La Cgil difende l’esclusiva della contrattazione su tutto, anche se la svolge solo nelle aziende medio grandi in via di ridimensionamento.

Più chiara l’opposizione al salario minimo cui obbligare tutti i datori di lavoro. E’ l’unico modo di combattere il precariato dei più poveri, ma il sindacato perde l’esclusiva della contrattazione di fronte a una norma che è di ordine pubblico oltre che di giustizia sociale e che nella razionale visione francese e tedesca dovrebbe essere estesa all’intera UE, e, secondo me, far parte delle clausole di adesione al WTO. Ma certo che parlare di “salario minimo europeo” sarebbe già un modo di compensare il “fiscal compact” e far pesare di più l’urgenza dell’unità politica europea, che spazzerebbe via tanti cialtroni dalla nostra scena politica nazionale, oltre che comportare una grande riduzione del costo della burocrazia che ripete solo quel che è deciso in sede europea. La Cgil difende l’esclusiva della contrattazione su tutto, anche se la svolge solo nelle aziende medio grandi in via di ridimensionamento. Che sempre per mantenere il suo potere vorrebbe che fossero sussidiate dallo stato. Non ha torto Monti quando indica la CGIL come una forza conservatrice, e mi sembra che Landini abbia la vista più lunga.

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