E’ arrivato al calor bianco lo scontro, all’interno del centro sinistra, fra Massimo D’Alema e Romano Prodi. A fare da detonatore la vicenda Telecom e la sua gestione da parte della Presidenza del Consiglio. Il leader dei Ds ha anche colto l’occasione per levarsi qualche sassolino dalla scarpa e così sul sito Left Wing, emanazione di un gruppo di giovani dalemiani, si è potuta vedere la riproposizione di una vecchia intervista rilasciata da Arturo Parisi al Corriere della Sera. Era il 4 agosto del 2005 e il paese era nel pieno delle polemiche per le scalate ad Antonveneta e Corriere della Sera. Parisi rispondendo alle domande di Dario Di Vico risollevava la questione morale ed attaccava i Ds per il loro interventismo in campo economico a proposito della vicenda Unipol-Bnl. Parisi diceva “guardi alle vicende di queste settimane con occhio limpido ed ingenuo e vedrà il fondamento della mia preoccupazione. I partiti si sono ripresi la scena ma la confusione è tanta e c’è il rischio che la domanda di alternativa che sale dalla società abbia come risposta null’altro che un’offerta di alternanza” e più avanti “noi invece dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo alternativi al sistema di potere berlusconiano e conquistare alle nostre ragioni anche chi è stato in passato nostro avversario. Guai se la gente pensasse che ci stiamo acconciando al “una volta per uno non fa male a nessuno”. Frasi nobili con le quali il futuro ministro della Difesa intendeva dire che il centro sinistra doveva far valere, rispetto al governo di centro destra, la sua superiorità morale. L’intervista viene ora ripubblicata senza commenti con un titolo che la dice lunga “Con occhio limpido e ingenuo”. In effetti, una volta a Palazzo Chigi, il mitico Prodi, non solo ha fatto quello che non aveva mai fatto il mai tanto deprecato Berlusconi e che i Ds avavano tentato con la storia Unipol, ma è intervenuto pesantemente nella vicenda Telecom facendo avere a Tronchetti Provera, non dimentichiamo che Tronchetti è anche azionista del Corriere della Sera e che il Corriere è sceso pesantemente in campo in campagna elettorale, una ipotesi di salvataggio, a spese dello Stato, di parte della sua azienda in difficoltà. Roba da codice penale. D’Alema però non si è limitato a punzecchiare Prodi con la stessa moneta. Quando si è trattato di decidere se e come il Parlamento doveva affrontare la vicenda ha fatto in modo, manovrando dietro le quinte, che passasse la richiesta del centro destra su un dibattito parlamentare che vedesse la presenza in aula del Presidente del Consiglio. Il mitico Prodi ha così dovuto mettere la faccia nella cacca e rimangiarsi l’aria sprezzante con cui da Pechino aveva respinto al mittente la richiesta di riferire al Parlamento. “Ma siamo matti?” Aveva detto il Nostro. Appunto.
Sale lo scontro Prodi – D’Alema. il Presidente del Consiglio, evidentemente diventato matto, costretto a riferire al parlamento sulla vicenda Telecom. il ruolo del presidente DS
“Ma siamo matti?” aveva detto da Pechino il Presidente Prodi a chi gli chiedeva se sarebbe andato in Parlamento a riferire su Telecom. Detto e fatto. La prossima settimana sarà in aula.

PRODI – D’ALEMA: RIECCO IL ‘DUELLO’
di Vittorio Lussana
(articolo tratto dalla rubrica settimanale: “7 giorni di cattivi pensieri”, pubblicata sul sito web di informazione e cultura http://www.diario21.net)
Cominciano a serpeggiare, negli angusti ‘corridoi psichici’ del centro-sinistra italiano, le prime avvisaglie di un vecchio giuoco molto in voga nella seconda metà degli anni ’90, ovvero il quesito: ma è meglio Prodi o D’Alema? Dato che ho dovuto registrare anche un articolo sul ‘Corsera’ a firma Maria Teresa Meli sull’argomento, ho deciso di esprimere anch’io il mio parere. Innanzitutto, se proprio vogliamo metterla sul piano della ‘percezione mediatica’, debbo ammettere che Massimo D’Alema è bello assai: in ciò, non c’è proprio partita. Da anni litigo con fidanzate e persino con mia madre, poiché mi accusano di ascoltare il telegiornale ad un volume troppo alto: la colpa è proprio di Romano Prodi, il cui idioma bolognese spesso mal si accorda con le esigenze di un’informazione ad un tempo sintetica e facilmente comprensibile. Tuttavia, da un punto di vista dell’azione di governo, per il Professore non è ancora tempo di confronti: il vero ‘momento-soglia’ politico per l’attuale Presidente del Consiglio sarà il superamento dello ‘scoglio’ della legge Finanziaria. Solo dopo aver visto la risoluzione di quel ‘nodo’ parlamentare, potremo permetterci paragoni veri. Per il momento, rimane l’impressione di una Farnesina che, in questi mesi, ha dimostrato di ‘correre’ ad una ragguardevole velocità rispetto agli altri dicasteri dell’esecutivo attualmente in carica. Ma ciò è dipeso anche dal buon livello complessivo del nostro corpo diplomatico, che dopo cinque mesi di attenta osservazione ‘ravvicinata’ da parte del sottoscritto, ha dimostrato di essere una delle poche cose ‘serie’ e funzionali dell’apparato burocratico dello Stato. Insomma, era facile per D’Alema vincere il confronto, questa volta, poiché si ritrova alla guida del ministero più ‘snello’ ed efficiente del nostro esecutivo. Dunque, si tratta di una competizione che non dovrebbe essere nemmeno ipotizzata, poiché corrisponderebbe ad una gara di velocità tra un Valentino Rossi a bordo della sua Honda e un onesto autista del ‘Co. Tra. L.’ alla guida di un torpedone immerso, oltretutto, nei dieci chilometri di coda che, ogni mattina del santo calendario gregoriano, si formano sulla Roma – L’Aquila. Fate vobis.