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Russia: in scena le finte elezioni del regime di Putin

Per tre giorni, e fino a domenica 20 settembre, 110 milioni di cittadini russi chiamati alle urne per eleggere la Duma di Stato. Opposizioni bandite o messe all’angolo, voto imposto anche nelle regioni ucraine occupate con la guerra. Segnalazioni di irregolarità e azioni di propaganda filo-governativa ai seggi. Qui – da tempo – la democrazia non esiste più

di Agenzia Sir | 19 Settembre 2026

di Sarah Numico*

Urne aperte nella Federazione russa per la tre giorni di voto per la Duma di Stato. Dalle ore 6 del 18 settembre e fino alle 20 locali della sera del 20 settembre, i circa 110 milioni di elettori ed elettrici russi (compresi i residenti dei territori occupati/annessi in Ucraina) sono chiamati a scegliere la composizione della camera bassa del parlamento. In alcune regioni si vota anche per le amministrazioni locali e regionali. È la prima volta che si va al voto dall’inizio della “operazione su larga scala”. Nel 2021 aveva votato il 51,72% degli elettori; a Russia unita, il partito di Vladimir Putin, erano andati il 49,82% dei consensi (nel 2016 erano stati il 54,2%) e l’88% dei collegi uninominali che le ha garantito 324 seggi sui 450 della Duma. Nel frattempo, varie voci a livello internazionali hanno già affermato di ritenere non valide le elezioni: le pressioni – e le violenze – sulle opposizioni, l’esclusione dalle urne di varie forze politiche alternative, il voto imposto nelle regioni ucraine occupate con la guerra falsano in partenza la tornata elettorale.

Segnalazioni di irregolarità. A metà del primo giorno di elezioni il 60% dei cittadini registrati al sistema di voto elettronico da remoto (Deg), cioè 2,4 milioni di persone, ha già espresso il proprio voto. Ma si è già anche registrato un blocco del sistema nella mattinata. Tra gli elettori a distanza che hanno votato, proprio il presidente Vladimir Putin che non ha lasciato il Cremlino, così come il patriarca Kirill, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e diversi ministri e governatori. Ma iniziano a girare segnalazioni di malfunzionamenti, irregolarità di vario genere, repressioni, azioni di propaganda filo-governativa che continuano anche nei seggi di voto. In un seggio di Mosca, riporta Ovd-Info, i membri della commissione elettorale hanno dichiarato che tutti gli elettori erano stati registrati automaticamente per il voto elettronico e che non sono previste schede cartacee.E il voto digitale è più facile da manipolare da parte di chi amministra il sistema e per questo gli attivisti raccomandano fortemente di utilizzare esclusivamente le schede cartacee.Che le elezioni saranno truccate e manipolate non c’è dubbio. Il tema è solo in che modo e fino a che punto libertà e diritti saranno repressi o violati anche in questa tornata elettorale.

Puntare sui collegi uninominali. È la prima senza Alekseij Navalnij e dopo l’epurazione che la commissione elettorale ha compiuto con falsi pretesti sui candidati di Yabloko, la lista di opposizione che aveva cercato di contrastare Russia unita: i candidati del partito della pace sono stati esclusi dalle elezioni in molti collegi, sebbene ci siano ancora un centinaio di collegi uninominali tra Mosca, San Pietroburgo e altre 41 regioni dove ci sono candidati pacifisti, oltre che in alcune assemblee legislative regionali. “Chi desidera un cambiamento – chi vuole votare per la pace e la libertà, e per una vita libera dalla paura e dalla repressione – avrà l’opportunità di farlo”, ricorda oggi Vladimir Kara-Murza sul suo canale telegram. “Nelle attuali circostanze, esiste un solo modo eticamente e politicamente corretto di partecipare alle elezioni: nei collegi uninominali, sia per la Duma di Stato che per le elezioni regionali, bisogna votare per i candidati del partito Yabloko laddove presenti; laddove non vi siano candidati Yabloko, non votate per alcun candidato nominato da altri partiti”. Secondo Kara-Murza “questo è l’unico modo per sostenere, nelle prossime elezioni, la prevenzione di una guerra nucleare e la costruzione di una Russia prospera e democratica”.

Tutti, tranne Russia Unita. L’invito che invece arriva dalla Fondazione anti-corruzione (Fbk), guidata dalla moglie del dissidente ucciso, Yulia Navalnaya e dall’attivista e YouTuber Maxim Katz è di votare per qualsiasi partito diverso da Russia Unita (Edinaya Rossiya) per disperdere il consenso della maggioranza di governo e sottrarre seggi al partito di Putin.Storicamente divisi su molte questioni, hanno trovato in questa azione congiunta una possibilità di avere più eco e provare a sgretolare la roccaforte di consensi putiniani.Ci si può iscrivere al bot di Smart Voting, voto intelligente, e ricevere indicazione su “come votare nel tuo collegio elettorale per infliggere il colpo più duro a Russia Unita”, scegliendo candidati che hanno maggiori probabilità di sconfiggere i candidati di Russia Unita nei rispettivi collegi.

Mettersi in fila… Altro gesto simbolico a cui i canali social della dissidenza stanno invitando gli elettori è di recarsi tutti alle urne domenica alle ore 12.00 per mostrare visivamente la presenza del dissenso tramite la formazione di lunghe code. Mettersi in fila senza fare nulla di che se non attendere il proprio turno di voto, sarebbe l’unica tattica senza (prevedibili) rischi penali per i cittadini residenti in Russia. “Le autorità vorrebbero gestire queste elezioni per la Duma di Stato seguendo il loro solito copione, quello più comodo per loro: con l’affluenza desiderata, i risultati prefissati e senza alcuna opposizione significativa. Proprio per questo è fondamentale, in questo momento, non servire loro questo scenario su un piatto d’argento. Più persone andranno alle urne per votare contro Russia Unita, più sarà difficile per loro mentire parlando di un ‘sostegno popolare universale’ a Putin e al suo partito”, ha scritto sui suoi canali Telegram Yulia Navalnaya prima dell’apertura dei seggi.

Sarah Numico

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    19 Settembre 2026 alle 11:26

    Vero che ci sono candidati e liste escluse (L’Altra Russia di Eduard Limonov l’unica lista a non essersi mai potuta presentare, ma la prima a denunciare la necessità di un intervento russo in Donbass…e dagli anni 90), ma non è vero che le opposizioni sono bandite. I comunisti sono presenti.
    Navalny in realtà se lo filavano in pochi. Negli ultimi anni ad ogni modo invitò spesso a sostenere i comunisti.

    Rispondi

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