Questa volta non si è trattato del solito oppositore di scarsa credibilità e futuro. L’accusa per Vladimir Putin è arrivata dall’interno stesso del potere in Russia, quello più delicato in questa fase, il militare.
Ed è partito dai massimi livelli, un colonnello generale di 78 anni, Leonid Ivashov, sicuramente al dentro di tutti i segreti politici e militari del paese.
Ivashov ha avvertito il leader russo di non entrare in guerra con l’Ucraina, accusandolo di voler creare un “casus belli” per distrarre l’opinione pubblica dai suoi problemi interni.
Il colonnello generale ha scritto una lettera aperta intitolata La vigilia della guerra in cui ha messo a nudo e disintegrato la “politica criminale di Putin di provocare una guerra” nonostante la Russia non debba affrontare alcuna “minaccia critica”.
Ivashov, anche se non più attivo in ambito operativo è però restato nell’ambiente militare ricoprendo la carica politica di presidente dell’Assemblea degli ufficiali russi. In precedenza era stato capo della cooperazione militare di Putin nel Ministero della Difesa.
Nella lettera aperta, pubblicata sul sito web dell’assemblea, ha affermato di temere che la Russia diventi un “paria della comunità mondiale” se verrà lanciata un’invasione e ha invitato Putin a dimettersi.
Da sottolineare è il fatto che il generale, decorato, era uno degli alti ufficiali più rispettati e aggressivi del Ministero della Difesa russo, noto come un nazionalista intransigente al punto di difendere ancora il sistema sovietico. E forse proprio per questo vede tutt’ora con una certa simpatia quel che resta dell’antico partito comunista sovietico.
Probabilmente è stata proprio questa sua collocazione politica a fargli intravedere con estrema chiarezza e consapevolezza cosa nello scenario internazionale è consentito e cosa non lo è, anche in un quadro di forte contrapposizione ideologica e di interessi, com’era ai tempi dell’Urss, quando si mette in pericolo la pace nel mondo. Forse è bene ricordare che l’Urss non si scostò mai dalla parola d’ordine della pace, al punto da appoggiare e forse anche finanziare iniziative e marce pacifiste, certamente con un intento di propaganda, che tuttavia poi finiva per costituire un limite alla sua stessa azione di sovversione internazionale. Si pensi al Vietnam, sempre sostenuto, anche con aiuti militari, ma mai con un impegno diretto.
Un’azione come quella che si sta mettendo in piedi in Ucraina ha caratteristiche del tutto diverse. Non c’è un governo locale –a parte frange di ribelli autonomisti in alcune zone confinanti a est- che chiede l’aiuto della Russia, né tanto meno che vuole aggredirla, e quindi è impossibile creare una “simpatia” internazionale intorno a un’eventuale azione militare contro Kiev che risulterebbe agli occhi di tutti un atto di pura aggressione. Questo aspetto è molto chiaro nella testa del generale Ivashov quando parla della Russia come “paria della comunità mondiale” a seguito di un tentativo di occupazione dell’Ucraina.
Ivashov fu licenziato da Putin nel 2001, e da allora è diventato un feroce critico del presidente russo. Lo ha spesso accusato di aver protetto un’élite corrotta a spese del paese, accusandolo di “crimini contro la Russia”, e chiedendone le dimissioni.

La Russia è in pericolo?
L’Assemblea degli ufficiali russi, un’associazione indipendente, è stata fondata con il duplice scopo di costituire un momento di discussione sul ruolo dell’esercito russo nello Stato e di fungere da casa di riposo per ex ufficiali con opinioni spesso nazionaliste.
Per questo ha destato particolare attenzione, anche a livello internazionale, la pubblicazione della lettera del generale. In un passo viene affrontata anche la questione della sicurezza della Russia e della guerra ‘giusta’: “In precedenza, la Russia (URSS) ha condotto guerre forzate (giuste) e, di regola, quando non c’era altra via d’uscita, quando gli interessi vitali dello stato e della società erano minacciati. Ma oggi?: “Per quanto riguarda le minacce esterne, sono certamente presenti. Ma, secondo la nostra valutazione di esperti, al momento non sono critiche, tali da minacciare direttamente l’esistenza della statualità russa e dei suoi interessi vitali.”
C’è di più, l’attenzione viene posta sul diritto analogo dell’Ucraina che ha il diritto all’autodifesa come nazione indipendente. Del resto il contraccolpo internazionale all’annessione della Crimea “mostra in modo convincente il fallimento della politica estera russa”. L’argomentazione si fa poi stringente: “I tentativi di far ‘amare’ la Federazione Russa e la sua leadership attraverso un ultimatum e le minacce dell’uso della forza sono insensati ed estremamente pericolosi”. Le conseguenze potrebbero essere disastrose: “L’uso della forza militare contro l’Ucraina, in primo luogo, metterà in discussione l’esistenza della Russia stessa come Stato; in secondo luogo, renderà per sempre nemici mortali russi e ucraini. In terzo luogo, ci saranno decine di migliaia di uomini giovani e sani morti da una parte e dall’altra, il che influenzerà sicuramente la futura situazione demografica nei nostri paesi morenti”
Sarà uno scontro a tutto campo, in parte anche fratricida: “Sul campo di battaglia, se ci sarà, le truppe russe affronteranno non solo il personale militare ucraino, tra cui ci saranno molti ragazzi russi, ma anche il personale militare e l’equipaggiamento di molti paesi della NATO, e gli Stati membri dell’alleanza saranno obbligati a dichiarare guerra alla Russia.”
Ivashov ha aggiunto che una tale invasione “minaccerebbe la pace e la sicurezza internazionale” e comporterebbe pesanti sanzioni per la Russia”. Ed ha aggiunto: “Il presidente e il governo, il ministero della Difesa non possono non comprendere tali conseguenze, non sono così stupidi”.
Il generale, confermando la fama di duro, si chiede quindi perché Putin dovrebbe rischiare tale ostilità e conflitto, concludendo che si tratta di una distrazione dai problemi interni della Russia: “Secondo noi, la leadership del Paese, consapevole di non essere in grado di risolvere la crisi sistemica che può condurre a una rivolta popolare e a un cambio di potere nel Paese, con il sostegno dell’ oligarchia, burocrati corrotti, media statali e forze di sicurezza, ha deciso di attivare la linea politica della distruzione finale della statualità russa e lo sterminio della popolazione indigena del Paese.”
La guerra come mezzo per ritardare, ma solo di un po’, la crisi finale del sistema di potere russo: “E la guerra è il mezzo che risolverà questo problema per mantenere per un po’ il suo potere antinazionale e preservare la ricchezza sottratta al popolo. Non possiamo suggerire altre spiegazioni.”
La Russia ha negato di aver elaborato un qualsiasi piano per attaccare l’Ucraina, esortando gli Stati Uniti e i suoi alleati a impedire al suo vicino e ad altre nazioni ex sovietiche di aderire alla NATO, fermare gli schieramenti di armi lì e ritirare le forze NATO dall’Europa orientale.
Come c’era da aspettarsi Washington e la NATO hanno respinto le richieste, e il generale spiega bene come queste siano irricevibili sulla base del diritto internazionale.
Luciano Priori Friggi
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La lettera del colonnello generale Ivashov per intero
Discorso dell’Assemblea degli ufficiali di tutta la Russia, al Presidente e ai cittadini della Federazione Russa
Oggi l’umanità vive in attesa della guerra. E la guerra è l’inevitabile perdita di vite umane, distruzione, sofferenza di grandi masse di persone, distruzione del solito modo di vivere, violazione dei sistemi vitali degli Stati e dei popoli. Una grande guerra è una grande tragedia, il crimine grave di qualcuno. Accadde così che la Russia fosse al centro di questa catastrofe imminente. E, forse, questa è la prima volta nella sua storia.
In precedenza, la Russia (URSS) ha condotto guerre forzate (giuste) e, di regola, quando non c’era altra via d’uscita, quando gli interessi vitali dello stato e della società erano minacciati.
E cosa minaccia l’esistenza della Russia stessa oggi, e ci sono tali minacce? Si può sostenere che esiste davvero una minaccia: il paese è sul punto di completare la sua storia. Tutte le aree vitali, compresa la demografia, sono in costante degrado e il tasso di estinzione della popolazione sta battendo record mondiali. E il degrado è di natura sistemica e, in qualsiasi sistema complesso, la distruzione di uno degli elementi può portare al collasso dell’intero sistema.
E questa, a nostro avviso, è la principale minaccia per la Federazione Russa. Ma questa è una minaccia di natura interna, che deriva dal modello dello Stato, dalla qualità del potere e dallo stato della società. E le ragioni della sua formazione sono interne: l’insostenibilità del modello statale, la completa incapacità e mancanza di professionalità del sistema del potere e dell’amministrazione, la passività e la disorganizzazione della società. In questo stato, qualsiasi paese non vive a lungo.
Quanto alle minacce esterne, sono certamente presenti. Ma, secondo la nostra valutazione di esperti, al momento non sono critici, tali da minacciare direttamente l’esistenza della statualità russa, i suoi interessi vitali. Nel complesso, la stabilità strategica è mantenuta, le armi nucleari sono sotto controllo affidabile, le forze NATO non si stanno rafforzando e non mostrano attività minacciose.
Pertanto, la situazione che si sta preparando intorno all’Ucraina è, prima di tutto, di natura artificiale, mercenaria per alcune forze interne, inclusa la Federazione Russa. A seguito del crollo dell’URSS, in cui la Russia (Eltsin) ha preso un ruolo decisivo, l’Ucraina è diventata uno stato indipendente, membro dell’ONU, e ai sensi dell’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite ha diritto alla difesa individuale e collettiva.
La dirigenza della Federazione Russa non ha ancora riconosciuto i risultati del referendum sull’indipendenza di DPR e LPR [le province separatiste, ndr], mentre a livello ufficiale più di una volta, anche durante il processo negoziale di Minsk, ha sottolineato l’appartenenza dei propri territori e della propria popolazione all’Ucraina.
Si è anche detto più volte ad alto livello della volontà di mantenere rapporti normali con Kiev, senza esplicitare rapporti speciali con DPR e LPR.
La questione del genocidio perpetrato da Kiev nelle regioni sudorientali non è stata sollevata né all’ONU né all’OSCE. Naturalmente, affinché l’Ucraina rimanesse un vicino amichevole per la Russia, era necessario che quest’ultima dimostrasse l’attrattiva del modello russo dello Stato e del sistema di potere.
Ma la Federazione Russa non è diventata una, il suo modello di sviluppo e il meccanismo di politica estera della cooperazione internazionale respingono quasi tutti i vicini, e non solo.
L’acquisizione della Crimea e Sebastopoli da parte della Russia e il loro mancato riconoscimento come russi dalla comunità internazionale (e, quindi, il numero schiacciante di stati nel mondo li considera ancora appartenenti all’Ucraina) mostra in modo convincente il fallimento della politica estera russa e la non attrattiva del suo interno.
I tentativi di far “amare” la Federazione Russa e la sua leadership attraverso un ultimatum e le minacce dell’uso della forza sono insensati ed estremamente pericolosi.
L’uso della forza militare contro l’Ucraina, in primo luogo, metterà in discussione l’esistenza della Russia stessa come Stato; in secondo luogo, renderà per sempre nemici mortali russi e ucraini. In terzo luogo, da una parte e dall’altra ci saranno migliaia (decine di migliaia) di giovani morti e sani, il che influenzerà sicuramente la futura situazione demografica nei nostri paesi morenti. Sul campo di battaglia, se ciò accade, le truppe russe affronteranno non solo il personale militare ucraino, tra cui ci saranno molti ragazzi russi, ma anche il personale militare e l’equipaggiamento di molti paesi della NATO, e gli stati membri dell’alleanza saranno obbligati a dichiarare guerra alla Russia.
Il presidente della Repubblica di Turchia R. Erdogan ha chiaramente affermato da che parte avrebbe combattuto la Turchia. E si può presumere che a due eserciti da campo turchi e a una flotta verrà ordinato di “liberare” la Crimea e Sebastopoli e possibilmente invadere il Caucaso.
Inoltre, la Russia sarà sicuramente inclusa nella categoria dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, sarà soggetta alle sanzioni più pesanti, si trasformerà in un paria della comunità mondiale e sarà probabilmente privata dello status di stato indipendente .
Il presidente e il governo, il ministero della Difesa non possono non comprendere tali conseguenze, non sono così stupidi.
Sorge la domanda: quali sono i veri obiettivi di provocare tensioni sull’orlo della guerra e il possibile scatenamento di ostilità su larga scala? E quello ci sarà, dice il numero e la composizione in combattimento dei raggruppamenti di truppe formati dai partiti – non meno di centomila militari da ciascuna parte. La Russia, esponendo i confini orientali, sta trasferendo formazioni ai confini dell’Ucraina.
A nostro avviso, la dirigenza del Paese, consapevole di non essere in grado di portare il Paese fuori dalla crisi sistemica –e questo può portare a una rivolta popolare ea un cambio di potere nel Paese– con il sostegno dell’oligarchia, funzionari corrotti, media adescati e forze di sicurezza, hanno deciso di attivare la linea politica per la distruzione finale della statualità russa e lo sterminio della popolazione indigena del paese.
E la guerra è il mezzo che risolverà questo problema per mantenere per un po’ il suo potere antinazionale e preservare la ricchezza sottratta al popolo. Non possiamo suggerire altre spiegazioni.
Dal Presidente della Federazione Russa, siamo ufficiali della Russia, chiediamo di abbandonare la politica criminale di provocare una guerra in cui la Federazione Russa si troverà da sola contro le forze unite dell’Occidente, per creare le condizioni per l’attuazione dell’art. . 3 della Costituzione della Federazione Russa e dimettersi.
Facciamo appello a tutti coloro che sono in pensione e al personale militare a riposo, ai cittadini russi con la raccomandazione di essere vigili, organizzati, sostenere le richieste del Consiglio dell’Assemblea degli ufficiali panrussi, opporsi attivamente alla propaganda e scatenare una guerra e prevenire un civile conflitto interno con l’uso della forza militare.
Il Presidente dell’Assemblea degli ufficiali di tutta la Russia, colonnello generale Ivashov LG

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