
A Milano ci vuole pazienza e occhio attento per affondare l’attenzione nelle radici di un lontano passato e così catturarne gli aspetti storico-artistici più meritevoli e le immagini più accattivanti. Ci vuole pazienza perchè la città col suo traffico convulso non favorisce la “caccia”. Ci vuole pure occhio attento perchè i punti più piacevoli ed interessanti possono essere nascosti.
Però possiamo provare a raggiungere il quartiere ticinese ed avvicinarci al canale più grande di Milano: il Naviglio Grande, denominato anticamente Ticinello. Dopo una passeggiata di una ventina di minuti incontriamo la chiesa di San Cristoforo. L’ aspetto così solitario ed il piccolo campanile cuspidato invitano ad una sosta.

Il complesso è singolare: consta di due chiese accostate: quella di sinistra romanica, alla quale fu aggiunto nel 1398 il portale ed un’altra chiesetta. La parte più antica è legata alla tradizione che vuole siano partiti proprio da San Cristoforo i Crociati milanesi (1096) che avevano raccolto l’appello di papa Urbano II incitante i cristiani alla conquista di Gerusalemme ove era custodito il Santo Sepolcro. La chiesa è posta a sud di Milano e dunque era forse l’ultima chiesa immediatamente fuori dalla città che i crociati potevano incontrare. Ecco un luogo di pace adatto per un ultimo momento di raccoglimento e poi via per l’avventura della prima crociata, l’unica delle tante che ebbe un esito positivo con la conquista della Terra Santa, del Santo Sepolcro e la costituzione del Regno di Gerusalemme. Non solo. La parte più antica della chiesa è legata ad altri clamorosi avvenimenti. Nel 1167 vi sarebbe giunta la straordinaria notizia della vittoria a Legnano dei liberi Comuni capeggiati da Milano sull’imperatore di Germania Federico Barbarossa. Si ha poi notizia che fin dal 1192 funzionava un ospedale detto “ Porta Genuensi” (Porta Ticinese).

L’ospedale rimase attivo per circa due secoli in quanto un documento notarile del 1364 cita l’esistenza di un’attività assistenziale ed ospedaliera presso la chiesa di San Cristoforo. Il Santo Cristoforo era all’epoca venerato come protettore dei mali. Del periodo ospedaliero risalgono tre stemmi interessanti: uno con la sigla del Duca di Milano,il grande Giangaleazzo Visconti, l’altro del Comune di Milano ed il terzo dell’Arcivescovo Piercandido Filago da Candia.
Quest’ultimo era un francescano di vasta cultura docente di diritto all’Università di Pavia che venne eletto papa col nome di Alessandro V nel conclave del 15 giugno 1409 tenutosi a Pisa, proprio nel momento in cui per diatribe di potere i papi furono tre: Benedetto XIII, Innocenzo VII, Gregorio XII. Una incredibile confusione scismatica che vide uscire dalla scena il Filago dopo un anno di difficile ed anonimato pontificato.
Alla epidemia di peste ed alla carestia (1398-1404) in cui ne fu vittima lo stesso Duca di Milano come ricorda lo storico milanese Bernardino Corio, è legata l’erezione di una seconda chiesa che fu denominata Cappella ducale e dedicata ai Santi Giovanbattista, Giacomo, Cristoforo e Cristina a ricordo della vittoria riportata dalle milizie di Giangaleazzo al comando di Giacomo dal Verme, ad Alessandria nel 1331, sulle truppe francesi condotte dal Conte d’Armagnac.
All’interno le due chiese formano un solo ambiente a due navate da un pilastro. Sulle pareti, un tempo interamente affrescate, si fanno ammirare alcuni reperti di due importanti pittori lombardi quali il Bergognone e Bernardino Luini. Sulla parete absidale una crocifissione dei fratelli Zavattari che affrescarono nel 1444 nell’abside del Duomo di Monza i 44 pannelli racchiudenti la storia affascinante della longobarda regina Teodolinda.
Osmano Cifaldi

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