere la solida partnership tra Giappone e Unione Europea, soprattutto nella cooperazione commerciale ed economica”.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha formulato questo messaggio: “Congratulazioni sentite, Takaichi Sanae, per la sua elezione a premier del Giappone. Come prima donna prima ministra del Giappone, sta scrivendo la storia. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto per portare l’esclusivo partenariato Ue-Giappone a un livello superiore. Per la nostra competitività comune. Per la nostra sicurezza comune”.
Anche la premier Giorgia Meloni si è così pronunciata: “Le mie più vive congratulazioni a Takaichi Sanae per la nomina a primo ministro del Giappone, la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia nipponica. Italia e Giappone condividono valori fondamentali come la libertà, la democrazia e la cooperazione per la stabilità globale. Questi principi comuni costituiscono la base della nostra collaborazione sia sul piano bilaterale, sia nell’ambito dei principali formati di governance internazionale, a partire dal G7. Nella certezza che questa cooperazione non potrà che consolidarsi ulteriormente, formulo al primo ministro Takaichi i migliori auguri di buon lavoro”.
Takaichi aveva promesso, il mese scorso, un gabinetto con un equilibrio di genere “in stile scandinavo”. Nel suo esecutivo figurano però solo due donne: Satsuki Katayama, ministro delle Finanze, e Kimi Onoda, ministro della Sicurezza Economica.
Il dicastero degli Esteri è andato a Toshimitsu Motegi, che si era impegnato per ottenere un accordo commerciale con gli Stati Uniti durante il primo mandato del presidente Trump. Shinjiro Koizumi, figlio dell’ex premier Jun’ichirō Koizumi, che era stato rivale di Takaichi nella corsa per il vertice del Partito Liberal-Democratico (Ldp), è stato nominato ministro della Difesa.
La neopremier 64enne aveva inoltre espresso l’auspicio di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di salute delle donne e aveva parlato apertamente della sua esperienza con la menopausa. Il Giappone si colloca al 118esimo posto, su 148, nel Rapporto 2025 sul divario di genere del World Economic Forum, e la Camera Bassa del Parlamento è composta solo da 73 donne pari al 15%. Islanda, Finlandia e Norvegia occupano i primi tre posti della classifica.
Il Partito Liberal Democratico è un partito conservatore che si è alleato con il centrista Komeito dopo aver perso la maggioranza alla Camera e al Senato. Sanae Takaichi è stata nominata al posto del dimissionario Shigeru Ishiba. Negli ultimi vent’anni, oltre ad aver ricoperto vari incarichi di governo, era stata candidata altre due volte alla guida del partito che porta alla guida del governo.
Non amata dalle femministe, superlavoratrice, fa parte della corrente dell’ex primo ministro Shinzo Abe, quella più conservatrice del partito. Vorrebbe dare più spazio ai militari e pensa a una alleanza con Taiwan, rivendicata dalla Cina.
Il New York Times spiega che la signora Takaichi è una figura divisiva in Giappone e la sua rottura del soffitto di cristallo ha suscitato diverse reazioni. Il quotidiano americano fa anche il parallelo con Giorgia Meloni. I suoi sostenitori l’hanno acclamata come una pioniera che conosce in prima persona le sfide della cultura giapponese dominata dagli uomini. Attivisti e studiosi hanno espresso preoccupazione per il fatto che continuerà a sostenere politiche che hanno ostacolato le donne giapponesi. I rivali politici l’hanno accusata di essere una marionetta nelle mani degli uomini del suo partito; un parlamentare uomo l’ha recentemente descritta come una sposa che si è sposata con un esponente di una potente fazione politica. Molte donne giapponesi sperano che contribuisca a normalizzare l’immagine di leader donne forti e utilizzi la sua posizione per promuovere politiche a favore della famiglia, come l’ampliamento dell’accesso agli asili nido.
In Giappone, secondo un recente sondaggio condotto su oltre 20.000 aziende giapponesi e condotto dal fornitore di dati Teikoku Databank, più della metà ha un team dirigenziale composto esclusivamente da uomini.
Sanae Takaichi ha promesso pubblicamente di aumentare il numero di donne nel suo governo a livelli nordici, ma ha ripetutamente respinto l’idea di quote di diversità, le vecchie quote rosa, che alcuni attivisti per la parità di genere sostengono siano necessarie per risolvere squilibri profondi in politica e nel mondo degli affari. Ha detto che avrebbe cercato di evitare di nominare donne solo perché donne. Dall’altra parte ha espresso il suo sostegno all’ampliamento dell’accesso all’assistenza sanitaria per le donne.

Salvatore Rondello

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: giappone, Iron lady, partito liberal democratico, premier, Sanae Takaichi, Thacther

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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