Igor Girkin (che usa lo pseudonimo Strelkov) è un “falco” russo, uno che ha combattuto in Cecenia e Transnistria. Un signore della guerra che ha avuto un ruolo “chiave” nel 2014 nel lanciare la guerra della Russia contro l’Ucraina.
L’idea che lo muove è la ricostituzione dell’Impero zarista, cioè del suo territorio storico, e i nemici ovviamente sono tutti coloro che vi si oppongono.
Oggi tuttavia Strelkov è anche un feroce critico di Putin e della conduzione della guerra da parte sua e dei suoi uomini di fiducia. Vive a Mosca tranquillamente, è un eroe, non teme per la sua vita.
“Il club degli arrabbiati”
Girkin-Strelkov ha pubblicato un manifesto su Youtube: “Stiamo creando -vi si legge- un ‘club di patrioti arrabbiati'”. Ha aggiunto: “Purtroppo la situazione al fronte, su cui i mass media sorvolano in ogni modo, ha un effetto estremamente negativo sulla situazione in tutto il Paese.
Non ho paura di dire che ci stiamo muovendo verso la sconfitta militare… Siamo entrati in una guerra di lunga durata, per la quale la nostra economia era completamente impreparata. Sia l’esercito che il sistema politico non erano pronti per questo”.

Chi è Girkin-Strelkov
Girkin-Strelkov in Russia è molto ascoltato. Il suo ruolo in Ucraina è ben noto. Il 21 febbraio 2014, insieme a un gruppo di militanti armati, è arrivato in Crimea e, secondo la sua stessa ammissione, ha costretto i deputati locali in seduta, sotto la minaccia delle armi, a votare per un “referendum” sulla secessione dall’Ucraina.
Dopo il “referendum” ha lasciato la Crimea alla testa di 52 nazionalisti armati -un gruppo finanziato sembrerebbe dal ricco nazionalista Konstantin Malofeev– ha preso il controllo della città ucraina di Slavyansk, facendo così da calamita per i separatisti locali. E da questa città e per conto della “milizia del Donbas” annunciò la creazione della “Repubblica popolare di Donetsk”. Nel corso della primavera la cosiddetta “milizia popolare del Donbass” ha preso d’assalto l’amministrazione regionale, ha posto la bandiera russa sul tetto e ha chiesto un referendum sull’indipendenza. Senza ottenerlo -come si sa si è tenuto solo di recente-, e di questo impedimento rimprovera ancora Putin e il suo governo.
Luciano Priori Friggi

Già la sconfitta economico finanziaria è compiuta.