Ieri, su Radio Radicale, ho ascoltato Congresso dei Radicali. Quello che ha sancito l’alleanza con lo Sdi.
Mi sono anche commosso. Una volta. Quando Emma Bonino ha letto una lettera di un ragazzo diciannovenne che, pur preso in giro dai suoi compagni e parenti, si dice orgogliosamente elettore radicale. Ha riportato alla mente i miei diciannove/vent’anni.
Per il resto l’ho trovato un Congresso prevedibile, ma non meno interessante e pregno di tematiche sulle quali lavorare.
Mi è piaciuto anche Boselli, Segretario dello Sdi, che finalmente ha dimostrato di avere i coglioni dopo anni di assopimento ulivista.
Ha parlato dell’abolizione del Concordato e viva Dio!
Finalmente il socialismo democratico ha un’anima!
E finalmente anche i radicali hanno ricominciato a parlare di libertà civili e di “vieto”
anticlericalismo. Che poi è sinonimo di democrazia.
Quella democrazia che i tanti cattolici “democratici”
(democristici) pare poco frequantino.
Il Congresso radicale mi ha riportato alla mente, tra l’altro, il ’99 e soprattutto il 2002. Quando scrissi un articolo per Mondoperaio, rivista culturale dello Sdi, in cui auspicavo una nuova aggregazione “Laico Libertaria”. L’embrione di un possibile Partito Democratico che includesse radicali, socialisti e poi laici, liberali, repubblicani, liberal dei Ds e di Forza Italia. E che escludesse i democristi, i comunisti e i neo post fascisti (Lega compresa).
Questa lista della Rosa nel Pugno è interessante.
Ribadisco interessante, ma mi fermo.
Sono il solito malfidato, ma, a malfidarsi, spesso colpisco nel segno, guarda un po’…
Temo infatti che sia un progetto di corto respiro. Un contenitore temporaneo che rischia di fermarsi all’indomani delle elezioni politiche del 2006, come sempre hanno fatto i radicali e lo Sdi con i loro innumerevoli soggetti politici che sono durati il tempo di una stagione.
Ricordiamo negli anni ’80 le liste Antiproibizioniste, poi le Liste Pannella nella versione Partito Democratico e Riformatori, poi la Lista Bonino, poi i Radicali italiani ed ora…la Rosa nel Pugno.
E non dimentichiamo le innumerevoli alleanze di comodo dello Sdi: la presentazione di socialisti all’interno del Patto Segni, la nascita del Trifoglio con Cossiga (che veniva sbandierata come un’alleanza naturale e omogenea…sic!), la nascita del Girasole con i Verdi, la presentazione di esponenti dello Sdi all’interno della Margherita in alcune realtà locali……
Per tutti questi motivi (ma non solo), al momento, in tale progetto non mi sento di spendermi più di tanto.
Sono stufo di imbarcarmi in avventure di corto respiro. O si fa un’aggregazione Liberalsocialista e laica forte che duri nel tempo (che a mio avviso non si costruisce nel giro di qualche mese, bensì di qualche decennio) oppure è tutto inutile.
Qualche sasso in capponiaia laico nell’Unione serve a poco o nulla. E’ una presenza importante (come i sassi in capponaia laici nella Cdl) ma debole e che francamente poco mi appassiona (per citare una frase tanto cara ai radicali).
Vero è anche che sono impegnato politicamente in altre cose.
Come Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli stiamo intessendo fitte alleanze con i Liberaldemocratici del triveneto. A Pordenone inoltre stiamo portando avanti degli incontri con il Partito dei Pensionati per discutere di temi quali la tutela dei ceti più deboli, dei disabili, degli anziani. Temi che pensiamo di proporre nel nostro programma per una possibile lista per le Comunali di Pordenone dell’anno prossimo. Una lista Liberalsocialista-Liberale e di Pensionati. Una lista che ci piace definire di Nuovo Centro-Sinistra.
Una lista slegata dai partiti tradizionali e che soprattutto escluda i vecchi marpioni della politica (assai presenti nello Sdi e nel Nuovo Psi pordenonese).
Ad maiora!
Luca Bagatin
Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli V.G.

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